De Paola critica la scelta di Mancini e Ranieri: “Siamo oltre ogni limite”

De Paola critica la scelta di Mancini e Ranieri: “Siamo oltre ogni limite”TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 18:15News
di Paola Pascalis
Paolo De Paola critica duramente la gestione della FIGC dopo le nomine di Roberto Mancini e Claudio Ranieri, attaccando il presidente Giovanni Malagò.

Nel corso de L'Editoriale, trasmissione in onda su TuttoMercatoWeb.com, il direttore Paolo De Paola ha espresso un duro giudizio sulle decisioni della FIGC, soffermandosi sulla nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico e di Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. De Paola ha puntato il dito contro il presidente federale Giovanni Malagò, contestandone la gestione dell'intera vicenda.

"Credo che in una situazione del genere, assolutamente kafkiana, c'è un limite che è stato ampiamente superato, che è quello della vergogna. Malagò magari con qualche sorrisetto, da piacione come dice lui, ha creato quello che voleva creare sin dal primo giorno, sin dal primo minuto in cui si è proposto come presidente federale, cioè Mancini e poi questa del DT, va bene, viene o non viene, importante o non è importante, è una pezza a colori che ha voluto mettere".

“Doveva dimettersi”

Il direttore ha poi proseguito il suo intervento, facendo riferimento anche alle vicende che hanno coinvolto Paolo Maldini, Andrea Pirlo e lo stesso Ranieri.

"Dopodiché quello che è successo di clamoroso con Maldini, con Leonardo, con Pirlo, è come se non ci fosse stato, perché alla fine quello che dice Malagò è che alla fine abbiamo preso una decisione. Ci facciamo andar bene questa decisione, ma allora questo è il nostro Paese e l'espressione massima della vergogna del nostro Paese in questo momento è al vertice della Federcalcio, perché in una situazione di questo genere Malagò doveva dimettersi per acclarata incompetenza, perché lui l'ha detto, io sono incompetente quindi ho bisogno di un direttore tecnico, non mi assumo io la responsabilità, poi invece se l'è assunta perché Mancini è un suo amico, poi se l'è assunta perché Ranieri lo conosce benissimo, ex della Roma e abbiamo fatto un'altra volta il circoletto Aniene di Roma Nord, come qualcuno ha detto, alla faccia di qualsiasi pudore che bisognerebbe avere in queste circostanze. Io ribadisco, siamo solo oltre il limite, ogni limite della vergogna".