Pierpaolo e l'ansia da prestazione
Sarà capitato anche a voi, da adolescenti, di trovarvi a un palmo di mano dalla più carina della classe, dalla ragazza che vi faceva palpitare il cuore a ritmi forsennati. E, in preda all'emozione, non riuscire a spiccicare un monosillabo di senso compiuto che sia uno. Ebbene, teenager della panchina a 44 anni, Pierpaolo Bisoli ha subìto il fascino del Cagliari, suo antico amore, per la cui causa ha immolato sull'altare di Eupalla due gambe, roba che neanche Gigi Riva. Colto dalla smania di non tradire quegli stessi tifosi che quasi tre lustri fa vergavano con le bombolette spray sui muri della città slogan come "Bisoli non si tocca", il tecnico di Porretta Terme è finito fuori giri. Oddio, che le condizioni della crociera non fossero da luna di miele si era capito fin dai primi giorni, con la granata Marchetti deflagrata tra le mani di Cellino, capace di un'onda d'urto tale da nuocere all'intero spogliatoio. Dopo la convincente partenza, le prime battute a vuoto: "Tranquilli, arriverà anche il momento del gioco d'attacco, Bisoli cura anzitutto la fase difensiva", avevamo colpevolmente scritto anche noi, ottimisti e innamorati dell'antico gladiatore.
Invece no. Anzichè migliorare, il Cagliari ha subito la più pesante involuzione tecnico-tattica dai tempi del passaggio di consegne tra Giampaolo e Colomba. Squadra sfilacciata, automatismi improvvisati, giocatori schierati completamente fuori ruolo: Matri larghissimo, Cossu sulla fascia, Nenè a immalinconirsi inspiegabilmente lungo l'out destro, schierato come trequartista di fatica. Ma, cosa più grave, all'allenatore rossoblù è sfuggito lo spogliatoio di mano: prima Lazzari, poi l'incredibile episodio che ha visto protagonisti capitan Conti e il vice Agostini, infine le urla di Biondini. La squadra, impaurita, ha barcollato pericolosamente, finendo due volte a tappeto in quattro giorni, sul ring amico del Sant'Elia. Bisoli, sempre più solo, lascia amaramente. Toccherà a Roberto Donadoni, tecnico in cerca di riscatto dopo una serie di esperienze fallimentari, ricomporre i cocci e portare il Cagliari a guadare il fiume del campionato per raggiungere la sponda della salvezza.
