Nazionale, Prandelli: "Serve una seconda squadra italiana dopo l'U21"

Nazionale, Prandelli: "Serve una seconda squadra italiana dopo l'U21"
Oggi alle 13:15News
di Giorgia Zuddas

Cesare Prandelli è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per analizzare il momento del calcio italiano e proporre alcune possibili soluzioni per il rilancio del sistema. L'ex commissario tecnico azzurro ha sottolineato la necessità di un rinnovamento condiviso tra tutte le componenti del movimento, dalla Federazione alla Lega, passando per tecnici, dirigenti e famiglie: "Il rinnovamento è necessario e obbligatorio. Secondo la mia esperienza, se Lega Calcio e Federazione non vanno d’accordo, non cambieremo mai il calcio. Bisogna ripartire dai bambini, sedersi attorno a un tavolo con tutte le componenti: arbitri, genitori, dirigenti, procuratori. Possiamo uscirne ponendoci una domanda, quella che si fece la federcalcio tedesca quando la Germania è andata in crisi: ‘Qual è la squadra più importante di Germania? Non i club, è la Nazionale’. Ecco, noi ce la facciamo questa domanda?".

Prandelli ha poi rilanciato l’idea di creare una seconda squadra italiana per favorire la crescita dei giovani dopo il percorso in Under 21: "A Gravina avevo proposto di fare la seconda squadra italiana. Dopo il biennio Under 21, organizziamo noi una squadra. non vogliamo un premio valorizzazione, vogliamo mantenere il nostro capitale. La Federazione fa crescere i ragazzi dai 14 ai 21 anni e poi li perde. Lì dobbiamo fare qualcosa di eclatante. Se non li fa giocare nessuno, facciamoli giocare noi".

Spazio anche alle valutazioni sul futuro della Nazionale maggiore:
"Tutti i nomi usciti sono una garanzia. Antonio Conte, conoscendo l’ambiente e le dinamiche, potrebbe essere la persona giusta per l’inizio di un cambiamento. Per il futuro mi auguro che possano crescere allenatori in federazione".

Infine, un commento sulla governance della FIGC e sulle possibili prospettive:
"Ho avuto Giancarlo Abete, penso sia stato uno dei dirigenti più limpidi, puri e onesti che abbia conosciuto nella mia vita. Ma dall’altra parte abbiamo un ex presidente del Coni che ha ristrutturato, che ha vinto e che ha fatto crescere molti atleti. Quindi potrebbero creare insieme un programma vincente, anche per evitare il commissariamento".