Ibarbo: “Cagliari resterà per sempre nel mio cuore. Cossu e Dessena mi faceva gli scherzi"
Victor Ibarbo ha raccontato a La Gazzetta dello Sport alcuni dei momenti più importanti della sua esperienza italiana, soffermandosi in particolare sul forte legame costruito con Cagliari e la Sardegna. L'ex attaccante rossoblù, oggi impegnato con il Pontedera, ha ricordato anche le circostanze che lo portarono in Italia e i primi mesi vissuti in Sardegna.
“Mi è mancato tutto di questo Paese, ero un ragazzino quando ho lasciato la Colombia. La Sardegna mi ha accolto, Cagliari resterà per sempre nel mio cuore. Adesso però la mia nuova sfida è al Pontedera. In Italia però non ci volevo venire. Fino a 21 anni ero in Colombia, mi voleva l’Udinese, parlavo con i miei amici Cuadrado e Zapata. Mi dicevano che lì non c’era mai il sole, che faceva sempre freddo. Non avrei mai potuto vivere in una città così”.
Cellino e la scelta Cagliari
Il trasferimento in Sardegna arrivò nel 2011 e fu determinante l'intervento dell'allora presidente Massimo Cellino.
“In realtà a convincermi è stato l’allora presidente Cellino. Venne a vedermi in Colombia, dopo una partita, si avvicinò e mi strinse la mano: ‘Da domani sei un mio giocatore’, mi disse. Era il 2011, presi il primo volo per la Sardegna”.
Ibarbo si è poi soffermato sullo spogliatoio trovato in rossoblù, nel quale figuravano giocatori come Daniele Conti, Radja Nainggolan, Mauricio Pinilla e Nené: “Uno spogliatoio vivace (ride, ndr). Ero giovane, non parlavo l’italiano, mi prendevano di mira in continuazione per i loro scherzi. Cossu e Dessena si nascondevano nell’armadietto, appena mi sedevo, loro uscivano all’improvviso per spaventarmi”.
