Sogna, Ragatzu, sogna
In un'ipotetica pagella dell'esordio in serie A di Daniele Ragatzu, l'unica insufficienza sarebbe da ricercare alla voce "capigliatura", degna dell'orrendo triangolo stile pubico esibito da Ronaldo nel Mondiale nippocoreano del 2002, quello del quinto titolo della Seleçao. Ecco, muoviamo questa - l'unica, goliardica - critica a questo giovanotto terribile, che ieri ha fatto tribolare non poco i decisamente più scafati colleghi granata che hanno dovuto fare a sportellate con l'ultima gemma del vivaio rossoblù. Una gemma i cui primi luccichii si erano intravisti nel freddo dello stadio di Marassi, quando Ballardini decise di spedirlo in campo contro la Sampdoria negli ottavi dei quarti di finale di Coppitalia. Era il 16 gennaio 2008, Ragatzu aveva compiuto prima quattro mesi i suoi primi sedici anni di vita: una prima verifica senza troppe pretese, che mise però in evidenza quell'innata capacità di far fare al pallone ciò che i suoi piedi e la sua mente decidono di fargli fare.
Sguardo furbo e fiero, occhi da tigre e determinazione da vendere. Con l'incoscienza e la spigliatezza dei suoi 17 anni, ieri Daniele si è tolto la giacca della tuta ed è entrato subito in partita, quando Max Allegri è stato costretto a sostituire l'acciaccato Matri colto dai crampi. Tra irridenti veroniche e movimenti puliti, Ragatzu si è subito calato nella parte, recitando al fianco di altri due nanerottoli pieni di verve e fantasia quali Cossu (sontuoso ieri) e Jeda, duettando con il talento cresciuto nella Johannes e dettando più volte il passaggio ai compagni. L'ambiente rossoblù si coccola l'ultimo cucciolo della nidiata: lo osserva con affetto quasi paterno Gianfranco Matteoli che - come raccontato oggi dalle colonne de Il Sardegna da Nanni Boi - stravede per lui da quando il nostro non sapeva neppure la tabellina del nove. E lo riempie di elogi e consigli anche Giorgio Melis, suo allenatore nella Primavera: "E' un grande giocatore, deve maturare e trovare più convinzione personale per poter raggiungere degli obiettivi che sono decisamente alla sua portata, ma è pronto per la Serie A - ha detto in settimana Melis ai microfoni di TuttoCagliari - Per caratteristiche tecniche e per il modo di muoversi in campo mi ricorda Antonio Cassano".
Allegri, enfant prodige a sua volta, lo ha promosso stabilmente in prima squadra dopo l'arrivederci di Larrivey. E, contro il Torino, non ha pensato neanche per un attimo ad eventuali stravolgimenti tattici, puntando forte sul ragazzo. L'attuale situazione del Cagliari, che vive un momento di assoluta tranquillità tra la certezza della permanenza in A e le ambizioni di un posto al sole d'Europa, potrebbe favorire un impiego continuato di Ragatzu nel corso di questo ultimo quarto di campionato. Un'attenta analisi delle sue prestazioni potrebbe permettere alla dirigenza di decidere con chiarezza se mantenerlo in organico a Cagliari o spedirlo in serie B a farsi le ossa. Un espediente che non sempre giova, come dimostrato dal recente caso di Marco Mancosu, utilizzato col contagocce a Rimini e riportato d'urgenza in Sardegna nel mercato di riparazione.
L'età gioca a favore di Daniele Ragatzu: a 17 anni è fondamentale la componente comportamentale ancor prima di quella tecnica per riuscire a tagliare quegli orizzonti di gloria che a questo giovanotto di Quartu non paiono assolutamente preclusi. A 17 anni è giusto sognare in grande, svegliandosi e dando tutto quando c'è da dimostrare al mondo di non essere troppo piccoli per poter dire la propria.
Post scriptum
E' stato un week end ricco di soddisfazioni per i canteranos rossoblù. Claudio Pani, entrato a gara in corso, ha disputato un'ottima partita, contribuendo al successo della sua Triestina contro il Pisa di Ventura. In Prima Divisione, il Foligno impatta per 0-0 sul campo del Real Marcianise, con Chicco Cotza tra i migliori in campo. Lascia l'ultimo posto in classifica intanto l'Alghero, trascinato dal duo Peana-Puddu: il difensore crossa per il compagno di tante avventure nella Primavera cagliaritana, che insacca di testa regalando la vittoria a mister Ninni Corda.
