Ziliani: "Spalletti dovrebbe chiedere scusa a Pisacane"
Il giornalista Paolo Ziliani ha criticato duramente Luciano Spalletti per quanto accaduto nel finale della partita contro il Cagliari. Queste alcune delle sue parole: "“E poi ha cominciato a piovere” (Mazzarri). “E poi il Cagliari ha cominciato a perdere tempo” (Spalletti). Una balla totale di cui il nevrastenico allenatore della Juventus dovrebbe chiedere scusa a Pisacane Col nuovo regolamento ogni perdita di tempo viene sanzionata. Ebbene, il Cagliari domenica non ne ha commessa una: e a "perdere tempo" è stata semmai la Juventus che per 70 minuti ha avuto il pallone tra i piedi senza mai riuscire a cavare un ragno dal buco. Spalletti avrebbe dovuto prendersela con se stesso".
“E poi ha cominciato a piovere” (Mazzarri). “E poi il Cagliari ha cominciato a perdere tempo” (Spalletti). Una balla totale di cui il nevrastenico allenatore della Juventus dovrebbe chiedere scusa a Pisacane Col nuovo regolamento ogni perdita di tempo viene sanzionata. Ebbene, il Cagliari domenica non ne ha commessa una: e a "perdere tempo" è stata semmai la Juventus che per 70 minuti ha avuto il pallone tra i piedi senza mai riuscire a cavare un ragno dal buco. Spalletti avrebbe dovuto prendersela con se stesso Non succede spesso, ma nel calcio a volte capita: parlo di allenatori che finiscono nel pallone - poco lucidi, poco sereni, poco presenti a se stessi - al punto da costringere la società a esonerarli anche dopo un pareggio o addirittura una vittoria. Non succede spesso, dicevo, ma è capitato anche in club di altissimo livello come ad esempio all’Inter con Mazzarri e al Milan con Giampaolo. Il 9 novembre 2014, al termine di Inter-Verona 2-2, non sapendo in che modo giustificare l’ennesima prestazione deludente dei nerazzurri Walter Mazzarri, allenatore dell’Inter, inanellò a favore di telecamere una serie di scuse culminate con la celebre frase passata alla storia: “E poi ha cominciato a piovere”, come se la pioggia - ammesso che costituisca ostacolo - fosse caduta in testa solo ai giocatori dell’Inter e non a quelli del Verona, a significare che più sfortunata di così l’Inter non avrebbe potuto essere: quindi nessuna colpa dei giocatori e men che meno dell’allenatore. A stretto giro di posta Mazzarri venne licenziato. Il 6 ottobre 2019, al termine di Genoa-Milan 1-2, una partita che il Milan sia pure a stento aveva comunque vinto, Marco Giampaolo si presentò davanti a microfoni e telecamere dicendosi felice del fatto che il Milan avesse portato a casa la vittoria nonostante l’ultima parte di partita giocata con un uomo in meno per l’espulsione di Calabria avvenuta al minuto 79. Frase che lasciò tutti allibiti perchè con l’uomo in meno - gli venne fatto notare - aveva giocato per buona parte della partita il Genoa che al minuto 55 si era visto espellere Biraschi. Dall’espressione sorpresa del tecnico tutti capirono che Giampaolo, da settimane nell’occhio del ciclone per il pessimo avvio di stagione del Milan, del Genoa rimasto in dieci non s’era nemmeno accorto per il nervosismo parossistico che lo divorava. All’indomani Maldini e Boban lo esonerarono. Direte: due amarcord curiosi e singolari. Ma che ci azzeccano - per dirla alla Di Pietro -con l’attualità del nostro calcio? Ci azzeccano molto. Perchè non so voi, ma vedendo la sceneggiata di Spalletti nel dopo Cagliari-Juventus 1-1 e ascoltando il suo racconto del faccia a faccia avuto col collega Pisacane del Cagliari (“Gli ho detto che sono bravi, ma bravi anche a perdere tempo”), a me sono tornati in mente come riflesso pavloviano la pioggia di Mazzarri e l’uomo in meno - che in realtà era l’uomo in più - di Giampaolo; due allenatori che avendo smarrito ogni briciolo di lucidità si erano messi a straparlare senza nemmeno rendersi conto dell’enormità di quel che dicevano. Il messaggio che Spalletti domenica ha inteso far passare è che se la Juventus non era riuscita a vincere contro il Cagliari era perchè il Cagliari si era comportato in modo antisportivo perdendo tempo e quindi danneggiandola. Il che avrebbe magari potuto essere vero nella partita giocata all’Unipol Domus nel campionato scorso, vinta dal Cagliari 1-0, quando il regolamento era diverso e le perdite di tempo di tipo ostruzionistico non erano ancora sanzionate. Si dà però il caso che a partire del Mondiale giocato in USA in estate l’IFAB, al fine di scoraggiare e punire questi tempi morti che riducevano il tempo effettivo spezzando i ritmi della partita e guastando lo spettacolo, è intervenuta con tre importanti modifiche del regolamento entrate subito in vigore in tutti i Paesi del mondo. Sostituzioni. Il giocatore sostituito deve abbandonare il campo nel tempo massimo di 10 secondi. Se non