L'Unione Sarda, caso Esposito: "Calcio drogato dal profitto". L'editoriale di Lorenzo Piras
Tra le pagine de L’Unione Sarda di oggi trova spazio un approfondimento dedicato al caso Sebastiano Esposito e alle vicende che accompagnano l'imminente separazione dell'attaccante dal Cagliari. Il quotidiano analizza la situazione inserendola in una riflessione più ampia sulle dinamiche del calcio italiano e sul rapporto tra società, giocatori e procuratori. Di seguito, un estratto dell’editoriale firmato da Lorenzo Piras.
"È il caso dell'estate calcistica. Un intrigo che, con la sua scia di carte bollate, rischia di degenerare in un default dalle conseguenze imprevedibili. Gli strascichi dell'imminente addio al Cagliari di Sebastiano Esposito rappresentano l'emblema perfetto della deriva del calcio italiano. Ci troviamo di fronte a un comparto industriale che incide in modo pesante sul Pil del Paese, ma con un limite significativo: è gestito da novelli Keynes della domenica. Parliamo di dirigenti e intermediari ignari di ogni regola macroeconomica, interessati soltanto a un profitto immediato che - tra l'altro ormai da anni - sottrae risorse alla crescita del movimento. La retorica del business si scontra con una realtà drogata da plusvalenze fittizie, commissioni ipertrofiche e logoranti bracci di ferro contrattuali. Situazioni che finiscono per gonfiare in modo artificiale il valore di mercato di atleti spesso mediocri, trasformati in intoccabili asset finanziari. Davanti a questo scenario può capitare anche che, quando un club si indigna di fronte all'improvvisa presentazione di un certificato medico per stress emotivo di un giocatore sotto contratto fino al 2030, l'agente replichi invocando i tribunali. È saltato il confine tra sport e speculazione, segno del fallimento conclamato di un modello che vive al di sopra dei propri mezzi. In questo contesto tossico, il potere debordante dei procuratori sportivi tiene in ostaggio le società, alterando le naturali leggi della domanda e dell'offerta, e alimenta un circolo vizioso che allontana i tifosi dagli stadi".
