ESCLUSIVA TC - ANDREA PISANU: "Il Cagliari è in palese difficoltà: pesano soprattutto i tanti gol subiti. Ma è inutile fare processi: occorre compattarsi e continuare a crederci. Ranieri? Schiera le formazioni che ritiene più competitive"
Tanta fiducia, una sana iniezione di ottimismo e l’unione di intenti totale col pubblico cagliaritano, per ritrovare quella compattezza all’interno della squadra e con l’ambiente circostante che è imprescindibile per raggiungere i propri obiettivi. Pur nella consapevolezza dell’oggettiva difficoltà e delicatezza del momento – per la verità piuttosto prolungato – che i rossoblù stanno attraversando.
È la ricetta di Andrea Pisanu, ex enfant prodige del calcio isolano, per rialzare la testa e presentarsi alla ripresa del campionato con rinnovata determinazione e cattiveria.
Andrea, come possiamo analizzare queste prime otto disastrose giornate in cui, ad essere sinceri, praticamente nulla è girato per il verso giusto?
“Va detto, a onor del vero, che il Cagliari ha finora incontrato molte formazioni che hanno obiettivi ben diversi da quelli dei sardi. Ciò premesso, la squadra è sicuramente in difficoltà. Anche perché proprio non riesce a vincere una partita, e questo potrebbe iniziare a pesare dal punto di vista psicologico. Per fortuna il campionato è appena iniziato, e a ben vedere i rossoblù sono a una sola vittoria dalla quota salvezza. Quello che conta adesso è ricompattare il gruppo e l’ambiente, per capire come intervenire in vista della ripresa del torneo. Non è per niente facile, ma è fondamentale non perdere autostima ed equilibrio.
Il Cagliari quest’anno, mi sembra chiaro, deve avere in testa solo ed esclusivamente la salvezza. Quello deve essere il suo obiettivo e la sua ossessione. Il mister magari adesso si sente anche lui responsabile, ma è esattamente la persona giusta per raddrizzare questo sfortunato avvio di stagione. Mi ha fatto piacere che il pubblico dell’Unipol Domus abbia compreso il momento di grande difficoltà del gruppo e che, soprattutto, sia consapevole della necessità di sostenere e aiutare i giocatori. In questo periodo Nandez e compagni stanno cercando di fare del loro meglio: non ha senso improvvisare processi o puntare il dito contro calciatori, società e guida tecnica. Bisogna aspettare, continuare a credere nella salvezza, lavorare e ricominciare a fare punti. Poi a gennaio, eventualmente, si interverrà sul mercato per ritoccare l’organico.”
Andrea, lei che è un allenatore avrà notato che c’è un serio problema di organizzazione di gioco in questo Cagliari. Spesso gli attaccanti vengono innescati con inutili e imprecisi lanci lunghi, il centrocampo distrugge ma costruisce pochissimo, non si vince quasi mai una seconda palla e la difesa fa acqua da tutte le parti. Da cosa dipendono a suo avviso tutte queste criticità?
“L’aspetto che lascia più perplessi e che preoccupa maggiormente è la facilità con la quale il Cagliari subisce gol. La serie A non ha veramente nulla a che vedere con la serie B. Ci sono molti avversari qualitativamente superiori ai sardi. Bisogna individuare in fretta le contromosse da attuare per migliorare la fase difensiva. Era logico che ci sarebbe stato bisogno di un periodo di adattamento al massimo campionato: ancora oggi i rossoblù devono capire chiaramente chi sono e cosa possono/devono fare.
Quel che è certo è che non si può pensare di riproporre in serie A il modo di giocare che si adottava in cadetteria. Non funziona così. Prima lo si capirà e prima si metteranno in pratica i doverosi correttivi. E prima, naturalmente, si comincerà a vincere qualche partita.”
In una situazione del genere, in cui non si producono punti ma non si produce neanche gioco, il mister è direttamente responsabile o è l’organico della squadra che, ora come ora, appare troppo debole e inesperto per ben figurare ai massimi livelli?
“Ranieri è un ottimo allenatore e una grande persona. Anche dopo la gara contro la Roma ci ha messo la faccia e si è assunto ogni responsabilità. D’altro canto, non si può pensare che un team che viene promosso all’ultimo secondo della finale playoff l’anno successivo vada a salvarsi con dieci giornate d’anticipo in serie A. Non sarebbe il campionato cui è destinata una compagine come quella isolana.
Il mister ora sta cercando di individuare le soluzioni per invertire il trend pesantemente negativo. Quando si sperimenta il rischio è quello di cambiare spesso, e di dare così l’impressione di non avere le idee chiare o di non riuscire a trovare la quadratura del cerchio. Ma è l’unico modo per uscire da una situazione come questa. Del resto Ranieri può seguire, esaminare e giudicare i giocatori tutti i giorni, quindi mette in campo le formazioni a suo parere più competitive e performanti partita per partita. In più si sforza di motivare i ragazzi e di non fargli perdere autostima. Se si smarrisse l’autostima si scenderebbe in campo rassegnati, mentre ci sono ancora tantissime gare da disputare e tantissimi punti in palio. Le sfide che attendono i rossoblù saranno delicate e difficili, ma alla loro portata. Si tratta di essere ancora più uniti e di credere fermamente che, magari anche solo con una vittoria, si possa rompere l’incantesimo e inaugurare una striscia di risultati positivi.”
