Boi: "Non confermare Angelozzi appare incomprensibile. Dove soffia il vento nel futuro del Cagliari?"
Il giornalista Giuseppe Boi, attraverso un post pubblicato sui propri canali social, ha commentato le ultime vicende legate al Cagliari, soffermandosi in particolare sul futuro della dirigenza rossoblù, sulla posizione di Guido Angelozzi e sul ruolo dei nuovi investitori americani.
Le parole di Giuseppe Boi
"DOVE SOFFIA? Più che una libecciata ranieriana sembra una maestralata celliniana. Improvvisa, intensa, con una rotazione delle raffiche tutte da interpretare. Così come è diventato difficile capire da quale quadrante soffierà il vento nel prossimo futuro del Cagliari. Appena giovedì scorso il copione sembrava scritto: Pisacane allenatore, Angelozzi direttore sportivo, Giulini presidente per almeno un altro anno, gli investitori americani in maggioranza e la prospettiva del nuovo stadio all’orizzonte. Oggi, martedì 2 giugno, tre certezze su cinque non ci sono più. Non entro nel merito della questione stadio (legata a pretestuose logiche politiche che ti fanno pensare sia meglio venire in Sardegna solo in vacanza e per far festa con gli amici), più interessante - e preoccupante - è ciò che avviene e non avviene sul fronte direttore sportivo e nuovi proprietari".
Il possibile addio di Angelozzi al centro della riflessione
"Non confermare Guido Angelozzi appare incomprensibile. Che il re Mida del calciomercato dei poveri ambisse a maggiori poteri era cosa nota. Che lasci Cagliari per trovarli a Cremona appare un non senso. Così come è spiazzante pensare che solo sabato scorso Pisacane si gloriasse che la squadra ora “valga il doppio” e la società rinunci a chi quella squadra la ha costruita. Che il successo del ds abbia allontanato i riflettori da qualcuno? La risposta sarebbe un “no” se il nome del sostituto fosse Pietro Accardi (un Angelozzi più giovane che, proprio per l’età, De Laurentis non ingaggiò per sostituire Giuntoli), ma che diventerebbe un preoccupante “sì” se la scelta cadesse sull’ex Pisa Davide Vaira: uno yes man che ha messo la firma su una squadra capace di raccogliere 18 miseri punti nella stagione appena conclusa. Un profilo che confermerebbe quanto di peggio si dice di Giulini, ma che metterebbe in cattiva luce anche i nuovi investitori americani. Fiori, Gupta & c che, intanto, sono (quasi) scomparsi dai radar e il cui silenzio fa tanto rumore. Lo scorso 31 maggio - data mai smentita - avrebbero dovuto portare la loro quota azionaria ben oltre l’attuale 49%. Al momento non c’è notizia, mentre sapere dove soffia il vento non guasterebbe".
