ESCLUSIVA TC – Buscaglia (Dazn): “Cagliari, il pareggio non basta più. Per vincere necessario trovare il prima possibile alternative a Lapadula. Questa squadra deve credere di più nei mezzi che ha a disposizione”
Parte da questo pomeriggio la preparazione del Cagliari in vista dello scontro diretto di sabato contro il Parma. Rossoblù che reduci dal pareggio interno con il Frosinone sono ora chiamati al definitivo salto di qualità che passa anche e soprattutto attraverso la ricerca di una soluzione alla sterilità offensiva. L’analisi e il giudizio di Ricky Buscaglia, telecronista di Dazn, intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoCagliari.net.
Che impressioni le ha lasciato Cagliari-Frosinone?
“Risultato giusto tra un Cagliari che ci ha provato soprattutto nel primo tempo e un Frosinone che alla lunga è uscito. Mi ha dato la sensazione che si tratta di due squadre che hanno una grande qualità, vale a dire la solidità difensiva. Il Cagliari l’ha aggiunta e raggiunta mentre il Frosinone l’ha sempre avuta. Ricordo a tutti che il Cagliari non ha perso né all’andata né al ritorno contro chi vincerà il campionato e questo è un messaggio che il gruppo deve recepire per quello che attende i rossoblù da qui alla fine della stagione: la preparazione per i playoff da protagonisti”.
Ennesimo pareggio per il Cagliari. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
“È il classico bicchiere da riempire. È il solito Cagliari di Ranieri. È molto difficile, adesso, fare gol a Radunovic ma è dipendente da Lapadula. Le risorse alternative al numero 9 vanno assolutamente trovate. Ranieri ha pareggiato sette partite, sono tante. È però una filosofia che alla lunga paga ed è grazie a questa che il Cagliari ha rimontato in classifica e adesso è in posizione playoff. Io non penso sia semplice battere il Frosinone, non lo è per il Cagliari, non lo è per nessuno ma se si vuole azzardare a prendere almeno la quarta piazza – visto il rallentamento del Sudtirol – saltare un turno di playoff e andare dritto in semifinale anche con il fattore campo devi vincere. E per vincere è necessario trovare il prima possibile alternative a Lapadula”.
La soluzione alla sterilità offensiva potrebbe risiedere esclusivamente nel recupero di Pavoletti oppure Ranieri potrebbe utilizzare qualche altra alternativa?
“Gli uomini sono questi. Sicuramente il ritorno in campo di Pavoletti aggiunge pericolosità al Cagliari, questo è indubbio. Non rimarrei meravigliato nel vedere in alcune partite anche qualche stratagemma tattico da parte di Ranieri, magari non più il rombo ma il classico 4-4-2 con il ritorno di Luvumbo dal primo minuto. Si possono pensare diverse alternative ma è evidente che stiano mancando Pavoletti, Falco, che adesso mancherà Mancosu. Non è semplice ma siamo allo sprint finale. In Serie A ci si arriva vincendo le partite, il pareggio non basta più”.
L’infortunio di Mancosu (ancora da valutare) potrebbe portare a un cambio di modulo? Quanto potrebbe pesare ora l’assenza del numero 5?
“Mancosu è determinante, è l’uomo in più. Non lo vedevo così bene dai tempi della promozione del Lecce con Liverani. È evidente che al di là del suo stato di forma e di salute senta proprio la maglia. Questo infortunio ora va analizzato, va capito per quanti giorni resterà fuori. In quella zona è così determinante da far pensare: è il caso di insistere con quel modulo o vista la sua assenza si può cambiare? Qui deve pensarci Ranieri”.
Cosa pensa di Dossena e come giudica l’ormai consolidata intesa con Obert?
“Dossena è la rivelazione dell’era Ranieri, è l’uomo su cui ha puntato subito, un giocatore assolutamente affidabile per la categoria. Con Obert si completano molto bene. Anche Goldaniga, però, è un giocatore che va tenuto in grande considerazione. Con Ranieri il Cagliari è diventato estremamente solido, era un’emorragia da fermare, la base da cui partire. Il problema ora non è lì ma sull’altro lato dal campo, è cercare di fare gol e di vincere le partite”.
Il Cagliari risulta essere troppo dipendente da Lapadula. È evidente che manchi il contributo degli altri attaccanti e dei centrocampisti.
“Assolutamente. Non è solo un problema degli attaccanti. Fa strano vedere Nandez ancora senza reti, Deiola ha qualcosa in più da spendere da qui alla fine della stagione. Penso sia più un aspetto mentale che tattico: questa squadra deve credere un po’ di più nei mezzi che ha a disposizione e uscire da quel vincolo ‘palla a Lapadula e qualcosa cosa succede’. Il numero 9 è un lusso per la categoria ma serve altro perché i playoff di quest’anno – visti i nomi, gli avversari, le potenzialità – sono probabilmente tra i più belli di sempre”.
Cosa pensa invece di Luvumbo? La sua prestazione non ha convinto del tutto.
“Secondo me iniziano a conoscerlo. Prima era la novità, non eri in grado di prevedere il suo strapotere fisico. Adesso, invece, gli avversari prendono le contromisure su di lui. Luvumbo è però un’arma che tante avversarie non hanno, il classico talento che va sgrezzato e disciplinato ma estremamente affascinante. Uno con quel passo lì in Serie B non ce l’ha nessuno e va tirato a lucido per la fine del campionato. La stagione ora si divide in due parti: la fase finale di regular season in cui l’obiettivo è prendersi la piazza migliore per i playoff e poi inizia la corsa”.
Cosa aspettarsi dalla trasferta a Parma?
“Un’altra partita rognosa. Il Parma una delle squadre con più profondità offensiva. Il quadro della situazione è evidente: c’è uno strappo alle spalle del Cagliari e del Pisa: dal Palermo in giù iniziano a boccheggiare ma con la vittoria ti assicuri una posizione un po’ diversa. Una partita gustosissima ma, non particolarmente spettacolare. Un gustoso antipasto di playoff”.
Si ringrazia Ricky Buscaglia per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.
