Cagliari, Cervo: "Sono arrivato nel momento giusto della mia carriera". Gagliardini: "Voglio continuare a mantenere un livello alto". Aurelio: "La Serie A era un Everest da scalare".
Oggi, mercoledì 9 settembre, nella sala stampa dello stadio Unipol Domus, si terrà alle ore 11.30 la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti del Cagliari Giuseppe Aurelio, Riccardo Ciervo e Roberto Gagliardini. Segui con noi la diretta della conferenza stampa con le dichiarazioni dei nuovi rossoblù.
Roberto Gagliardini
Qual è stato l'impatto con l'ambiente di Cagliari? E cosa ne pensi della curiosa statistica dei tuoi gol in Serie A, con il primo e l'ultimo segnati proprio contro il Cagliari?
"Prima di cominciare, volevo, come tutti, esprimere un pensiero per Mattia. Come avrete saputo, ha avuto un infortunio grave e quindi ci mancherà tantissimo, non solo per il giocatore, che conoscete meglio di me, ma per la persona. Nonostante sia qua da una settimana, poco più, è comunque un ragazzo splendido, che in spogliatoio è sempre col sorriso, e la sua mancanza è importante sicuramente. Detto ciò, ho avuto buonissime impressioni. La coincidenza dei gol non me la ricordavo, ma effettivamente è così. Sono davvero felice e contento di essere qua, di cominciare questa nuova esperienza e non vedo l'ora di dare il mio contributo in campo".
Giuseppe Aurelio
Sei arrivato al Cagliari dopo una chiamata importante. Senti di essere arrivato nel momento giusto della tua carriera?
"Sì, quando ho ricevuto la chiamata ero molto emozionato. Poi, nel giro di due settimane, si è svolta tutta la trattativa e sono solo che orgoglioso di essere arrivato fin qui in questa squadra. Direi che sono arrivato nel momento giusto della mia carriera e sono molto pronto per questa avventura".
Riccardo Cervo
Arrivi dalla stagione migliore della tua carriera, con più minutaggio, gol e assist. Come vivi questo momento?
"Sì, sicuramente. L'anno scorso ho passato una grande stagione, sia per minutaggio che per numeri. Arrivare qui in questo momento per me è un orgoglio e, diciamo, non potevo aspettarmi di meglio. Sono davvero contento di essere qui".
Roberto Gagliardini
Dopo tanti anni ad altissimi livelli, anche all'Inter, come trovi le motivazioni per affrontare una nuova esperienza e mantenere sempre alta la concentrazione?
"Molto più semplice di quello che può sembrare. Tutto parte fondamentalmente dalla passione per questo lavoro, per questo sport. È uno sport che amo, lo faccio da sempre e anzi è motivo di orgoglio per me essere qui a Cagliari, in un contesto nuovo per me. Sono davvero felice e contento e non vedo l'ora di mettermi alla prova in questa nuova esperienza".
Riccardo Cervo
Dopo la delusione della scorsa stagione, come hai trasformato quel momento nella tua prima vera occasione in Serie A?
"È vero, l'anno scorso non abbiamo fatto una grande stagione a livello di squadra e, ovviamente, quando è finito il campionato ero sicuro di ciò che avevo fatto io a livello di numeri e personalmente l'ho dimostrato sul campo. Poi i risultati di squadra non sono venuti. Per quanto riguarda questa prima vera occasione, cerco di tenermela stretta, allenandomi ogni giorno e dando il massimo per aiutare tutti i miei compagni".
Sei arrivato in una situazione particolare, legata alla vicenda di Sebastiano Esposito. Ti ha destabilizzato? E quali sono le tue aspettative?
"Sì, ho seguito tutta la vicenda, però non penso che ci sia bisogno di entrare nei dettagli. Quando ho saputo di venire qui sono rimasto davvero contento e adesso sono concentrato sul mio percorso e sul dare il massimo per questa maglia. Le aspettative sono sicuramente di fare un grande campionato, di potermi confermare in questa categoria e di dare un grande contributo agli obiettivi della squadra".
