Bruno Corda: “Cagliari, 23 tiri e zero gol: festa salvezza rovinata. Su Kılıçsoy serve chiarezza”

Bruno Corda: “Cagliari, 23 tiri e zero gol: festa salvezza rovinata. Su Kılıçsoy serve chiarezza”TUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 23:30News
di Vittorio Arba

Nel corso della sua trasmissione Rossoblù 100, il giornalista Bruno Corda ha commentato il ko del Cagliari contro l'Udinese di sabato pomeriggio. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: “Con grande tristezza commentiamo questo 2-0 dell’Udinese. Se penso soltanto al primo tempo, solo un pazzo avrebbe potuto immaginare una sconfitta in casa, l’ennesima contro una squadra di media-bassa classifica. L’Udinese era venuta quasi in gita, con i tifosi friulani festanti, e invece il Cagliari non è riuscito a chiudere una partita che avrebbe potuto trasformarsi in una festa. Abbiamo giocato praticamente senza attaccanti e poi, nel finale, abbiamo buttato dentro cinque giocatori offensivi per recuperare: chiaramente ti scopri e prendi anche il secondo gol. La salvezza resta soltanto rimandata, perché il Cagliari a 37 punti è già salvo abbondantemente, ma avrebbe potuto chiudere il campionato gloriosamente. Questa volta abbiamo fatto 23 tiri contro i 9 dell’Udinese, con il 63% di possesso palla, e abbiamo perso 2-0. È una musica che si ripete da tanti anni: l’Udinese spesso viene a Cagliari, magari senza fare niente di particolare, e si porta via i tre punti. Su Kılıçsoy continuo a non capire: lo abbiamo aspettato da settembre, era stato presentato con grandi titoli e quei pochi minuti contro l’Entella erano bastati per capire che aveva dei numeri. Poi si è parlato della lingua, del peso, dei chili, del Ramadan, di tutto. Quando si sono infortunati gli attaccanti è entrato, ha segnato gol importanti, il Cagliari ha vissuto il momento migliore del campionato e poi lui e Mazzitelli sono stati nuovamente accantonati. Io pagherei il biglietto solo per vedere Kılıçsoy: ha fatto gol di destro, di sinistro, di testa e in acrobazia. Se poi lo fai scaldare e non lo fai entrare, è una cattiveria ancora peggiore. Un attaccante rende quando gioca sempre, non una partita ogni due mesi. Gli attaccanti hanno bisogno di essere considerati, di vedere il campo, di giocare: è lì che entrano in fiducia e poi vedono la porta".

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