Boi: "Cagliari, le parole di Giulini un riconoscimento ad Angelozzi, ma anche la conferma di quella polveriera prima nascosta e poi negata"

Boi: "Cagliari, le parole di Giulini un riconoscimento ad Angelozzi, ma anche la conferma di quella polveriera prima nascosta e poi negata"
Oggi alle 11:30News
di Paola Pascalis
Giuseppe Boi commenta la presentazione di Accardi e Canzi, analizzando le parole di Giulini tra mercato, assetto societario e futuro del club.

Attraverso i propri canali social, il giornalista de Il Tirreno Giuseppe Boi ha proposto una riflessione sulle dichiarazioni rilasciate da Tommaso Giulini durante la presentazione del nuovo direttore sportivo Pietro Accardi e del neo responsabile del settore giovanile Max Canzi. Secondo Boi, una delle frasi più significative pronunciate dal presidente rossoblù è stata quella relativa all'importanza dell'organizzazione, delle strutture e delle competenze professionali rispetto al semplice interesse verso il mercato.

La strategia del club

Nella lettura del giornalista, le parole di Giulini delineano chiaramente la direzione che il Cagliari intende seguire nei prossimi mesi:

"50 e 50? Alla gente interessa il mercato, ma i punti li portano l’organizzazione, le strutture e professionisti preparati e al passo con le tecnologie”. Ruota intorno a queste parole il Giulini pensiero espresso durante la presentazione del nuovo ds Accardi e del neo direttore del settore giovanile Canzi. Una frase in cui si delinea la strategia di mercato (nessuna follia, giocatori giovani e italiani più qualche elemento d’esperienza), il rapporto con i nuovi investitori e il perché del cambio del ds. Di quest’ultima scelta, obiettivamente, non se ne avvertiva l’esigenza. Ma a Cagliari, come nel gioco dell’oca, prima o poi si torna indietro e anche quest’anno la tradizione è rispettata. L’anno scorso fu tabula rasa. E se dell’addio a Nicola si avvertiva l’esigenza assoluta, rinunciare a Bonato sembrava un errore. Anche oggi l’addio ad Angelozzi sembra una forzatura, ma dalle parole di Giulini si capisce che il motivo è lo stesso: Pisacane. Quel “la gestione di un allenatore esordiente è complicata e l’esperienza di Angelozzi è stata fondamentale nei primi mesi” detto dal presidente è tanto un riconoscimento all’ex ds, quanto la conferma di quella “polveriera” - prima nascosta e poi negata - durante quelle drammatiche 8 partite con soli 2 punti che l’ottimo finale di campionato ha mandato in secondo piano. Ad Accardi la patata bollente di gestire il rapporto con l’allenatore e con un presidente che, rubo la battuta al collega Paone, “parla bene dei ds e poi li licenzia”. L’ex Empoli (la parentesi alla Samp, club tecnicamente fallito da anni, non può essere presa in considerazione) ha tutte le capacità, nonché il pelo sullo stomaco, per affrontare la situazione.

Certo dovrà dimostrarlo sul campo, anche perché è lo stesso presidente a mettere le mani avanti: c’è da “soddisfare” anche gli americani. Per ora sono in secondo piano e a decidere è Giulini che, però, spera “che anche le aspettative vengono soddisfatte”. “Oggi siamo soci 50-50”, ha detto aggiungendo però “la mia presidenza dipende dalla volontà di tutte le parti: nella prossima stagione sarò io il presidente, poi bisognerà capire per il futuro”.