Nazionale, Valentini: "Maldini mi ricorda Gigi Riva per carisma e stile"
L'ex dirigente della FIGC Antonello Valentini è intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, nel corso della trasmissione L'Editoriale, commentando la nomina di Paolo Maldini come nuovo direttore tecnico della Nazionale. Secondo Valentini, la decisione del presidente Giovanni Malagò rappresenta un cambio di rotta significativo nella struttura federale, con una netta distinzione tra l'area politico-amministrativa e quella tecnico-sportiva.
"Una scelta di campo fondamentale"
Nel suo intervento, Valentini ha sottolineato il valore della nuova organizzazione voluta dalla FIGC, spiegando anche i motivi che avrebbero convinto Maldini ad accettare l'incarico.
"Maldini dt? Intanto voglio fare una piccola premessa: io ho apprezzato molto la scelta del neopresidente Malagò di creare un secondo ramo d'azienda, cioè c'è un ramo politico, gestionario, amministrativo, burocratico della Federazione e c'è un ramo tecnico sportivo che il Presidente della Federazione per la prima volta ha deciso di affidare in toto a un uomo, un personaggio, in questo caso Maldini. E' un uomo che certamente sul piano tecnico sportivo ne sa più di un Presidente della Federazione. Questa è una scelta di campo fondamentale. Conoscendo Paolo dubitavo che potesse accettare, poi probabilmente ci sono stati un paio di passaggi, la disponibilità e il coinvolgimento di Leonardo che Maldini ha chiesto fortemente e dove è stato accontentato, e poi anche l'apertura di un ufficio, di una sede di staccata del Club Italia a Milano, quindi Maldini si muoverà con Leonardo tra Milano, Coverciano e Roma".
Il paragone con Gigi Riva
Valentini ha poi ripercorso il lungo percorso di Maldini con la maglia azzurra, ricordandone l'esordio e il contributo offerto alla Nazionale nel corso della sua carriera, fino a tracciare un paragone con una delle figure più iconiche del calcio italiano.
"Però credo che Maldini abbia tutti i requisiti, il carisma, l'impressione personale, l'esperienza in azzurro. C'è tutto per fare bene in questo ruolo. È stato un grande capitano della nazionale italiana. Ero a bordocampo il 31 marzo del 1988, quando Vicini fece esordire in azzurro il 19enne Paolo Maldini nell'amichevole contro la Jugoslavia. Maldini poi ha totalizzato complessivamente 126 presenze, ha lasciato la Nazionale dopo quel mondiale truffa del 2002 in Giappone e Corea, però ha dato un'impronta alla Nazionale in quel periodo di assoluta prestigio, di assoluta serietà. Maldini mi ricorda, fatte le debite e proporzioni, per carità, non ci sono persone uguali, però mi ricorda per carisma, per etica, per stile, per eleganza, mi ricorda Gigi Riva".
