RazzoCagliari
Niente rodaggio, niente giro di ricognizione. Il Cagliari targato Bisoli, forgiato con il fuoco sacro della divinità breriana Eupalla, si è scrollato di dosso dubbi e approssimazione fisica che avevano contraddistinto l'avvio degli ultimi campionati. Lo scorso anno, dopo lo 0-0 di Livorno, il naufragio contro il Siena di Giampaolo: un 3-1 interno senza attenuanti, capace di far sembrare Calaiò un novello Messi e il Cagliari una ciurma allo sbaraglio.
Al contrario, l'approccio alla stagione 2010-11, anno primo dell'era bisoliana, è stato senza esiti: pari ad occhiali a Palermo, con i rosanero di Rossi nettamente in vantaggio di preparazione rispetto a Matri e compagni. E, soprattutto, uno sfavillante pokerissimo a una Roma che al Sant'Elia non fa bottino pieno da tre lustri. E' cambiato il carburante: niente diesel, pura benzina super, per una vera e propria partenza a razzo.
Manca il riscontro oggettivo, ma pare che a fine match Bisoli abbia percorso più chilometri (su e giù per l'area tecnica, mica sulla fascia) di Perrotta e Pizarro assommati. Ci teneva il mister, altrochè, all'esordio-bis (il primo, da giocatore, risale a 19 anni fa: l'Urss si sta disgregando, presidente della Repubblica è Cossiga, Fininvest decolla grazie alla legge Mammì) nel suo Bernabeu rossoblù: polo bianca a manica lunga, senza fronzoli, appena il logo sul cuore. Si è sciolto Bisoli: al 91', quando dopo il gol di Lazzari ha capito che forse era meglio non calcare la mano oltre. Cinque minuti prima aveva agitato mazzonianamente il pugno all'indirizzo di Nainggolan, reo di aver sparacchiato alla ben e meglio un pallone ancora addomesticabile.
Già, Nainggolan, il guerriero belga dagli occhi a mandorla. Che Bisoli non diffettasse in carattere si era capito nel precampionato, ancor prima che alla vigilia. Il tecnico di Porretta Terme l'ha confermato, preferendo il dinamismo del giovane ex Piacenza ad Andrea Lazzari, convocato in Nazionale ma ancora lontano da una condizione accettabile. Da quella parte, oltretutto, gravitava un Agostini ancora non al top, pronto agli inserimenti ma meno reattivo nel riposizionamento. Scelta coraggiosa.
Digrigna i denti questo Cagliari. Mostra i canini (Michele non c'entra) Conti, in gol con uno spunto che se l'avesse tentato Robinho si sarebbero ricamate sopra intere trasmissioni tv. Ruggisce Matri, prima doppietta in A e si scrolla di dosso un anno da incubo anche Robertino Acquafresca, in gol con un'incornata degna del miglior Bierhoff. E infine, si prende una pastiglia di grintina anche il buon Lazzari, in ritardo di condizione sì, ma i cui cambi di gioco risultano imprescindibili per gli schemi di questo Cagliari.
