Giuseppe Boi: "I matrimoni si celebrano in tre: società, procuratore e calciatore"

Giuseppe Boi: "I matrimoni si celebrano in tre: società, procuratore e calciatore"
Oggi alle 11:30News
di Giorgia Zuddas
Giuseppe Boi commenta le parole di Pietro Accardi e il caso Gaetano, sottolineando il ruolo decisivo dei calciatori e dei procuratori nelle dinamiche del mercato.

Il giornalista Giuseppe Boi, attraverso i propri canali social, ha pubblicato una riflessione sul mercato del Cagliari, soffermandosi in particolare sulle dichiarazioni del procuratore Mario Giuffredi riguardo a Gianluca Gaetano e sulla replica arrivata dal nuovo direttore sportivo rossoblù Pietro Accardi. Di seguito il suo intervento.

"CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE? Ci sono voluti 7 giorni, ma la risposta (pubblica) è arrivata. Lo scorso 9 giugno. il procuratore Mario Giuffredi diceva: "Gaetano è un giocatore da Napoli, ho consigliato di riprenderlo. Mi aspetto che abbia un ottimo mercato, in quel ruolo ora è da Nazionale e da grande club. Ho consigliato a Manna anche Sebastiano Esposito". A rispondergli è stato il nuovo ds del Cagliari Pietro Accardi in occasione della sua presentazione: "Noi vogliamo confermare e aggiungere. Ci vuole però anche la volontà dei calciatori".

Le parole di Accardi mettono l'accento su un particolare che sfugge ai tifosi. I giocatori non sono pere, mele o zucchine che compri o vendi un tanto al chilo. Sono tanto dei liberi professionisti a contratto, quanto un coacervo di interessi di complessa gestione. Da quando non esiste il vincolo sportivo (che fino al 1981 impediva all'atleta professionista di trasferirsi senza il consenso del club) di fatto è stato dato un grande potere ai giocatori (giustamente) e ai procuratori (purtroppo). Insomma, nel calciomercato i matrimoni si celebrano in tre e la parola decisiva spetta al calciatore. Dirlo toglie quel velo di ipocrisia a chi cambia squadra, con tanto di aumento salariale, ma si nasconde dietro un dito aiutato da tifosi sempre pronti a mettere all'indice le sole società (vedi a Cagliari il caso Luperto). Chi scrive ha già dichiarato di non approvare l'addio ad Angelozzi, ma attenzione: Pietro Accardi non è l'ultimo arrivato. Chi lo valuta per l'anno orribile vissuto alla Sampdoria ignora un elemento chiave: ha sì operato in una piazza importante e con un buon monte ingaggi per la B, ma anche con l'Agenzia dell'entrate ogni giorno nel suo ufficio. Nei suoi 10 anni all'Empoli ha fatto un miracolo: la società azzurra ha disputato 17 campionati di A, 7 con Accardi. E il ds si è confrontato chissà quante volte con calciatori che premevano per partire. Ora è a Cagliari e chi ha orecchie per intendere, intenda: nessuno è incedibile, ma chi vuole andare deve portare non solo un'offerta che soddisfi le richieste della società, ma deve anche chiedere di essere ceduto".