Bruno Corda: "Cagliari, campionato non scintillante come viene raccontato. Ci si salva per le disgrazie altrui"

Bruno Corda: "Cagliari, campionato non scintillante come viene raccontato. Ci si salva per le disgrazie altrui"TUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba

Il giornalista Bruno Corda, è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per analizzare la stagione del Cagliari, con i rossoblù vicini alla salvezza a quattro turni dal termine del campionato. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net:

Traguardo quasi raggiunto o raggiunto? Scongiuri a parte, come vogliamo metterla?

“Ho fatto una scommessa con Gigi Piras, con cui conduciamo una trasmissione qui in Sardegna. Io davo 35 punti come quota sicurezza, Gigi Piras puntava sui 37. Quindi pagherà la cena, perché mi dispiace per gli amici di Lecce e Cremonese, ma una delle due non arriverà a 35 punti”.

Qual è quindi la quota salvezza secondo te?

“Questa è una tabella che ci siamo fatti considerando il percorso del Cagliari, con queste vittorie importantissime: lo scontro diretto vinto in casa contro la Cremonese e soprattutto la clamorosa vittoria dell’altro giorno contro l’Atalanta”.

Il Cagliari adesso ha 36 punti, la Cremonese è a 28 e mancano quattro turni. Insomma, ci siamo?

“Per il Cagliari sì. Però non è stato quel campionato: gli ultimi due risultati possono ingannare, ma il campionato del Cagliari non è stato così scintillante come viene un po’ raccontato. Noi ci siamo sentiti all’inizio del campionato, quando fu annunciato l’ingaggio di Pisacane, e allora parlavamo di una scommessa, di un azzardo. In effetti, nelle prime quattro partite il Cagliari conquistò addirittura sette punti. Era partito molto bene e in qualche modo siamo rimasti tutti incantati. Purtroppo, però, le cose non procedono bene, perché nelle successive sei partite conquista appena due punti su dodici e chiude il girone d’andata a una media di un punto, con 19 partite e 19 punti, grazie ai pareggi contro le grandi, il Como, la vittoria contro la Roma in casa e quella in trasferta a Torino. Questo risultato, in qualche modo, inganna la società cagliaritana. Inizia il calciomercato e, vista la quota, dopo le prime quattro partite del girone di ritorno con la sconfitta di Genova, ma anche la vittoria contro la Juventus, quella contro la Fiorentina e il 4-0 al Verona, la società cede il pezzo forte della difesa, Luperto, proprio a una diretta concorrente come la Cremonese. E lì arrivano le note dolenti, perché scoppia lo spogliatoio. Arrivano due punti in otto partite: due soli pareggi, con la Lazio in casa e con il Parma fuori, ma anche sei sconfitte. Alla trentunesima il Cagliari ha 30 punti e le dirette concorrenti, Lecce e Cremonese, sono molto vicine. Ci sono grossi problemi: abbiamo citato Luperto, la cui partenza ha sconquassato in qualche modo il reparto difensivo, ma vengono ignorati Mazzitelli e Kilicsoy, che era stato protagonista nel mese di gennaio delle grandi vittorie contro Juventus, Fiorentina e Verona. Viene accantonato anche Zappa, che era un punto fermo del Cagliari. È una situazione molto difficile, che viene risolta con la vittoria in casa contro la Cremonese. Poi arriva la sconfitta di San Siro contro l’Inter, ma quella ci può stare. Però da 30 punti, quando sei vicinissimo alla zona salvezza, arrivano sei punti in due partite in dieci giorni. Ecco, cambia un po’ la storia di questo finale di stagione: si passa dalla paura, dal terrore e quasi dall’esonero di Pisacane, a una situazione molto diversa. Perché è chiaro che se fai due punti in otto partite, in un momento così delicato del campionato, il rischio è forte”.

Pisacane, visto quanto accaduto, merita una riconferma se tutto andrà in questa direzione? O potrebbero esserci scossoni?

“Guarda, lo scorso anno mi chiedesti la stessa cosa per Davide Nicola. Grande trionfo, salvezza conquistata da questo allenatore, e io raccontai che invece Davide Nicola non sarebbe stato assolutamente confermato. Fu una sorpresa un po’ per tutti e abbiamo visto poi come sono andate le cose. In questo momento si può anche confermare Pisacane, perché comunque non dimentichiamo che salva il Cagliari e questo è il traguardo più importante. Fortuna o non fortuna, se non hai fortuna nel calcio non ottieni risultati. A suo merito c’è sicuramente l’esordio di tre o quattro giovani della Primavera: Paul Mendy, autore di questa straordinaria doppietta contro l’Atalanta, Liteta, un altro giovane con poche apparizioni, e Idrissi, forse quello più certo come rendimento, anche se l’infortunio lo ha frenato. Il futuro oggi, con una salvezza praticamente raggiunta a mio giudizio, è determinato dagli americani. La parola d’ordine è: cosa ci sarà nel futuro? Ormai si parla di stadio e di un futuro rappresentato da Maurizio Fiori, un sardo, un cagliaritano, un tifoso del Cagliari che vive in America e che rappresenta un gruppo di investitori americani. Per lo stadio sembra che ormai sia tutto a posto, ci sarà la costruzione del nuovo impianto. Ma avere lo stadio e non avere una squadra competitiva non basta. Tutto passerà da lì. A fine maggio ci sarà quasi certamente il passaggio di consegne: Giulini lascerà il 90% della proprietà agli americani. Quindi in questo momento parlare di futuro è impossibile. Dobbiamo solo sperare, perché da troppi anni i tifosi del Cagliari vivono nella speranza. Devono tifare per gli avversari, perché si vince per le disgrazie degli altri e ci si salva per le disgrazie degli altri”.

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