Negri: "Cagliari, sarei voluto restare in Sardegna. Vestire quella maglia è stato un privilegio"
L'ex attaccante del Cagliari Marco Negri, intervenuto nel corso della trasmissione "Il Casinò del Lato Nascosto del Calcio", ha ricordato la propria esperienza in rossoblù nella stagione 2001/02. Nonostante una parentesi di appena quattro presenze, impreziosita da due reti, l'ex centravanti dei Rangers ha conservato un ottimo ricordo della Sardegna e del club isolano. Di seguito le sue dichiarazioni, raccolte da TuttoCagliari.net.
Negri: "A Cagliari ritrovai Sonetti, che mi aveva fatto esordire a Udine"
"Venivo da stagioni veramente problematiche, con tantissimi infortuni. Ero rientrato dall'esperienza scozzese e dovevo ricostruirmi una carriera, perché ero ancora relativamente giovane, avevo 29-30 anni. Ero tornato in Italia al Bologna, dove c'erano Signori, Cruz e Guidolin. Avevo però veramente bisogno di giocare, perché a Bologna le porte erano abbastanza chiuse. Accettai quindi il trasferimento a gennaio al Cagliari, dove c'era Nedo Sonetti, l'allenatore che mi aveva fatto esordire a Udine e con il quale c'era sempre stato un rapporto di stima e fiducia".
Sul contributo alla salvezza: "Ricordo quell'esperienza come bellissima, perché fu una rincorsa alla salvezza. Ci unimmo come giocatori, fu difficile, però centrammo l'obiettivo. Alla fine riuscii a contribuire con due gol nelle ultime due partite, che ci portarono a dei pareggi importanti per la salvezza".
"Il Cagliari è una maglia pesante, rappresenta un'intera regione"
Negri ha poi espresso il proprio rammarico per non aver potuto proseguire l'esperienza in Sardegna, sottolineando il valore storico e identitario della società rossoblù: "Fui dispiaciuto perché avevo un contratto a breve termine, che scadeva a giugno. Devo essere onesto, mi sarei fermato molto volentieri a giocare ancora, perché la Sardegna è una terra meravigliosa e il Cagliari è una di quelle maglie pesanti in Italia".
Sul significato di indossare la maglia rossoblù: "Sono maglie particolari, perché hanno vinto uno scudetto, perché le hanno indossate giocatori veramente importantissimi e perché c'è tutto un popolo, tutta una città, tutta una regione che si identifica in quei colori. Giocare nel Cagliari è anche una responsabilità, perché porti in giro per l'Italia, nel 'Continente', come lo chiamano loro, e devi tenere alta la bandiera e lo stemma del Cagliari. È stato un grande privilegio vestire quella maglia".
