Altro no al Trapani, Consiglio di Stato respinge la cautelare per bloccare campionato

Altro no al Trapani, Consiglio di Stato respinge la cautelare per bloccare campionato
Oggi alle 17:40News
di Martina Musu
fonte ANSA

(ANSA) - ROMA, 11 SET - Ancora uno stop per il Trapani nelle aule dei tribunali. La vicenda tormentata del club siciliano, retrocesso in Serie D, ha fatto tappa anche al Consiglio di Stato che di fatto ha confermato quanto stabilito a fine agosto dal Tar: è stata infatti respinta la richiesta della cautelare che avrebbe portato alla sospensione del campionato di Serie C. "Iniziato il 23 agosto 2026 - scrivono i giudici amministrativi - la partecipazione al campionato di serie C 2026/2027 da parte della società appellante (il Trapani, ndr) determinerebbe una potenziale alterazione dei campionati, con effetti anche rispetto alle società calcistiche terze, oltre che all'interesse tutelato dalla stessa Federazione. Pertanto il bilanciamento degli interessi e la connessa necessità di non pregiudicare lo svolgimento delle competizioni non consentono l'accoglimento della domanda (cautelare) di partecipazione al campionato di serie C".

Il Consiglio di Stato, con il suo pronunciamento sottolinea che "l'interesse dell'appellante può essere perseguito con la celere fissazione dell'udienza di merito, ai fini della trattazione, in sede di piena cognizione, di tutte le questioni devolute in giudizio". La vicenda del Trapani calcio, segnata da difficoltà economiche e penalizzazioni i classifica per violazioni regolamentari, a livello sportivo si era chiusa con la retrocessione in Serie D sancita dal Collegio di garanzia del Coni. Lo stesso Tar, a cui ha fatto appello il club per ottenere l'annullamento delle decisioni che ne hanno determinato la retrocessione tra i dilettanti chiedendo "il riconoscimento del titolo a partecipare al campionato di serie C, anche in sovrannumero, o quantomeno a partecipare ai playout" aveva respinto la domanda perché l'istanza "non sembra assistita da sufficienti profili di fumus boni iuris, essenziale per il suo accoglimento". (ANSA).