Qual è il tuo ruolo preferito? Ti abbiamo visto anche come terzino destro in Coppa Italia.
"Diciamo che ho giocato sempre nel reparto offensivo, però so sicuramente che oggi bisogna essere giocatori completi, quindi saper fare entrambe le fasi. Poi, ovviamente, bisogna adattarsi alla squadra, al bisogno della squadra durante la gara e bisogna farsi trovare pronti per qualsiasi evenienza".
Roberto Gagliardini
Da nuovo arrivato, come vivi la responsabilità di essere anche un punto di riferimento e un leader per i compagni più giovani?
"Con molta serenità, sinceramente. So qual è il mio passato e quello che posso dare a questi ragazzi che magari si affacciano per la prima volta in questa categoria. La mia idea è quella di essere me stesso, quindi cerco di essere me stesso con loro e nei rapporti che creiamo e che creeremo in questi mesi che vivremo insieme. Non ho grandi ricette, cerco di dare il mio contributo in campo e fuori dal campo. Se posso dare consigli, se posso essere d'aiuto, sono il primo e cercherò di aiutarli più che posso".
Giuseppe Aurelio
Dopo essere arrivato dalla Serie C, c'è stato un momento in cui hai faticato a credere nel sogno di arrivare in Serie A?
"Sinceramente, all'inizio, quando ho fatto i primi anni in C, la vedevo come una montagna, un Everest da scalare. Però, con il lavoro e la dedizione ogni giorno, applicandomi durante la settimana e poi vedendo i risultati in campo, vedevo che l'unica soluzione possibile era allenarsi e migliorarsi ogni giorno di più. Poi ho fatto tre anni in C, sono andato in B, ho cercato di continuare a migliorarmi e, dopo tutto quello che ho scalato, posso dire che ce l'ho fatta ad arrivarci".
Roberto Gagliardini
Come vedi la lotta salvezza? Quali sono le insidie e quali qualità servono per arrivare lucidi nei momenti decisivi?
"Da diversi anni penso che ci siano le prime otto squadre, probabilmente, della Serie A che hanno sicuramente qualcosa in più e lotteranno per altri obiettivi. Noi, insieme a tante altre squadre, abbiamo un obiettivo chiaro, che è quello di salvarci il prima possibile. Le prime sensazioni che ho di questo gruppo è che sia davvero compatto, unito, che si possa fare davvero bene quest'anno e toglierci delle soddisfazioni. Allo stesso tempo sappiamo qual è la nostra strada, qual è il nostro obiettivo e cercheremo di raggiungerlo il prima possibile".
Riccardo Cervo
L'infortunio di Felici può cambiare qualcosa per te? Ti senti pronto a prenderti più responsabilità e minutaggio?
"Sicuramente in quel ruolo c'è tanta concorrenza e questo mi porta ad avere ancora di più lo stimolo di dimostrare, di far bene. Poi sicuramente spetterà al mister decidere e noi ci dobbiamo solo far trovare pronti".
Roberto Gagliardini
Che impressione hai avuto dell'ambiente e del pubblico di Cagliari, dopo aver giocato in stadi come San Siro?
"No, assolutamente fantastico. Giocare per un popolo come quello sardo, comunque un'isola, è una cosa anche nuova per me, quindi sono molto entusiasta di questa avventura. Col Lecce, ma anche col Verona, devo dire che c'è stato comunque grande affetto. Sono venuto tante volte qua a Cagliari a giocare, è sempre stato uno stadio tosto, col pubblico che spinge. Giocare sotto la curva so cosa si prova, so che non è facile da avversario, quindi a maggior ragione adesso che sono qua è un vantaggio che dovremmo trarre assolutamente, con il sostegno dei nostri tifosi".
Giuseppe Aurelio
Quali sono state le richieste di Pisacane? Ti chiede di essere più terzino o di percorrere maggiormente la fascia?