rispetta il tempo limite, il subentrante non ha il permesso di entrare e la squadra resta con un uomo in meno, temporaneamente, per un minuto di gioco. Rinvii e rimesse laterali. Per evitare perdite di tempo nei rinvii dal fondo e nelle rimesse laterali, l’arbitro esegue un conto alla rovescia visivo di 5 secondi. Sui rinvii dal fondo il mancato rispetto del tempo massimo per la ripresa del gioco comporta l’assegnazione di un calcio d’angolo a favore della squadra avversaria; sulle rimesse laterali, la rimessa viene invertita dandola alla squadra rivale. Infortuni. Se un giocatore rimane a terra e il gioco viene interrotto per consentirne il soccorso dopo l’infortunio patito, il giocatore infortunato deve attendere fuori dal campo per un minuto prima di poter rientrare in partita. Il minuto di attesa non si applica in cinque casi che costituiscono eccezioni: se il giocatore è un portiere, per gravi scontri di gioco tra due compagni di squadra, per colpi ricevuti alla testa, per infortuni dovuti a falli sanzionati col cartellino giallo o rosso e se il giocatore infortunato è designato a calciare un rigore appena assegnato. Ora, fatta chiarezza sulle modifiche regolamentari che tanto successo hanno riscosso in ogni parte del mondo, la prima cosa da dire è che in Cagliari-Juventus non c’è stata una sola, dicesi una sola infrazione ad alcuna di queste regole: nè da parte della Juventus nè da parte del Cagliari. A partita in corso Pisacane ha proceduto alla sostituzione di quattro giocatori, Massolin, Mendy, Danel Maldini e Obert usciti tutti dal campo rispettando il lasso di tempo di 10 secondi: nell’interesse della squadra che altrimenti avrebbe giocato per un minuto con un uomo in meno, cosa che qualunque allenatore vuole naturalmente evitare. Allo stesso modo non c’è stata alcuna perdita di tempo sulle rimesse laterali e sui rinvii dal fondo che il Cagliari ha eseguito rispettando il limite dei 5 secondi; e ancora non c’è stato alcun giocatore rimasto a terra rendendo necessari la sospensione della partita e il soccorso dello staff medico, fatti che avrebbero comportato l’uscita dal campo del giocatore infortunato per un minuto alla ripresa del gioco. Accusando il Cagliari di aver voluto perdere tempo Spalletti ha raccontato quindi una bugia totale muovendo al collega un’accusa palesemente infondata. La squadra di Pisacane domenica non ha mai perso tempo e l’ha fatto semplicemente perchè non era nel suo interesse. E se mai avesse cercato di farlo nel flusso della partita, passandosi continuamente la palla o cercando di mantenerne il possesso vicino alla bandierina come fanno le squadre che si ritrovano in vantaggio nei finali di partita, ne avrebbe avuto tutto il diritto visto che il regolamento non lo vieta e avendo la squadra avversaria modo e possibilità di contendergli e rubargli palla. In realtà, nemmeno questa contingenza si è verificata visto che il possesso palla è stato per il 72% della Juventus, il che significa che per tre quarti di partita il pallone era nei piedi dei giocatori di Spalletti. Ed è qui, come si dice, che casca l’asino. Perchè se è vero, come chiunque può verificare, che il Cagliari non è ricorso ad alcuna perdita di tempo (mai nelle sostituzioni, mai nelle rimesse e nei rinvii dal fondo, mai per giocatori rimasti a terra per infortunio) e se è vero che per tre quarti di match il pallone è rimasto nei piedi dei giocatori della Juventus, forse le perdite di tempo che tanto hanno fatto arrabbiare Spalletti sono i 70 minuti in cui i suoi giocatori si sono passati la palla l’un l’altro senza costrutto, senza creare pericoli, senza tirare in porta; mentre le poche volte in cui il possesso era del Cagliari, il Cagliari la palla la faceva viaggiare così veloce da mandare in tilt la difesa juventina come nell’azione da flipper del gol del vantaggio segnato da Maldini. “E poi ha cominciato a piovere”, disse Walter Mazzarri precipitato nel buco nero di non saper più quale scusa inventarsi. “E poi il Cagliari ha cominciato a perdere tempo”, ha detto Spalletti precipitato nel buco nero del non sapere a quale santo appigliarsi per giustificare l’ennesimo flop. Un comportamento disdicevole e poco onorevole agito da un allenatore esperto e navigato nei confronti di un collega giovane e alle prime armi che senza alcuna colpa si è visto espellere per non aver fatto niente. Per come la vedo io sarebbe il caso che Luciano Spalletti si cospargesse il capo di cenere e chiedesse scusa: a Pisacane in primis e poi ai tifosi della Juventus e a tutti gli sportivi. Per evitare che le cose peggiorino e che anche su di lui cominci a piovere. Anzi a diluviare. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo
— Paolo Ziliani (@ZZiliani) October 13, 2026
