Amisani: “Allegri può rilanciarsi in una piazza come Napoli. Anche al Cagliari, all’inizio, partì con cinque sconfitte consecutive…”
Il giornalista del Corriere dello Sport, il cagliaritano Giuseppe Amisani, è intervenuto come ospite a Radio Tutto Napoli.
Si è discusso di Massimiliano Allegri e del suo approccio tattico. Dal 4-3-1-2 ai tempi del Cagliari fino ai risultati ottenuti con i grandi club, ci si è chiesti se il tecnico sia cambiato nel tempo o se sia rimasto ancorato a idee più tradizionali. Amisani ha spiegato che molto dipende dai giocatori a disposizione e dalla struttura della rosa. Ha citato il Milan recente come esempio particolare, con campioni di livello assoluto ma anche diversi adattamenti tattici.
I singoli
Su alcuni singoli, ha sottolineato: “Credo che molto dipenda anche dalla rosa che hai a disposizione. Il Milan di quest’anno era particolare: al di là dei giocatori di altissimo livello, come Modric, che puoi sempre schierare senza discussioni, c’erano anche elementi adattati in alcuni ruoli. Prendi Leão: non lo vedo come un giocatore in grado di reggere da solo il peso dell’attacco. Se lo metti in condizioni di ripartire, è devastante - mi ricorda, con le dovute proporzioni, il nostro Suazo dei tempi d’oro: velocissimo, tecnico, imprendibile. Ma quando deve giocare spalle alla porta o in situazioni di duello fisico e gioco aereo, non è il suo contesto ideale. Quindi molto dipende da come costruisci la squadra”.
Si è poi parlato di Allegri a Napoli. Secondo Amisani, una piazza come quella partenopea potrebbe rappresentare un’occasione ideale per rilanciare sia l’allenatore sia il progetto tecnico del club, a patto di avere pazienza nei tempi di crescita.
Allegri al Napoli
“Si, credo che una piazza come Napoli, per come è strutturata e per l’ambiente che la circonda, possa essere ideale per rilanciare sia le ambizioni dell’allenatore sia quelle del club. Ovviamente serve tempo. Anche al Cagliari, all’inizio, partì con cinque sconfitte consecutive: nessuno si aspettava un percorso del genere, ma poi la squadra cambiò volto e iniziò a giocare bene, divertendo. Non credo che Allegri si sia “arrugginito” o abbia perso entusiasmo: semplicemente ha bisogno della giusta scintilla per ripartire. È in una fase di mezzo della carriera, non più giovanissimo ma nemmeno “vecchio”, e questo lo costringe a stare sempre sul pezzo. Però ha tutte le qualità e la personalità per farlo”.
