Stefano Lai: "Cagliari, disastro firmato Giulini-Pisacane. Il progetto non esiste più"
Nel corso di "Rossoblù 100", trasmissione condotta da Bruno Corda, il giornalista Stefano Lai ha analizzato il ko del Cagliari contro il Sassuolo, giunto sabato pomeriggio. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Gravissimo, gravissimo. Questo è per adesso un disastro perché siamo alla quarta sconfitta consecutiva, sesta in otto gare. Quattro sconfitte consecutive in un momento come questo si sentono parecchio e come ha detto Beppi nessuno apre bocca. Per me è un disastro che ha una firma, è la firma di Giulini, questo è sicuro, ed è la firma di Pisacane. Giulini perché ha fatto i conti senza l’oste, si è sentito tranquillo, si è sentito coperto e ha fatto questo mercato di gennaio convinto di avere già raggiunto la salvezza e invece adesso si trova nelle sabbie mobili. Il primo tempo è stato discreto, proprio per una questione di identità offensiva, finalmente abbiamo visto in appoggio alle punte che tutto sommato riuscivamo a tenere la palla molto nella zona avversaria e abbiamo fatto un buon primo tempo. A quel punto potevamo fare anche il secondo gol. Ritengo che ci fosse anche il primo rigore, quindi anche l’arbitro ha fatto schifo, si chiama Chiffi. Però a prescindere da questo, poi siamo entrati nel secondo tempo che lì abbiamo quasi paura di giocare, paura di vincere si chiama, e quindi torniamo indietro, perdiamo 10 metri, iniziamo a fare degli errori perché ci ritroviamo loro che giustamente salgono e ci pressano. È anche una squadra come il Sassuolo che oggi non chiedeva nulla, non ha fatto niente per vincere. Il Cagliari nel secondo tempo è patetico, nessuna reazione e come al solito il solito problema, non riusciamo a fare gol. Oggi abbiamo segnato sul rigore, siamo veramente nelle sabbie mobili. I cambi sono stati quasi patetici. Ancora una volta Mazzitelli fuori dal campo, ancora una volta Kilicsoy fuori. Abbiamo una squadra senza fiducia in se stessa. Una squadra che sta vincendo 1-0 in un campo come il Sassuolo dove al primo tempo non hanno quasi giocato, entra nel secondo tempo con la tremarella alle gambe. Non sono d’accordo sul problema di Gaetano, ma questo è un mio punto di vista. Per me non è tanto Gaetano quanto altre situazioni, è proprio questione di identità. La squadra quando gioca 10 metri più avanti e quando sostanzialmente ci mette la gamba fa qualche cosa di buono. Ma questa squadra nel secondo tempo non ha mai giocato questo calcio. Al di là di quello che Pisacane rappresenta o che anche secondo me lui è praticamente una pedina di Giulini, oggi Pisacane è stato preso per un progetto, un progetto puntare sui giovani dalla primavera. Ecco, questo progetto non esiste più e questo è il primo motivo per cui io cambierei immediatamente allenatore, perché se quel progetto non esiste più per questo nuovo progetto, cioè salvarsi, ci vuole un allenatore di esperienza, ci vogliono dei giocatori di esperienza, non bisogna puntare sui giovani e bisogna rimediare a questa situazione in cui ci siamo ficcati. Una squadra con la tremarella alle gambe non può affrontare la salvezza. Ci vuole qualcuno che tempri questa squadra e la faccia rianimare e quindi non è Pisacane perché era previsto per un altro progetto".
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