Jeda al Cagliari in diretta: "Cagliari era la mia nazionale. Mi ha sorpreso la cessione di Zappa"
L'attaccante del Cagliari Jeda ha parlato ai microfoni di Radiolina nel corso della trasmissione "Il Cagliari in diretta": "A volte penso di avere qualcosa di sardo dentro di me. Quando sono arrivato, quello che mi immaginavo è poi quello che è successo. La difficoltà di quella stagione, poi la salvezza. Io pensavo: "Se vado a Cagliari, poi ci salviamo...". Quando poi lo abbiamo fatto, mi sono accorto che era tutto quello che avevo pensato. Il rapporto, le persone qui sono qualcosa che vanno al di là del calcio. Quando ero a Cagliari interagivo spesso con le persone, per me creare rapporti con persone fuori dal calcio è importante. Ho ritrovato alcune cose del Brasile in Sardegna.
Pavoletti e Zappa? Mi ha sorpreso la cessione di Zappa, non pensavo potesse andare via. Era un giocatore che era qui da tempo, conosce molto bene le filosofie di una squadra. Cagliari è un ambiente perfetto per i giovani, ma devi poi integrarti in modo assoluto. Capire cosa rappresenta questa squadra. Il mio grande vantaggio è stato questo. Per me Cagliari era la Nazionale, era il massimo. Il mio rammarico è stato andare via da Cagliari.
Verona e Lecce? Io credo che il Cagliari debba giocare normalmente oggi, in modo tranquillo. Per il Lecce dico sempre che vinca il migliore. Sono due squadre che hanno un popolo che si riconosce nella squadra. Un grande attaccamento. Vedremo. E' una lotta per la salvezza, voglio vedere quale delle due si è attrezzata di più per la salvezza.
Nuovi arrivati? Spero che Maldini possa fare tanto e che possa fare un campionato importante. In attacco un giocatore di una certa esperienza forse l'avrei preso, lì ci vuole qualità e personalità. Quando ti trovi davanti, devi fare gol.
Al Cagliari manca un leader? Potrei guardare Caprile, Mina... però manca. In questo mercato sono arrivati tanti giovani nel campionato italiano. E' chiaro che questo comporta un'assunzione di responsabilità.
L'acquisto migliore del Cagliari? Mi auguro che Maldini possa essere quel giocatore. Penso che possa esserlo anche a livello di personalità e maturità.
Esposito? Bisogna essere molto attenti quando si fanno queste cose. Io non denigro il procuratore, perché fanno gli interessi di giocatori e società. Però arrivare a scontri così non porta bene a nessuno, soprattutto al giocatore. Io credo che la cosa migliore sia parlare. Se non c'è la voglia di rimanere, è giusto andare via.
