Vittorio Sanna: "Il Cagliari ha tirato di più, ma ha segnato di meno: ecco il perché della sconfitta"

Vittorio Sanna: "Il Cagliari ha tirato di più, ma ha segnato di meno: ecco il perché della sconfitta"TUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 23:15News
di Vittorio Arba

Nel suo "Commento a Caldo" per Galleria Progetti, il giornalista Vittorio Sanna ha analizzato il ko del Cagliari contro il Como di questo pomeriggio, con la sfida dell'Unipol Domus conclusasi sul punteggio di 1-2. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: Il perché di una sconfitta. Molte volte basta guardare i numeri: se tu riesci a tirare di più e segni di meno, eh, probabilmente è successo qualcosa. È successo qualcosa che va al di là del gioco di squadra, perché il Cagliari ha tirato di più ma ha segnato di meno. E allora, quali sono le due differenze che hanno sostanzialmente portato una squadra che ha tirato di più a segnare di meno? Il fatto che Da Cunha, quando ha tirato, ha centrato la porta; quando Baturina ha tirato, ha centrato la porta; e quando il portiere della squadra comasca è andato a intercettare il tiro da parte nostra, quello di Adopo nel particolare, abbiamo capito che questa è la ragione per la quale hai perso la partita. In effetti, fino all'1-1 si poteva dire tranquillamente che il Cagliari addirittura qualcosa in più rispetto al Como l'avesse fatta. Ha fatto certamente il gioco di più a centrocampo, ha recuperato più palloni, ha spinto verso l'area avversaria, non ha tirato tantissime volte in modo pericoloso, è capitata solamente quell'occasione che è stata mancata clamorosamente a Liteta, ma anche lì, vedi, tiri di più e segni di meno, o meglio, potevi tirare una volta in più, non sei riuscito a colpire la palla e alla fine dobbiamo dire che questa volta la sconfitta del Cagliari è nei giocatori che sono riusciti a fare il meglio e Butez, portiere, è riuscito a essere intraprendente, padrone dell'area di rigore. Devo dire che mi ha impressionato parecchio anche quando, durante la segnala del Cagliari dentro l'area di rigore, lui dentro l'area piccola non ne ha fatto cadere uno, li ha presi tutti lui, molte volte anche con un pizzico di fortuna, perché ricadendo gli è sfuggito il pallone, se l'è ritrovato immediatamente, però è certamente un portiere che non permette agli avversari di andare a invadere la zona aerea della sua area di rigore, soprattutto della sua area piccola, e lì è stato determinante, come è stato determinante poi nella parata che abbiamo citato, quella che ha fatto la differenza rispetto alla partita stessa e che ha fatto la differenza, malgrado probabilmente fosse più facile, tra virgolette, da segnare rispetto a quello di Da Cunha. Insomma, il Cagliari ha tenuto testa al Como, lo ha fatto con le sue armi, lo ha fatto con una difesa, dobbiamo dire, abbastanza ordinata, se non in occasione del gol che ha subito, eh, nel primo tempo. Ordinata in tutto il resto, ha quasi annullato i pericoli che poteva portare, ad esempio, Nico Paz, che era certamente il giocatore più temuto. Ha fatto bene il centrocampo, dove i tre giocatori, messi in campo, in particolare Liteta e Sulemana, hanno recuperato una marea di palloni e hanno fatto ripartire spesso la squadra. Sono mancati forse gli attaccanti. Ecco, questa carenza, questa spinta che non c'è stata forse fino a che non siamo stati in svantaggio, potrebbe essere una carenza riscontrabile nel corso della partita, ma lo diciamo sempre dopo, lo diciamo quando la partita è finita. Eh, anche durante la gara si aveva la sensazione che forse bisogna mettere qualcosa di offensivo in più per poter rompere l'equilibrio, soprattutto per raggiungere il pari, che è stato comunque raggiunto senza dover mettere mano ai cambi e quindi, da questo punto di vista, come si può dare torto all'allenatore? Il pari era stato raggiunto. È vero che forse dopo dovevi tentare di fare qualcosa prima degli altri, anche se quel dopo è stato caratterizzato anche da un periodo buio, chiamiamolo così, del direttore di gara. Ammonito Palestra per simulazione e il tocco su di lui c'è stato, forse non da calcio di rigore, non da brutto fallo, ma un tocco c'è stato, forse non da ammonizione, e soprattutto l'ammonizione per Esposito, che pagheremo anche per la prossima partita, visto che era diffidato. Un'ammonizione inesistente, perché poi il contatto c'è stato e probabilmente era calcio di punizione per il Cagliari a pochi centimetri dal limite dell'area, quindi una situazione anche complicata. Ma non solamente quelle, ci sono stati 10 minuti dopo il pari del Cagliari, 10 minuti, un quarto d'ora, l'intervallo tra il pari del Cagliari e il nuovo vantaggio del Como, in cui l'arbitro improvvisamente sembrava aver perso la bussola, aveva un metro fino a quel momento che aveva utilizzato, da quel momento in poi ha visto tutto in un determinato modo, tutto a modo suo. Ed è sembrato, chiaramente parlo con molta timidezza in tutto questo, perché non voglio che si pensi che il risultato sia determinato da questo, è parso quasi assecondare una linea votata a spingere nuovamente il Como avanti alla ricerca del gol, forse perché è bello pensare a domenica prossima allo scontro tra Roma e Como con due squadre distanti solamente tre punti. Tutti i giochi che sono fantasiosi e macchinati dalla nostra mente perversa nel giustificare talvolta gli errori anche degli arbitri, che a quanto pare ci sono. Quindi, in sintesi, Cagliari che ha perso. Ha perso perché effettivamente i giocatori del Como sono stati più bravi, alcuni, Da Cunha in quel tiro meraviglioso e il portiere, perché è riuscito a neutralizzare diversi gol, e sono stati superiori ai nostri che hanno mancato qualche pallone di troppo sotto porta e che si sono fatti parare altre occasioni da gol. Insomma, alla fine le due squadre possono aver giocato anche in equilibrio, forse può aver giocato poco poco meglio anche il Cagliari, ma di fatto talvolta sono i singoli che determinano tutto".

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