Vittorio Sanna: "Il ruolo del procuratore è quello di tutelare. Esposito deve ricordarsi di prendersi le proprie responsabilità"
Il giornalista locale, nonchè nostro editorialista, Vittorio Sanna, ha analizzato quanto sta accadendo nell'ultimo periodo in casa Cagliari: "Quella di Sebastiano Esposito offre una grande lezione educativa, specie per i più giovani: nel calcio, se sei forte, non hai bisogno di inseguire i soldi, sono i soldi a venire da te, e spesso ne arrivano pure troppi. Questo è il paradosso del talento, i l ragazzo sogna di arrivare, sogna la Serie A, sogna il contratto importante. Una volta che questo sogno si realizza, il giocatore scopre che ci sono altre persone che guadagnano grazie a lui, ovvero il rischio che ogni calciatore deve correre. Ma il denaro non è la causa, bensì la conseguenza".
Il valore del calciatore
"Il valore di un calciatore", prosegue Vittorio Sanna, "non è scritto nel contratto, bensì nel lavoro quotidiano, nel campo, nella professionalità. Un calciatore che lavora male, può avere il miglior procuratore del mondo, ma prima o poi il campo presenterà il conto. E' il grande paradosso del talento che apre una porta, ma solo il lavoro può permetterti di rimanere dentro".
Il ruolo del procuratore
"Il procuratore ha il dovere fondamentale di assistere e non sostituire, consigliare e non decidere al posto suo. Deve esistere quando una famiglia non è in grado di aiutare il calciatore a gestire la grande ricchezza che sta accumulando. Dovrebbe tutelare l'interesse dell'uomo calciatore, e non dev'essere solo il contratto milgliore, ma anche la scelta milgiore, la squadra migliore, l'ambiente giusto per crescere. Il calcio è spietato, ma anche giusto. Quando l'arbitro fischia rimane in campo il calciatore ed il suo talento. Sebastiano deve ricordarsi di riprendersi la propria vita, la responsabilità delle proprie scelte".
