ESCLUSIVA TC – Jeda: “Cagliari, ora non hai più scuse. Il cambio di allenatore c’è stato, ora è tutto nelle mani dei giocatori. Ranieri? È l’uomo giusto per risollevare le sorti della squadra”
Riguardo all'attualità in chiave Cagliari, la redazione di TuttoCagliari.net ha intervistato in esclusiva Jeda, ex attaccante rossoblù che ai nostri microfoni ha tracciato il bilancio di questa prima parte del campionato.
Tracciamo un bilancio di questo girone di andata. Cosa non ha funzionato? Su quali aspetti lavorare?
“È una situazione molto difficile. Ho avuto modo di vedere il Cagliari più volte e – devo essere sincero – mi ha destato un po’ di perplessità: ritengo che la squadra non si sia ancora scrollata di dosso il discorso della serie A, non si è ancora calata in tutto e per tutto nella mentalità della categoria. Si vede da come gioca, dall’atteggiamento. Io non giudico l’impegno ma non è quello: la squadra deve rendersi conto che il campionato è molto difficile. Penso, inoltre, che manchino dei giocatori esperti per questa categoria”.
È rimasto deluso dal gioco di Liverani?
“Mi ha deluso per un semplice fatto: mi aspettavo tanto da lui, mi aspettavo che potesse trasmettere al gruppo la giusta mentalità. Mi è dispiaciuto molto, ritengo che Fabio Liverani sia un bravo allenatore. Non vorrei che si sia trovato in mano una squadra incompleta e che non si riuscita, per questo, a darle un’impronta a livello di gioco, mentale e di carattere”.
Una squadra assortita nella maniera errata?
“Secondo me non è stata assortita nella maniera completa. Non è, a mio parere, una squadra che si completa. Singolarmente è una squadra forte ma a livello di squadra manca qualcosa”.
Cosa si aspettava a livello di atteggiamento?
“Che in casa comandasse di più il gioco, che pressasse e facesse più paura agli avversari. Questo atteggiamento, secondo me, non c’è. Non è stato sfruttato il fattore campo, il fattore pubblico: nel momento in cui dimostri di essere una squadra vera, quadrata e forte, la tifoseria ti dà una mano. Quello che è mancato, soprattutto in casa, è stata la squadra”.
L’esonero è arrivato in ritardo rispetto alle prestazioni della squadra?
“Bisognava dare all’allenatore il tempo di poter fare il suo lavoro. Più si andava avanti, però, più non si vedeva alcuna reazione, nessuna scintilla. Non c’è stata quella scossa che il tecnico poteva dare. Col senno di poi sì, l’esonero è arrivato in ritardo ma bisognava dare tempo. Mi spiace che non sia andata bene con Liverani ma, a questo punto, penso che la squadra non fosse adatta per quello che lui chiedeva e voleva”.
Un po’ sopravvalutata?
“Penso di sì. C’è stata una sopravvalutazione dell’organico e una sottovalutazione della categoria e questo è un errore che non si deve commettere. Già l’anno scorso la Serie b era un campionato tosto, quest’anno ancora di più viste le squadre che ci sono”.
Come far scattare la scintilla?
“Al cambio dell’allenatore, che dovrà essere sostenuto dalla società, deve seguire l’arrivo di elementi di esperienza”.
Dove opererebbe?
“In difesa, un pizzico di esperienza, di personalità e di carattere in più possa fare la differenza. Bisogna avere, soprattutto nel reparto difensivo, un giocatore che possa essere una guida”.
Cosa pensa del tanto possesso palla e della difficoltà nella finalizzazione?
“Il nuovo allenatore dovrà essere bravo a valorizzare la squadra che ha in mano e a sfruttare al massimo le caratteristiche dei giocatori della rosa. A Liverani, probabilmente, è mancata questo tipo di visione. Ci sono degli elementi soprattutto da metà campo in su che sono bravi, forti ma che devono tirare fuori la personalità. Il Cagliari non è una squadra qualsiasi”.
Claudio Ranieri è il nuovo allenatore del Cagliari. Le aspettative sono tante, pensa possa essere l’uomo giusto per risollevare le sorti del Cagliari?
“Ranieri è l’uomo giusto. È un allenatore importante, di alto livello. È chiaro che il suo arrivo debba essere accompagnato da richieste importanti, dall’arrivo di elementi che possano dare quella scossa che serve. La società dovrà mettere nelle sue mani gli strumenti per ribaltare la situazione, per lottare fino al fondo e tornare protagonista in Serie A”.
Cosa si aspetta dalla partita con il Cosenza?
“Mi aspetto che la squadra reagisca. Il cambio di allenatore c’è stato, ora è tutto nelle mani e nelle spalle dei giocatori. Le scuse non ci sono e non ci devono essere più. Ora tocca a loro assumersi le proprie responsabilità e cercare di tirarsi fuori da questa situazione”.
Pensa che con il cambio di allenatore e i giusti movimenti sul mercato il Cagliari possa riuscire nel ribaltone?
“La classifica è molto corta, si fa presto ad andare su così come ad andare giù. Il Cagliari, in questo momento, ha bisogno di ritrovarsi come squadra, come gruppo, come uomini e cercare di vincere. Il bel gioco può attendere, ora conta solo vincere. Così si ritrova tranquillità e serenità, così si riportano i tifosi dalla propria parte”.
Si ringrazia Jeda per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.
