Gigi Piras: "Cagliari, nel vivaio servono più italiani. Matteoli portò in prima squadra tanti ragazzi sardi"
Intervenuto nel corso della trasmissione "Rossoblù 100", condotta da Bruno Corda, Gigi Piras ha analizzato il pari per 0-0 del Cagliari controil Le parole dell'ex bomber rossoblù, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Oltre alle due parate di Caprile, le due migliori occasioni le ha avute il Cagliari: prima con Deiola nel primo tempo, con un rigore in movimento calciato fuori, e poi con Zé Pedro. È stata una partita di fine campionato, senza tanto agonismo: uno 0-0 che va bene a tutti e due. La salvezza giusta è a 37 punti. Poi, se qualcuno non ci arriva perché si perde per strada, pago la cena volentieri, però per me 37 resta la quota salvezza. Kılıçsoy centravanti? Se sta in panchina sì. Centravanti lo sei quando giochi. I giovani vanno inseriti piano piano: quando ti devi salvare non puoi giocare con tutti i giovani insieme, vanno inseriti nel tempo. Mendy ha fatto due gol la settimana scorsa, poi oggi non ha giocato dall’inizio. È entrato, ma non mi è sembrato abbia toccato neanche un pallone: è stato praticamente isolato. Se lo cambi al posto di Esposito e lo lasci solo lì davanti, cosa vuoi che faccia? Gli infortuni non sono una scusa, ci sono stati davvero. Il primo fra tutti è quello di Belotti: sicuramente con Belotti in campo il campionato del Cagliari sarebbe stato diverso. Però non è solo un problema del Cagliari, è un fenomeno generale: Napoli, Inter, Juventus, Milan, tutte hanno avuto tanti infortuni.
Sulla questione del nome, la squadra si chiama Cagliari, Cagliari Calcio 1920. Hanno voluto forse dare un nome in sardo, perché Casteddu vuol dire Cagliari, ma la squadra resta il Cagliari Calcio. La maglia numero 11 non era solo la maglia di Gigi Riva: era anche la maglia di Tonino Congiu, di Gigi Piras, di Pietro Paolo Virdis. Per me quella maglia pesava più degli altri numeri, almeno un quintale, ma indossarla è stato un orgoglio fantastico. Nel settore giovanile bisogna cambiare: se è vero che si dovrà giocare con più italiani, spero che finalmente succeda. Dagli Allievi e dai Giovanissimi bisogna togliere l’abitudine di riempire le squadre di stranieri, e in Primavera non si possono avere venti stranieri. Altrimenti non andremo mai più ai Mondiali. Il sistema per favorire gli italiani si può trovare: la Lega può dare soldi alle società che fanno giocare gli italiani o i più giovani. Noi dobbiamo avere gente che vuole bene al Cagliari e alla Sardegna, gente che stia qui e lavori per il bene del Cagliari. Matteoli, nel settore giovanile, qualcosa ha portato: ha portato in prima squadra ragazzi sardi come Deiola, Barella, Sau, Murru, Carboni. Vuol dire che un lavoro è stato fatto. Se vogliamo tornare a certi livelli con la Nazionale, dobbiamo lavorare sui nostri giovani.”