Langella: "Via dal Cagliari a causa di Giampaolo. Diversamente sarei rimasto a lungo"

Langella: "Via dal Cagliari a causa di Giampaolo. Diversamente sarei rimasto a lungo"TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 00:30News
di Vittorio Arba

L'ex attaccante del Cagliari, Antonio Langella, intervenuto ai microfoni di "Facci un giro!", podcast condotto da Giampaolo Gaias, ha ricordato il suo burrascoso rapporto con Marco Giampaolo, suo allenatore in rossoblù. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Il mio addio al Cagliari è legato esclusivamente al rapporto con Giampaolo. Fino a quel momento c’era un progetto chiaro con la società e con il presidente: l’idea era quella di restare a lungo, perché io a Cagliari stavo benissimo, mi sentivo a casa e il mio sogno era diventare capitano. Non avevo nessuna intenzione di andare via, anche perché fisicamente stavo bene e sentivo di poter dare ancora tanto. Con l’arrivo di Giampaolo, però, le cose si sono incrinate fin dal ritiro. Aveva un’idea di calcio completamente diversa rispetto a quella su cui era stata costruita la squadra negli anni precedenti e soprattutto un modo di lavorare che non sentivo mio. Moduli cambiati, richieste tattiche che non mi valorizzavano e una gestione del gruppo molto rigida. Io non ho mai accettato di giocare in un ruolo che non era il mio e gliel’ho detto subito, in maniera diretta e onesta.

Da lì il rapporto si è raffreddato definitivamente.
Non era una questione di rendimento o di campo: vedevo che quando non giocavo lo stadio faceva il mio nome, c’era la fiducia dell’ambiente e della società, ma le scelte andavano sempre nella stessa direzione. A quel punto ho capito che non c’erano più le condizioni per restare. Continuare a Cagliari significava rischiare di passare un altro anno fermo, e dopo aver già perso una grande occasione come il Mondiale non potevo permettermelo.
L’addio è stato doloroso, perché non è stata una scelta voluta: è stata una necessità. Se non fosse arrivato Giampaolo, io a Cagliari sarei rimasto ancora a lungo. Lì ho vissuto gli anni più belli della mia carriera, umanamente e calcisticamente, e andare via in quel modo è il mio più grande rammarico. Ma quando senti che non sei più parte del progetto, anche se la città e i tifosi ti vogliono, devi fare una scelta per salvare la tua carriera".