Antonio Criniti: "Cagliari, bene la salvezza, ma resta la triste consapevolezza che tutti gli anni dobbiamo augurarci di trovare tre squadre peggiori di noi. Verona, Pisa e Cremonese erano degne della serie C. Su Kiliçsoy..."
Non usa certo giri di parole Antonio Criniti, ex attaccante rossoblù interpellato da Tuttocagliari.net, nel giudicare la stagione appena conclusa dal Cagliari di Fabio Pisacane: “La salvezza è un traguardo importante, ma resta l’amara consapevolezza che tutti gli anni dobbiamo sperare che ci siano tre squadre peggio attrezzate di noi. E parliamoci chiaro: il Verona, il Pisa e la Cremonese erano tre compagini degne della serie C”.
Antonio, che bilancio si può azzardare circa il campionato del Cagliari, chiuso al quattordicesimo posto e a quota 43 punti?
“Naturalmente è molto positivo il fatto di aver raggiunto la salvezza. Detto questo, purtroppo noi tifosi non possiamo mai sperare che il Cagliari allestisca una squadra di medio-alto livello. In buona sostanza, per salvarci la pelle dobbiamo sempre augurarci di trovare tre compagini peggiori della nostra. Questo è il nostro destino. Non abbiamo una società che sia in grado di aspirare a traguardi più nobili o, perlomeno, di garantire una salvezza tranquilla e spensierata. Un grande peccato per una piazza come quella isolana…”
Secondo lei quali sono stati i punti di forza del Cagliari di Pisacane e quali, invece, i difetti da correggere in vista dell’anno prossimo?
“Non mi è piaciuta la fase difensiva. E, lo scriva pure, non mi piace per niente Yerry Mina. Io giudico un calciatore a trecentosessanta gradi, e il colombiano ha un atteggiamento sbagliato nei confronti degli avversari. Manca di fair play. Piuttosto, il nostro grande punto di forza è stato il portiere: Caprile ha disputato un grande campionato. Paradossalmente è andato benino anche il centrocampo, col riadattamento di Gaetano al ruolo di regista. Là davanti invece abbiamo faticato. Tra l’altro, proprio non capisco cosa sia successo con Kiliçsoy, un attaccante che aveva fatto intravedere qualcosa di buono e che poi è completamente sparito dai radar. Le voci secondo cui fosse sovrappeso o non avesse legato con i compagni a mio avviso sono solo sciocchezze… anche perché era sovrappeso già quando giocava. Purtroppo nel calcio di oggi le decisioni non vengono più prese in base alle evidenze del campo: contano di più questioni meramente burocratiche o gestionali che poco hanno a che fare col calcio giocato. Qualcuno ha stabilito che il turco non dovesse più vedere il campo, punto e basta. Ma allora perché l’abbiamo acquistato? L’avremmo dovuto valorizzare e ‘coltivare’, non mettere da parte. A quel punto sarebbe stato meglio rispedirlo al mittente a gennaio.
In definitiva ribadisco: bene la salvezza. I 43 punti li abbiamo fatti e va dato atto ai giocatori e al mister di aver migliorato i piazzamenti in classifica ottenuti negli ultimi anni. Ma ricordiamoci anche che Verona, Cremonese e Pisa, le nostre principali dirette concorrenti, erano praticamente squadre di serie C.”
