Cagliari, presentato il Settore Giovanile 2026/27. Melis: “In Prima squadra ci sono otto calciatori cresciuti nel vivaio”

Cagliari, presentato il Settore Giovanile 2026/27. Melis: “In Prima squadra ci sono otto calciatori cresciuti nel vivaio”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Paparusso
Oggi alle 16:30Primo piano
di Martina Musu

È andata in scena all’Unipol Domus la presentazione del Settore Giovanile del Cagliari per la stagione 2026/27. Un appuntamento che ha riunito le dieci formazioni rossoblù, dall’Attività di Base fino all’Under 20, insieme ai rispettivi staff tecnici e dirigenti.

Oltre 250 giovani calciatori hanno occupato uno spicchio della Main Stand dello stadio, dando vita a un momento dedicato non soltanto alla nuova stagione, ma anche al percorso di crescita del vivaio e al suo rapporto con la Prima squadra.

Nel corso dell’evento sono intervenuti l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Club, Stefano Melis, il Direttore del Settore Giovanile Massimiliano Canzi e il Responsabile dell’Attività di Base e della Cagliari Football Academy, Mattia Belfiori. Presente anche il Coordinatore Tecnico del Settore Giovanile, Oscar Erriu.

Tra i protagonisti della giornata anche Nicola Grandu, cresciuto nel vivaio rossoblù e arrivato fino alla Prima squadra, che ha recentemente rinnovato il proprio contratto con il Cagliari.

Ad aprire gli interventi è stato Stefano Melis: “Avervi tutti insieme qua, dall’Under 20 fino all’Attività di Base, con i rispettivi staff è davvero bello e particolarmente di impatto. Questo è un appuntamento a cui teniamo sempre tanto, vi porto i saluti di tutto il management del Club, a tutti voi va l’in bocca al lupo per la stagione”.

L'AD e DG rossoblù ha poi sottolineato il ruolo centrale del vivaio nel progetto del club: “In generale è un bel momento nel nostro percorso di crescita come Club. Ci godiamo la classifica della Prima squadra, non ce la aspettavamo, ma tutto è frutto del lavoro. Un lavoro che parte da lontano, che ha radici profonde nel nostro Settore Giovanile, da cui sono partiti tanti ragazzi per arrivare a giocare “con i grandi”, qualcosa che a noi sta molto a cuore. Pensate che oggi nella rosa della Prima squadra ci sono ben otto calciatori che arrivano dal Settore Giovanile. Un risultato di cui andiamo orgogliosi e che, di certo, poche squadre in Serie A possono vantare. E un’ulteriore dimostrazione dell’importanza del lavoro portato avanti sul nostro Settore Giovanile arriva dall’aver scelto come direttore Max Canzi: lo abbiamo fortemente voluto, è un sardo di adozione, conosce bene la realtà e rappresenta per noi un valore aggiunto”.

Ha quindi preso la parola Massimiliano Canzi, che ha evidenziato l'importanza del percorso comune tra tutte le categorie del settore giovanile: “Mi unisco alle parole dell’Amministratore Delegato, Stefano Melis. È davvero bello vedervi oggi qui tutti insieme, è una precisa scelta che abbiamo preso con il Coordinatore Tecnico del Settore Giovanile, Oscar Erriu. Ci siete tutti: dall’Attività di Base, quelli di voi che indossano per la prima volta questa maglia, all’Under 20, la punta dell’iceberg di questo meraviglioso Settore Giovanile. È un bellissimo colpo d’occhio”.

Canzi ha poi rivolto un messaggio ai giovani calciatori e agli allenatori, insistendo sui valori da trasmettere oltre al risultato sportivo: “I più piccoli vedono nei più grandi un esempio, dei ragazzi che stanno arrivando alla fine di un percorso, a cui manca un piccolo passo per riuscire a fare di una passione la loro professione. Ai più grandi dico: ricordatevi di quando eravate voi quei bambini e sognavate come loro di diventare dei calciatori. Non dimenticatevi mai da dove siete partiti, perché se c’è la possibilità di arrivare a realizzare quel sogno, lo farete solo attraverso la passione e il lavoro. Ai nostri tecnici: allenare nel settore giovanile non è come allenare i grandi. E ricordiamoci sempre che, oltre il risultato, abbiamo dei valori da portare avanti. Il nostro Settore Giovanile è sempre stato caratterizzato da un forte senso di appartenenza, nei giocatori e nei tecnici: ne abbiamo tanti che hanno giocato nel Cagliari, hanno fatto il Settore Giovanile. È un valore da trasmettere. Tutte le nostre squadre devono essere caratterizzate da un unico spirito: rappresentiamo un Popolo. Questo significa dare sempre il massimo, non sbagliare mai l’atteggiamento, portare in giro con orgoglio l’immagine del nostro Club. Sono fiero e onorato che mi sia stato affidato questo ruolo. Mi è stata data la grandissima possibilità, sognavo di ritornare qui un giorno, mi sento uno di voi”.

Spazio anche alle parole di Mattia Belfiori, Responsabile dell’Attività di Base e della Cagliari Football Academy: “Anche a me fa piacere vedervi tutti qui radunati, è un motivo di grande soddisfazione. In questi anni ho visto passare per il nostro vivaio tanti bambini, diventati poi ragazzi, uomini e anche calciatori. Il consiglio che mi sento di dare a tutti voi: intanto continuate a divertirvi, sempre. Non smettete di sognare, fate sempre il massimo, metteteci sempre tutto l’impegno: perché a volte i sogni si realizzano. E Nicola, che è con noi oggi, ne è l’esempio. Ai tecnici, agli staff, ai dirigenti: ricordiamoci che abbiamo una grande responsabilità, far crescere al meglio i nostri ragazzi. Loro si affidano a noi, siamo il loro punto di riferimento. Buona stagione a tutti”.

A chiudere gli interventi è stato proprio Nicola Grandu, prodotto del vivaio rossoblù e oggi parte della Prima squadra: “Per diventare un calciatore occorre fare tante rinunce, sacrifici. Il mio consiglio? Intanto quello di dare sempre tutto. Non permettete poi mai a nessuno di dire che non ce la farete. Fondamentale è il comportamento: il rispetto delle regole, dei compagni, del mister e dello staff. Far parte del Cagliari è un onore ma anche una responsabilità: ovunque andiate, ricordatevi, rappresentate questo Club, i suoi valori. È un orgoglio indossare questa maglia. Ce lo ricordano anche i tifosi, che per venire a vederci giocare, sostenerci, fanno tanti chilometri. E non c’è stadio in Italia, ma anche all’estero, dove, alzando gli occhi verso le Tribune, non vediate bandiere e sciarpe rossoblù. E questo non è solo motivo di grande orgoglio, ma ti dà un’enorme carica e motivazione”.