Sanna: "Esposito? Il calcio deve formare uomini, non solo calciatori"

Sanna: "Esposito? Il calcio deve formare uomini, non solo calciatori"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:45News
di Paola Pascalis
Vittorio Sanna riflette sul caso Esposito e sul calcio italiano: talento, disciplina, responsabilità e il ruolo educativo di club e adulti.

Nel corso del suo intervento, Vittorio Sanna ha proposto una riflessione che va oltre il caso Sebastiano Esposito, allargando il discorso alle difficoltà che molti giovani calciatori incontrano nel gestire fama, pressioni e responsabilità. Secondo Sanna, il sistema calcistico italiano dedica grande attenzione agli aspetti tecnici e atletici, ma trascura la formazione personale dei ragazzi: "C'è un problema nel calcio italiano di cui parliamo pochissimo. Discutiamo di tecnica, tattica, settori giovanili, allenatori, ma forse ai nostri giovani calciatori manca anche qualcos'altro, la capacità di gestire la pressione".

Talento e disciplina devono andare di pari passo

Nel suo ragionamento, Sanna ha citato diversi calciatori, precisando che si tratta di vicende differenti ma accomunate dalla difficoltà di convivere con il successo: "Scamacca, Bastoni, Tonali, Zaniolo, Esposito, storie completamente diverse che sarebbe sbagliato mettere sullo stesso piano, ma tutte ci ricordano quanto possa essere difficile gestire talento, notorietà e pressioni quando si è ancora giovani. Il talento ti porta fino alla porta. La disciplina decide quanto tempo rimarrai dentro".

Il ruolo degli adulti e delle società

Il commentatore ha poi sottolineato l'importanza delle figure che accompagnano la crescita dei giovani calciatori.

"Intorno a questi ragazzi servono persone capaci anche di dire no, non soltanto amici, consiglieri o professionisti che dicano loro quello che vogliono sentirsi dire, perché educare significa anche insegnare che ogni scelta produce una conseguenza. E arriviamo ad Esposito, se esiste un contratto, quel contratto contiene diritti e doveri. Se viene violato, devono esistere conseguenze proporzionate, non per distruggere una carriera, ma per affermare un principio. Un contratto non può valere soltanto quando conviene rispettarlo".

Infine, Sanna ha concluso con una riflessione sul ruolo educativo del calcio italiano.

"Forse il calcio italiano ha bisogno anche di questo. Non soltanto allenatori capaci di costruire giocatori migliori, ma adulti capaci di formare uomini abbastanza forti da sostenere il peso del proprio talento. Perché altrimenti continueremo a produrre ragazzi fortissimi con il pallone, ma troppo fragili davanti alla vita che quel pallone gli ha regalato".