Biasin sul caso Esposito: "In certi agenti c’è un’arroganza esagerata. Ma le società sono complici"
Il giornalista Fabrizio Biasin è intervenuto sul caso Sebastiano Esposito nel corso del "Microfono Aperto" di Radio Sportiva, commentando i toni utilizzati dall’agente dell’attaccante, Mario Giuffredi, nei confronti del Cagliari. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
"Non è il primo procuratore che, in questa sessione di mercato, si esprime in termini abbastanza forti nei confronti della società proprietaria del cartellino. Credo che in certi agenti ci sia un filo di arroganza molto rimarcata, a volte esagerata".
Secondo Biasin, simili comportamenti sarebbero favoriti dall’assenza di conseguenze e dal crescente potere assunto dai procuratori: "Si permettono questo genere di libertà perché gliele concedono, perché non hanno un freno, perché comandano loro. Tante volte un atteggiamento che ci sembra assurdo, come lasciare un ritiro in nome di un prolungamento o di un adeguamento del contratto, alla fine viene premiato e i giocatori riescono quasi sempre a ottenere quello che vogliono".
Il giornalista ha però evidenziato anche le responsabilità delle società, che in determinate operazioni possono trarre vantaggio dagli stessi meccanismi: "Questo è un problema serissimo, ma deriva anche dal fatto che le società, a volte, sono complici. Una volta sei la vittima dell’atteggiamento del procuratore, dall’altra parte magari c’è una società che ne trae vantaggio perché quel giocatore va altrove. La verità è che sono tutti complici dello stesso sistema, nel quale a godere sono sempre i procuratori e i loro assistiti”.
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