Pusceddu sul caso Esposito: "Ha sbagliato, ma anche il Cagliari. Credo che giocherà in un’altra squadra"

Pusceddu sul caso Esposito: "Ha sbagliato, ma anche il Cagliari. Credo che giocherà in un’altra squadra"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 22:45News
di Vittorio Arba
Vittorio Pusceddu sul caso Esposito: addio al Cagliari probabile. Critiche al sistema calcio e a Mancini, ricordi su Bagnoli e giudizi sulla Fiorentina.

Vittorio Pusceddu, ex terzino del Cagliari, è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per commentare il caso Sebastiano Esposito. Nel corso dell’intervista, l’ex rossoblù ha parlato anche del sistema calcio, della scelta di Roberto Mancini come commissario tecnico, di Osvaldo Bagnoli e del mercato della Fiorentina. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Che idea ti sei fatto della situazione di Sebastiano Esposito? Sembrava una tranquilla trattativa per il rinnovo, ma rischia di trasformarsi in un cambio di pagina per il Cagliari.

“Ma guardate, devo dire la verità, non ho ancora capito bene la situazione, perché io credo, dal mio punto di vista, che probabilmente, se fosse arrivata un’offerta importante, il Cagliari si sarebbe privato di questo giocatore. Quindi non ho capito proprio il motivo per cui Esposito abbia abbandonato così il ritiro. Poi, se ci sono altre circostanze che non sappiamo, questo non sta a noi parlarne, non sta a me perlomeno parlarne e discuterne. Però credo che il giocatore abbia sbagliato, con lui il procuratore, ma credo che anche il Cagliari qualcosina di suo abbia sbagliato. Quindi vedremo poi il prosieguo di questa telenovela, come andrà a finire, ma credo che Esposito, dal mio punto di vista, farà parte di un’altra squadra e non più del Cagliari Calcio”.

Ci sono ricostruzioni discordanti tra la società e l’agente. Il Cagliari avrebbe scelto la linea dura, con una decurtazione del 20% dello stipendio, mentre il giocatore avrebbe presentato un certificato medico di dieci giorni.

“Il minimo che credo che la società debba fare è portare via un tot di soldi, con la possibilità di poterlo fare, al giocatore. Quindi questa sarà la prima cosa che verrà fatta. Ma sicuramente, se dovesse cambiare squadra, questa multa non credo che andrà di per sé pagata, perché alla fine, se cambia squadra, verranno restituiti abbondantemente questi soldi. Quindi credo che la multa sia una prassi, ma non è quello che spaventerà né il procuratore di Esposito e nemmeno il giocatore”.

Ripensando ai tuoi anni, le trattative per i rinnovi non erano così sbilanciate dalla parte dei calciatori. Che idea ti sei fatto del calcio attuale?

“Io credo che il calcio sia un pochettino… il sistema calcio sia un pochettino tutto sbagliato, a partire, dal mio punto di vista, dagli allenatori. Perché un allenatore che firma un triennale con una squadra e accetta quei tre anni di contratto fatti da un presidente, e il presidente consente all’allenatore di sfruttare questi tre anni, secondo me, dal punto di vista contrattuale, dovrebbe rimanere tre anni vincolato a questa società e non cambiare squadra dopo una rescissione contrattuale con tanto di buonuscita e il giorno dopo andare ad allenare un’altra squadra. Perché tanti allenatori che hanno preso il patentino, che hanno speso tanti soldi per poter prendere questo patentino, poi alla fine si ritrovano a non allenare mai, perché tanto allenano sempre gli stessi. Perché un Pusceddu non ha nome, un altro allenatore non ha nome, ma chi invece ha nome… Facciamo un esempio dell’ultimo De Zerbi, che ha lasciato il Marsiglia e il giorno dopo era al Tottenham. Quindi, voglio dire, queste secondo me sono regole sbagliate, però purtroppo il sistema calcio lo permette. Adesso si è dato in mano, secondo me, il calcio un po’ ai procuratori e i procuratori la fanno da padroni. Se in più contiamo che il calcio italiano ormai, voglio dire, è per il 70-80% in mano a presidenti e fondi stranieri, niente può fregargli meno della Nazionale oppure che un calciatore o un allenatore italiano lavori. Non è interessante questo. Quindi credo che sia un po’ tutto sbagliato, tutto un business che secondo me andrebbe rifondato”.

