Verso Cagliari-Frosinone, Pavoletti ricorda il 4-3 del 2023: "Sentivo uno stadio che friggeva. Un'energia che ci ha trascinato"

Verso Cagliari-Frosinone, Pavoletti ricorda il 4-3 del 2023: "Sentivo uno stadio che friggeva. Un'energia che ci ha trascinato"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 22:00News
di Vittorio Arba

L'ex capitano del Cagliari, Leonardo Pavoletti, è intervenuto nel corso di Sky Calcio Unplugged, tornando sulla storica rimonta rossoblù contro il Frosinone del 29 ottobre 2023, quando i sardi ribaltarono lo 0-3 fino al definitivo 4-3, grazie anche a una sua doppietta nei minuti di recupero. Nel corso dell'intervista, le cui dichiarazioni sono state riportate da Gianlucadimarzio.com, Pavoletti ha parlato anche del rapporto con Claudio Ranieri, del proprio percorso professionale e del legame con la Sardegna.

Pavoletti: "Sembrava una partita disastrosa, poi lo stadio ci ha trascinato"

Sulla rimonta contro il Frosinone: "Partì nel peggiore dei modi, anche se stavamo giocando bene. Loro andarono 2-0 già nel primo tempo, Ranieri stravolse la squadra e mi buttò dentro. Entro e facciamo peggio, con il terzo gol loro. Sembrava una partita disastrosa".

Sulla svolta della gara: "Al 70' passo la palla a Oristanio, che fa un gran gol. Poi 3-2, e lì ho iniziato a sentire uno stadio che friggeva. Si sentiva un'energia che ci ha trascinato. Poi calcio d'angolo, mi arriva la palla giusta e di testa l'ho messa dentro. Poi all'ultimo di tallone ho fatto un altro gol. Il bello è che nell'ultimo calcio d'angolo del Frosinone faccio un salvataggio sulla linea".

"Ranieri è la persona giusta per la Nazionale. Voglio vedere fatti e non parole"

Sul nuovo corso della Nazionale: "Ci sono le persone giuste, soprattutto Claudio Ranieri. Non scende a compromessi, è una persona che ci tiene tanto. Ha l'esperienza adatta per portare un cambiamento. A me piaceva anche il CT Gattuso, ma quando succedono certe cose è chiaro che le strade si possano separare. Sarò contento quando inizierò a vedere cose concrete, c'è una votazione che sancirà la strada della Federazione. Voglio vedere fatti e non parole".

Sul rapporto con Gasperini: "Ho avuto Gasperini al Genoa, è stato un maestro. Mi ha tirato il collo più volte, ma in campo era un vantaggio, quindi sopportavi meglio le fatiche della settimana".

"Senza mio padre avrei mollato molto prima"

Sul percorso da calciatore: "Da piccolo anche se giocavo poco, a causa di difficoltà fisiche, mio papà mi ha sempre supportato. Mi trovavo a prendere delle partite anche sotto gamba, ma lui mi ricordava al ritorno in macchina di dover cambiare atteggiamento. Poi con un po' di fortuna, e con l'essere diventato finalmente uomo, mi ha dato slancio. Senza mio padre non sarei diventato un calciatore, avrei mollato molto prima".

Sulla nuova attività nel recupero dagli infortuni: "Con tutti i miei infortuni, ho voluto capirci meglio. Abbiamo aperto una palestra con un laboratorio, con telecamera e macchinari all'avanguardia. Cerchiamo di studiare più possibile struttura e movimento. Poi i dati li studiamo e confezioniamo un abito su misura per l'infortunato".

Pavoletti e il legame con la Sardegna: "Qui mi sento sereno, la gente è fantastica"

Infine, l'ex centravanti rossoblù ha ribadito il proprio attaccamento all'Isola, diventata negli anni la sua casa.

"Sempre difficile parlarne, si può passare da ruffiani. Ma io scendo di casa e sono sereno, questo l'ho percepito solo qua. Ogni giorno vado in giro e sono contento. La gente è fantastica, vedi l'affetto negli occhi delle persone. Ti fanno sentire parte di loro".