Serginho, Seedorf, il Cagliari e la prova tv a corrente alternata

Serginho, Seedorf, il Cagliari e la prova tv a corrente alternata
lunedì 23 febbraio 2009, 14:19Il punto
di Christian Seu
Christian Seu, direttore di TuttoCagliari e già caporedattore di Tuttomercatoweb.com, si è occupato delle vicende della squadra isolana per Cuorerossoblu.com, InformazioneSportiva, Real Soccer, Goal.com e Zerosettanta.it.

Che il San Siro rossonero non dica bene al Cagliari, è un dato di fatto. Se l'ultimo punto strappato al Milan allo stadio Meazza porta le firme vagamente demodè di Morfeo e Beretta (stagione di dis-grazia 1999/2000, Ulivieri in panchina e naufragio in B certificato con un terzo di campionato ancora da disputare) qualcosa dietro deve pur esserci. Nelle ultime due stagioni erano arrivate sconfitte abbastanza nette sotto il profilo del gioco, con due netti 3-1 (mattatori Ronaldo e Inzaghi, per il Cagliari una rete su rigore di Suazo e una mezza autorete propiziata da Conti): due sentenze definitive che, insomma, non davano adito a recriminazioni particolari.
Il match di ieri no. Ieri il Cagliari a San Siro si è presentato col coltello tra i denti e il fioretto impugnato stretto, mettendo alle corde un gerontocratico Milan che ha annaspato a lungo prima di riuscire ad organizzare qualche azione manovrata degna di tale nome. In ogni caso - orfana di Ronaldinho, Pato e Kakà - la squadra rossonera si è affidata ai colpi delle altre stelle lucenti, ovvero Pirlo, Beckham e Seedorf. La difesa, vero tallone d'Achille di questo Milan che fa raccapricciare il premier Berlusconi, ha traballato pericolosamente, infilzata da un Cossu con l'argento vivo addosso e spaventata da un Acquafresca che - nonostante i guardalinee fossero di diverso avviso - in un paio d'occasioni aveva eluso la suicida tattica del fuorigioco orchestrata dal sempreverde Maldini. Le occasioni di Acquafresca e Cossu, e il palo colpito dallo stesso fantasista fanno lanciare urla di maledizione contro il cielo almeno quanto la furbata di Pippo Inzaghi, che con quella spintarella un po' così ha mandato fuori tempo Diego Lopez e Marchetti in un sol colpo, permettendo a Clarenzio Seedorf di sbattere il pallone in rete.
Ecco, la partita di ieri riporta alla mente un altro Milan-Cagliari non certo memorabile per i ricordi rossoblù. Era di febbraio anche allora, torniamo indietro al 2005: Arrigoni in panca, Esposito-Zola-Langella in campo. Partita scorbutica, la formazione ospite gioca in superiorità numerica l'ultima parte di gara (espulso l'ex Pancaro) e regge sotto i colpi dei vari Pirlo, Seedorf, Kakà, Crespo e Rui Costa. All'ultimo soffio di gara - è il 93' - il fattaccio: Pisano controlla un pallone che pare avviato sul fondo, Cafu lo spinge vistosamente ma l'arbitro Tombolini non concede il lapalissiano fallo. Il pendolino brasiliano crossa per il connazionale Serginho che indovina il tempo della battuta e fulmina Iezzo: vince il Milan, Agostini si fa cacciare per proteste. Quella di ieri, insomma, assomiglia tanto a un film già visto. Diversa la sceneggiatura (il Cagliari di allora si presentò a Milano più arrendevole rispetto a quello di Allegri, che ieri meritava ampiamente di passare in vantaggio), protagonisti molto simili. Tanto più, che a rileggere i titoli di coda di allora scorgiamo il nome di un personaggio piuttosto conosciuto. Il quarto ufficiale di allora era l'emergente Saccani di Mantova. Per la serie: toh, chi si rivede!



Un poscritto, a chiudere questa riflessione. La volontà non è quella di ridurre la vittoria di una squadra e la sconfitta dell'avversario a mera conseguenza delle  decisioni della classe arbitrale. Che, essendo composta - fino a prova contraria - da uomini, è soggetta a umanissimi errori di valutazioni. Quel che spiace constatare, è il comportamento di certe vedove martoriate che piangono di dolore a ogni prurito subito. Si lamenta Della Valle, prepara un esposto De Laurentiis, va in silenzio stampa il Catania. E allora, scatta facile facile la compensazione. Che, beninteso, ha radici diverse dalla malafede: verrebbe da dire che sono errori che scattano spontanei. Onore a Massimiliano Allegri, che ieri ha eluso le trappole giornalistiche con classe, rispondendo che gli errori degli arbitri fanno parte del gioco, in fondo. 
Considerazione finale: le vedove di cui sopra hanno invocato a gran voce la prova-tv per punire Adri-mano, che con l'arto superiore galeotto ha insaccato il gol del vantaggio interista nel derby. Chissà che qualcuno, in queste ore, non guardi con terrore alle decisioni prese davanti allo schermo dal giudice sportivo, ripensando allo schiaffone rifilato da Pippo Inzaghi (ancora lui!) a Diego Lopez al quarantesimo secondo di Milan-Cagliari di ieri...