Oliveira: "Non sempre gli attaccanti esplodono subito. Io a Cagliari ho dovuto aspettare un anno"
Luis “Lulù” Oliveira, ex attaccante del Cagliari, è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola per analizzare il momento della Fiorentina, soffermandosi sulle scelte societarie, sulla guida tecnica e sulle difficoltà mostrate dalla squadra. Secondo Oliveira, le prestazioni altalenanti dei viola sarebbero legate anche a decisioni prese durante la preparazione della stagione e alla mancanza di alcuni profili ritenuti fondamentali per competere ad alti livelli.
"Questa Fiorentina ha davvero due facce, anche se da quando è arrivato Vanoli qualcosa di buono ha fatto. Io penso che abbia sbagliato la preparazione: doveva secondo me prendere un allenatore più esperto che desse qualcosa in più alla città. Grosso non era un tecnico adeguato".
Fiorentina, Oliveira critica le scelte sul mercato
L'ex rossoblù ha poi puntato l'attenzione sulla costruzione della rosa, in particolare sulla gestione della situazione legata a Moise Kean. A suo giudizio, la società avrebbe dovuto muoversi con maggiore decisione per individuare un centravanti in grado di garantire un rendimento realizzativo importante.
Al di là dell'allenatore, è stato sbagliato qualcosa anche sul mercato?
"La Fiorentina sapeva che Kean voleva andare via e doveva andare a prendere un attaccante forte. Se fin da inizio estate fosse arrivato una punta di livello, oggi la squadra non sarebbe in questa situazione. Serviva un bomber da 15-18 gol a campionato e pur avendo speso tantissimo sul mercato non credo che siano arrivati i giocatori giusti".
Il dopo Kean e il paragone con l'esperienza di Cagliari
Oliveira ha commentato anche le precedenti dichiarazioni di Fabio Paratici, che aveva prospettato l'arrivo di un attaccante di valore pari o superiore a quello di Kean in caso di partenza dell'ex centravanti viola.
Paratici aveva detto che senza Kean sarebbe arrivato un attaccante di pari valore o superiore a Kean…
"Non mi pare sia andato così. Certo, non sempre gli attaccanti esplodono subito. Anche io a Cagliari ho dovuto aspettare un anno".
A questa squadra a suo avviso manca un leader?
"Manca la personalità in generale. A me non esalta il fatto che il capitano sia il portiere, un giocatore distante dal gioco e dall'azione. La Fiorentina resta una squadra "muta" in campo. In ogni grande squadra ci sono 2-3 giocatori di personalità in campo che spronano la squadra nei momenti delicati".
