Pedullà sul caso Esposito: "Una soap opera, sarebbe stato meglio lavare i panni in famiglia"
Il giornalista ed esperto di mercato Alfredo Pedullà, attraverso il proprio sito ufficiale, è intervenuto sulla vicenda che coinvolge Sebastiano Esposito e il Cagliari, criticando la gestione pubblica della situazione e soffermandosi sulle cifre relative all’eventuale rinnovo e alla cessione dell’attaccante. Di seguito le sue parole: "Siamo sinceri come sempre: nel 2026 inoltrato non si può assistere a situazioni come quella di Sebastiano Esposito, nelle spiegazioni e nelle interpretazioni forti che fanno sorridere (si fa per dire) chi legge e giudica lontano dall’Italia. Ci sono modi e modi, con tutto il rispetto per chi è libero di fare come ritiene. Ma noi riteniamo che serva un minimo di buon gusto, possiamo dirlo perché non abbiamo scheletri nell’armadio e qualcuno la memoria corta. Ci spiace perché la vicenda sta diventando una soap opera oppure una fiction, sarebbe stato meglio lavare i panni in famiglia. Di sicuro Giulini, scegliendo una location diversa dagli uffici milanesi, evidentemente non aveva molta voglia di fare il summit a casa sua. Per andarsene dopo dieci minuti deve essere accaduto qualcosa che lo ha convinto a tagliare corto.
Sul resto non entriamo semplicemente perché è stato un balletto poco carino (eufemismo) messo in piazza come se dovesse scattare un processo. Ripetiamo: Sebastiano Esposito avrebbe meritato e meriterebbe il rinnovo più adeguamento, evidentemente il Cagliari gli garantirebbe una cifra diversa a stagione (1,2 milioni) rispetto alla richiesta (circa 1,7). La richiesta per il cartellino è di una ventina milioni cash. Soprattutto bisognerebbe evitare di fare i nomi di troppi club interessati, magari qualcuno buttato lì per sport, che in quel ruolo sono abbondantemente coperti. Quindi la prima cosa per Esposito, sempre se andrà via da Cagliari, dovrebbe essere quella di giocare. La seconda cosa, più importante della prima, è che la prossima volta sarebbe meglio non trasformare questa storia in una commedia. Nel 2026 avremmo bisogno di altro, poi non lamentiamoci se ci ridono dietro…".