"Sì, vengo qui e trovo un allenatore molto preparato. Poi dipende da partita in partita. Ovviamente ci sono alcune partite in cui il mister richiede che il terzino debba costruire, in altre il mister chiede che debba fare quasi l'ala o il tuttafascia. Quindi quello dipende dalla partita che andremo ad affrontare. Per quanto riguarda le richieste, il mister mi ha detto precisamente cosa vuole da me e cerco di rubare dagli occhi da chi c'è qui da più tempo di me. Cerco di dare al mister ciò che vuole, in modo tale che possa aiutarlo e dare anche alla squadra quello che vuole il mister, così possiamo trarne vantaggio tutti quanti".
Com'è stato l'impatto con l'ambiente di Cagliari, considerando il grande rinnovamento della squadra?
"Sicuramente l'impatto, rispetto a tutte le squadre in cui ho giocato, è diverso. Sono arrivato qui e i ragazzi, i miei compagni di squadra, mi hanno accolto veramente bene. Ho trovato un gruppo sano, una famiglia che è pronta ad aiutarti da ogni piccola cosa, da qualsiasi piccolo problema che puoi trovare durante gli allenamenti o nella vita personale. Ho trovato persone disponibili anche 24 ore su 24 e quindi veramente un gruppo, però più che gruppo siamo una famiglia. Dallo staff, dai compagni di squadra, da tutte le persone che magari voi non vedete tutti i giorni, ma che lavorano per noi, ai magazzinieri, subito mi hanno fatto sentire a casa, mi hanno raccontato storie. Posso dire che non è diverso da tutte le altre squadre ed è un impatto molto positivo. Mi piace tanto questa situazione che c'è qui a Cagliari".
Quanto è forte Romano? Che impressione ti ha fatto e cosa puoi raccontarci di lui?
"È arrivato l'anno scorso a gennaio e al primo allenamento subito l'ho visto. Ha avuto un impatto fisico, tecnico e, a livello mentale, è devastante. È un ragazzo che oggi ce ne sono pochi come lui, perché è molto giovane, mentalizzato e arriva prima su molte cose, a livello mentale. È un giocatore da cui c'è solo da rubare, pure se è molto più piccolo di me, ma ha una determinazione, sa cosa vuole e ce ne sono pochi, a oggi, di giocatori come lui che hanno tutte queste caratteristiche. E non dico qui a Cagliari, dico in generale, per l'età che ha, perché gioca e sembra che sia un veterano. Solo belle parole per lui, perché è un bravissimo ragazzo, fa gruppo. Quindi un impatto devastante l'avevo già avuto a gennaio e ora ho la conferma: è migliorato".
Tutti e tre
Qual è il compagno che vi ha colpito di più al vostro arrivo, soprattutto dal punto di vista umano?
Riccardo Cervo: "Mina".
Roberto Gagliardini: "Ti dico Romagna anch'io, perché è un giocatore che sinceramente non conoscevo e seguo appunto quello che ha detto anche Giuseppe: è un giocatore che, per l'età che ha, è molto maturo e ha un grande futuro davanti a sé, sicuramente".
Giuseppe Aurelio: "Deiola".
Roberto Gagliardini
Dopo oltre 250 presenze in Serie A, scudetti e Champions, senti che la percezione del Gagliardini giocatore si sia abbassata negli ultimi anni? Questo può essere l'anno del rilancio?
"Non la vedo così, nel senso che non è un pensiero che ho, sinceramente. Io penso a fare questo lavoro che amo e quindi cerco di farlo con passione Sicuramente gli ultimi anni sono stati. L'anno scorso a Verona è stato un anno comunque tosto per quello che è stata l'annata, per quelle che sono state tante situazioni che si sono create. Come quest'anno, venivo da tre mesi fermo e sono arrivato appunto all'ultimo, a settembre addirittura. Sicuramente io ho sempre grande ambizione su me stesso. Cerco di mettermi più pressione possibile addosso per fare il meglio, appunto, per me e per la squadra. Quest'anno è un anno per me importante perché voglio, non dico rilanciarmi, voglio continuare a mantenere un livello alto per quello che è la mia carriera e quindi sicuramente farò di tutto per mantenerlo".
FINE CONFERENZA STAMPA
