Pisacane a Dazn: "Se Mendy è arrivato in Serie A, il merito è anche di Muzzi. Gli dedichiamo questa vittoria"
Fabio Pisacane, intervenuto ai microfoni di DAZN al termine della vittoria del Cagliari contro l’Atalanta, ha commentato il successo ottenuto dai rossoblù a Bergamo. Il tecnico si è soffermato sulla crescita della squadra, sull’importanza della fame e dell’identità, dedicando poi la vittoria a Roberto Muzzi. Pisacane ha parlato anche di Alessandro Romano, definendolo un vero e proprio gioiello, e del proprio percorso alla guida del Cagliari:
"Il mio obiettivo personale è che questa squadra abbia fame. I presupposti ci sono, perché la squadra sta dimostrando, anche con la prestazione contro l’Inter, di avere tanta fame, forse più dell’anno scorso. Vogliamo rendere la nostra gente orgogliosa e far sì che possa dire che questa squadra li ha rappresentati. Poi tecnicamente parlando, sì, vogliamo mettere una ferocia in campo importante, perché abbiamo bisogno di quello. Come ho detto ai ragazzi dal giorno uno, quest’anno vogliamo fare un calcio piacevole, però non ci dobbiamo dimenticare che poi l’anima che fa la differenza per una squadra come la nostra, che vuole raggiungere il suo obiettivo, è quella in non possesso".
E' dai tempi di Gigi Riva il Cagliari non partiva così bene. È la miglior partenza nell’era dei tre punti:
"Noi siamo consapevoli che questa vittoria non è il traguardo, ma è la conferma della strada. Con fame, umiltà, ripeto, e giocando veramente l’uno per l’altro possiamo essere fastidiosi. Diversamente diventiamo fragili, vulnerabili, vengono fuori i nostri limiti, che ne abbiamo, perché se lottiamo per il nostro obiettivo abbiamo anche dei limiti, come è successo con il Verona".
Ci sarebbe da fare i complimenti a ogni calciatore stasera, ma vado su un profilo che è Romano:
"Penso di avere un gioiello tra le mani e ho una grandissima responsabilità. È un ragazzo che non ha bisogno neanche di tenerlo con i piedi per terra, perché sa dove vuole arrivare. Noi come staff dobbiamo coltivarlo e dobbiamo mettergli dentro sicuramente quella parte, non che non ha, però che deve alimentare. Sono felicissimo, ovviamente da italiano che ha scelto la nostra nazionale, però questo ragazzo farà strada. Come avete visto, è veramente un giocatore di livello.
Ci tengo a dedicare questa vittoria a Roberto Muzzi, che ha perso il papà e che questa mattina abbiamo raggiunto a Roma, io, il presidente, il direttore Accardi, e siamo tornati oggi alle quattro. Roberto merita questo successo e merita che gli venga dedicato, anche perché questa sera, se Mendy è arrivato a fare gol in Serie A e se tanti ragazzi siedono in panchina, il merito è anche suo che li ha cresciuti".
Vorrei parlare anche di lei. Lei giustamente usa sempre il “noi”, però ho la sensazione che l’anno scorso questa partita in trasferta il Cagliari non l’avrebbe vinta. Anche l’anno scorso il Cagliari fece una partita forse persino migliore di questa a Bergamo e alla fine perse 2-1. In cosa si sente cresciuto dopo 42 partite in Serie A?
"Sicuramente io, quando uso il noi, non lo faccio perché voglio portare avanti una linea. Io uso il noi perché i successi non sono miei, sono di tutti. Quando prepariamo una partita la prepariamo tutti insieme, quando perdiamo stiamo male tutti e quando vinciamo cerco anche di defilarmi, perché penso di fare quello che da calciatore mi piaceva venisse fatto. Per cui quando uso il noi lo faccio veramente con tanta sincerità. Non mi piace neanche parlare dello scorso anno, perché penso che siano successe tante situazioni che sicuramente non abbiamo saputo gestire. Ma penso che sia anche un fatto fisiologico, perché oggi, avendo un anno di richieste, non si parte da zero idee, zero metodi. Per cui la compattezza che stiamo vedendo è frutto anche di quelli che c’erano lo scorso anno".