Questa stortura del sistema ha condizionato anche la scelta del nuovo commissario tecnico? Cosa pensi del ritorno di Roberto Mancini?

“Io credo che Mancini abbia sbagliato tanti anni fa a lasciare la Nazionale italiana in mezzo a una strada e questa volta abbia sbagliato il presidente a scegliere Mancini come allenatore. Perché, da italiano, io personalmente non reputo Mancini, dal mio punto di vista, un allenatore che poteva allenare l’Italia. Io avrei scelto Silvio Baldini, che è un personaggio fuori dagli schemi, che con questi ragazzini, con questa Under 21, sta facendo non bene, benissimo. E probabilmente, anzi tolgo anche probabilmente, fra quattro anni saremmo stati ai Mondiali e forse anche da protagonisti, con una squadra molto giovane. Invece purtroppo è tutto sempre questo. Avremo nuovamente convocati… i nuovi convocati saranno sempre gli stessi. Non si è voluto, in pratica, cambiare niente”.

Un ricordo di Osvaldo Bagnoli, che hai incontrato nel corso della tua carriera?

“Osvaldo Bagnoli era un personaggio particolare, nel senso che non l’ho mai visto una volta alzare il tono di voce, però quello che lui chiedeva i giocatori facevano. E questo è un pregio importante per un allenatore che ha fatto tutta la gavetta, poi è riuscito a vincere uno Scudetto importantissimo con il Verona e credo che rimarrà, come quello del Cagliari, l’unico Scudetto della squadra scaligera. Quindi credo che sia stato un allenatore forse sottovalutato nella sua carriera. Perché poi è vero che è andato a Genova e ha fatto tante belle cose, è andato all’Inter e invece purtroppo non ha ottenuto quei risultati che avrebbe potuto ottenere. Credo che ‘Zazzo’, come lo chiamavamo, fosse un personaggio buono, buono, buono e soprattutto un bravissimo allenatore. Mi ricordo una sua frase. Qualcuno gli chiedeva come avesse fatto a vincere lo Scudetto con una squadra, diciamo, non fortissima. Ha detto: ‘Io ho messo ogni giocatore proprio nel proprio ruolo’. Questa è stata l’arma vincente per vincere il campionato. Quindi io credo che adesso il calcio non lo si debba inventare, il calcio è semplicissimo. Se uno gioca nel proprio ruolo e gli danno la possibilità di dimostrare, nel proprio ruolo, quello che vale, credo che ottenga molti più risultati rispetto allo stravolgere il gioco di un giocatore o comunque il gioco di una squadra”.

Come valuti la rivoluzione della Fiorentina dopo la difficile stagione conclusa con la salvezza?

“Forse per il momento credo sia la regina, insieme alla Juve, del calciomercato. Ha fatto tantissimi acquisti, credo anche acquisti importanti. Adesso bisognerà, compreso l’allenatore, che secondo me è un buon allenatore, anche se molto giovane e ancora dovrà dimostrare tante cose… però credo che sia un ottimo allenatore. Adesso sta a lui mettere insieme questo mosaico di giocatori nuovi che gli hanno fornito e farli giocare nel miglior modo possibile. Ho visto l’altro giorno dei pezzi di filmati con il Real Madrid: perdeva 2-0, poi sono riusciti a pareggiare 2-2. Non è da tutti, dopo essere in svantaggio di 2-0, riuscire a recuperare due gol al Real Madrid. Quindi vuol dire che, bene o male, stanno già cercando di mettere in atto quello che gli chiede l’allenatore e credo che quest’anno potrebbe essere anche un anno importante. Mi auguro che faccia un po’ quello che ha fatto Italiano qualche anno fa, cioè salendo di categoria con lo Spezia, salvandosi e poi ottenendo due finali, anche se purtroppo andate male, ma dei buonissimi risultati con la Fiorentina”.

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