Marco Sanna: "Cellino all'inizio capiva poco di calcio. La Coppa UEFA fu qualcosa di speciale"
Ospite del podcast "Facci un giro", condotto da Giampaolo Gaias, l'ex centrocampista del Cagliari Marco Sanna ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua avventura in rossoblù, raccontando il passaggio dal Tempio al club isolano e il primo incontro con due figure simbolo della storia del Cagliari: Massimo Cellino e Gigi Riva.
"Avevo offerte dalla C1, poi arrivò la chiamata del Cagliari"
"Allora, innanzitutto prima che mi chiamasse il Cagliari, mi chiamò Giagnoni che all'epoca allenava il Mantova che militava in C1 in quel periodo. Io ti dico la verità ci sarei andato in C1. Mi davano anche un sacco di soldi, eh. Io lo dissi al mio vecchio presidente del Tempio e lui mi disse: 'Aspetta qualche giorno che abbiamo una novità'. Io ho aspettato qualche giorno e lui dopo un paio di giorni mi ha telefonato e mi ha detto: 'Domani mattina andiamo a Cagliari'. Siamo andati a Cagliari a firmare il contratto e lì quando sono arrivato c'erano il presidente Cellino e il mitico Gigi Riva. Vedere Gigi Riva, un personaggio di cui avevo sempre sentito parlare, mi faceva tremare le gambe. È stato bellissimo. Negli anni l'ho ritrovato ancora a Cagliari e ti posso garantire che tutto quello che si dice di lui è vero e anche di più".
Il ricordo di Cellino
L'ex centrocampista ha poi espresso il proprio giudizio sull'allora presidente rossoblù Cellino:
"Questo è un mio parere personale. Inizialmente lui di calcio ne capiva veramente molto poco, poi devo essere sincero: o si è aggiornato oppure facendo il presidente del Cagliari è migliorato tantissimo. Ti parlo dei sei anni che io sono stato a Cagliari. È un presidente forte, vulcanico, molto particolare. Però devo essere sincero che in quegli anni lì, se non ci fosse stato lui, il Cagliari non so dove sarebbe finito. Con lui il Cagliari ha fatto molto molto bene. Noi abbiamo fatto la Coppa UEFA, e questo non ce lo dobbiamo dimenticare".
L'avventura europea e il rapporto con Giorgi
Sanna ha quindi ricordato la storica qualificazione in Coppa UEFA e il ruolo decisivo avuto dall'allenatore Bruno Giorgi nella sua crescita: "Sono arrivato in una squadra dove era quasi impossibile giocare perché c'erano calciatori fortissimi. Per me è stato uno stimolo: non mollare mai, allenarmi come un matto e imparare da campioni come Matteoli e Francescoli. L'anno successivo iniziammo la Coppa UEFA. Dopo la prima partita il presidente Cellino esonerò Radice e arrivò Giorgi. Per me fu una fortuna, perché mi faceva giocare in qualsiasi ruolo. Ero il suo jolly, il suo soldatino. Ricordo che all'inizio della stagione gli chiesi se fosse meglio andare in Serie B, visto che avevo diverse richieste. Lui mi rispose: 'No, tu rimani qua perché sarai uno dei protagonisti'. E così è stato. Gli devo davvero tanto".
"Quattro sardi in campo perché lo meritavano"
Infine, Sanna ha sottolineato con orgoglio la forte identità sarda di quel Cagliari:
"C'erano quattro sardi in campo: io, Pusceddu, Matteoli e Festa. Non giocavamo perché eravamo sardi, ma perché meritavamo di esserci".
