ESCLUSIVA TC - GIGI PIRAS: "Cagliari un po' rinunciatario, il Bologna ha vinto perché ha spinto di più. A centrocampo urgono i piedi buoni per imbeccare gli attaccanti in verticale, ma forse Prati e gli altri non sono ancora pronti."
Un Cagliari in cantiere, da “work in progress”. Con alcuni difetti e lacune che è opportuno sottolineare, ma anche con la prospettiva, nelle prossime giornate di campionato, di assestarsi e di rimettersi prontamente in carreggiata.
L’ex rossoblù Gigi Piras ieri ha seguito la sfida col Bologna, traendone interessanti spunti e considerazioni.
Gigi, come ha visto la squadra al Dall’Ara?
“In realtà ho potuto vedere la partita solo fino all’1-1. Il Cagliari ha sfruttato un errore clamoroso di un difensore del Bologna per passare in vantaggio con Luvumbo. Ha anche provato a giocare, ma nello sforzo di chiudere tutti i varchi ai centrocampisti e agli attaccanti emiliani ha mantenuto un baricentro basso, difendendosi nella sua metà campo. Il gol del pareggio bolognese è arrivato anche grazie a un posizionamento sbagliato di Radunovic e a un’ingenuità della difesa. La rete del 2-1 invece è solo ed esclusivamente un errore del portiere, che è stato anche sfortunato.”
L’ha convinta l’atteggiamento tattico del Cagliari?
“Certamente i sardi mi sono sembrati un po’ rinunciatari, ma questo può essere dipeso da diversi fattori. Innanzitutto Petagna, appena arrivato, ha giocato subito da titolare, ma poi è dovuto uscire all’intervallo a causa – credo – di un affaticamento. Non so Nandez perché sia uscito, ma la sua assenza ci ha fatto abbassare ancora di più perché Di Pardo, ovviamente, rispetto all’uruguaiano ha caratteristiche più difensive.
Il Bologna è una squadra giovane: i suoi giocatori correvano tanto, anche se finché il Cagliari ha saputo chiudere tutti gli spazi si sono dovuti limitare a una serie di passaggi un po’ sterili. Non appena hanno avuto l’opportunità di giocare la palla in verticale hanno segnato, hanno preso fiducia anche con l’ingresso di Orsolini e alla fine hanno vinto la partita, pur se con la complicità dell’infortunio di Radunovic. Il Cagliari ha avuto qualche altra occasione, ad esempio con Sulemana, ma obiettivamente i padroni di casa hanno spinto di più.”
Gigi, un suo parere sull’assetto del centrocampo rossoblù: Ranieri finora ha quasi sempre schierato una mediana votata all’interdizione e alla rottura del gioco avversario, con l’eccezione forse di Makoumbou. Un reparto molto muscolare e poco qualitativo. Non potrebbe essere utile l’inserimento di qualche elemento dai piedi buoni, in modo da migliorare i collegamenti tra il centrocampo e l’attacco?
“Beh, da ex attaccante devo dire che io ho sempre gradito chi sapeva giocarmi la palla in verticale. Il problema, penso, è che oggi come oggi i nostri centrocampisti dai piedi buoni non sono ancora in grado di scendere in campo. Non credo che Ranieri, se Prati avesse potuto giocare, non l’avrebbe gettato nella mischia. Il mister si sta affidando ai giocatori che attualmente stanno meglio sotto il profilo fisico, come aveva fatto l’anno scorso quando era subentrato alla guida della squadra in serie B. Ora avrà davanti a sé una decina di giorni per lavorare con quasi tutti gli effettivi, in vista della partita con l’Udinese. Questo lasso di tempo sarà prezioso anche per rimettere in sesto quegli elementi, specie gli ultimi arrivati, che non sono ancora in buona forma.”
In base alle indicazioni fornite in queste prime tre giornate e alla luce della campagna acquisti ormai conclusa, secondo lei che campionato potrà e dovrà fare il Cagliari?
“Ora come ora abbiamo diversi elementi importanti infortunati. Oltre a Lapadula si è fatto male anche Mancosu, proprio quel tipo di giocatore che, in serie A, potrebbe imbeccare gli attaccanti con palloni filtranti e passaggi illuminanti in verticale. Dando alla squadra quel surplus tecnico del quale parlavamo prima.
Personalmente credo che il Cagliari farà parte del gruppo di quelle sei-sette squadre che lotteranno per mantenere la categoria. Tra l’altro vedo che qualcuna delle ‘piccole’ sta già ottenendo risultati sorprendenti: penso al Genoa che è andato a vincere a Roma contro la Lazio, al Frosinone che ha battuto l’Atalanta e al Verona che ha avuto la meglio sulla Roma. Quindi, a maggior ragione per abbozzare un’analisi credibile ed equilibrata occorre aspettare almeno la decima-dodicesima giornata.”
