ESCLUSIVA TC - LUIGI APOLLONI: "Il Cagliari ha delle qualità importanti: crescerà alla distanza. Con l'Udinese sarà dura, ma i rossoblù hanno tutti i mezzi per vincere e per dare una scossa all'ambiente. In zona Champions occhio alla Fiorentina"

ESCLUSIVA TC - LUIGI APOLLONI: "Il Cagliari ha delle qualità importanti: crescerà alla distanza. Con l'Udinese sarà dura, ma i rossoblù hanno tutti i mezzi per vincere e per dare una scossa all'ambiente. In zona Champions occhio alla Fiorentina"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giovanni Padovani
martedì 5 settembre 2023, 20:19Primo piano
di Matteo Bordiga

Uno dei difensori centrali più solidi e affidabili degli anni Novanta.

Senso della posizione, abilità nella marcatura, stacco di testa e propensione all’anticipo erano le sue caratteristiche principali. Colonna portante del grande Parma di Nevio Scala, è ricordato anche per aver preso parte – quasi per intero – alla finale di Coppa del Mondo del 1994, riuscendo a mettere la museruola all’attacco stellare del Brasile composto da Romario e Bebeto, lasciato a secco da lui e dal resto della retroguardia azzurra.

Luigi Apolloni, oggi allenatore, analizza con rigore e lucidità le prime tre giornate di campionato. Senza dimenticare, ovviamente, che le valutazioni in questa fase iniziale della stagione sono più proiezioni che sentenze.

Luigi, che sensazioni le hanno lasciato questi primi weekend di campionato? Le milanesi sono partite benissimo e sembrano poter dettare legge, mentre le romane – fatta eccezione per il successo della Lazio a Napoli – arrancano e faticano più del previsto.  

“Senz’altro è presto per emettere verdetti, ma è un dato di fatto che le milanesi sono partite in quarta e, tra l’altro, alla ripresa si affronteranno nel derby: quale miglior partita per confermare lo stato di forma ottimale di entrambe?

C’è un po’ di delusione per la Roma, per la Lazio e per lo stesso Napoli, reduce da una brutta sconfitta interna contro i biancocelesti. Ma siamo appena all’inizio della stagione, e certi giocatori possono non aver ancora trovato la condizione migliore. Ciascuno entra in forma più o meno velocemente anche in base al proprio fisico: i calciatori meno prestanti spesso partono a mille e appaiono spigliati e brillanti fin dalle prime giornate, mentre quelli fisicamente più strutturati ingranano più lentamente. Prendiamo ad esempio Lautaro Martinez, che non è un attaccante muscolare o fisicamente imponente e, ora come ora, sembra di gran lunga il centravanti più in palla del campionato. Forse anche grazie, paradossalmente, all’assenza degli ex Dzeko e Lukaku, che ne ha esaltato ancor di più la personalità e l’ha caricato ulteriormente di responsabilità.

In generale all’Inter stanno facendo tutti un ottimo lavoro. Si è creata una grande trait d’union tra la società, il tecnico e i giocatori: tutti sono consapevoli della forza e delle ambizioni di questa squadra, ormai abituata a sognare in grande. Stesso discorso vale per il Milan: sembrava ci potessero essere delle ripercussioni negative dopo l’addio di Maldini, invece la società rossonera è stata bravissima ad accelerare l’integrazione dei numerosi nuovi acquisti e a calarli immediatamente nella mentalità milanista.

Il Napoli, nonostante un avvio in chiaroscuro, va certamente tenuto in considerazione nella lotta per lo scudetto. E io non dimenticherei la Juventus: l’anno scorso Allegri è stato molto bravo a mantenere compatto l’ambiente tra le mille vicissitudini societarie che hanno condizionato la stagione bianconera. Quest’anno la Juve si presenta ai nastri di partenza con ottime credenziali e senza eccessiva pressione: potrebbe dare fastidio alle altre candidate al tricolore.”

Per la lotta a un piazzamento Champions lei vede in prospettiva delle possibili outsider? O Milan, Inter, Juve, Napoli e le romane non avranno avversarie in grado di insidiarle?

“Io farei un pensierino alla Fiorentina. A San Siro ha sbattuto contro un’Inter straripante, ma l’anno scorso è arrivata in finale in due competizioni diverse e Italiano sta veramente facendo un grande lavoro sotto tanti punti di vista. La stessa Atalanta, che pure è partita in chiaroscuro, potrebbe inserirsi e dare fastidio. Come anche l’Udinese: queste sono squadre libere da pressioni, che dunque potrebbero rappresentare delle potenziali mine vaganti, delle variabili impazzite.”

Quale potrebbe essere la rivelazione della serie A? E c’è invece una squadra che potrebbe incontrare delle difficoltà inattese rispetto ai pronostici della vigilia?

“Vado a sensazione: la Roma potrebbe accusare dei problemi nel caso in cui Lukaku tardasse a entrare in forma, e dunque non riuscisse subito a dare quell’apporto offensivo che da lui, terminale di riferimento, ci si aspetta. Senza considerare l’incognita Dybala, che per via degli infortuni è spesso ai box e gioca a singhiozzo.

Per quanto riguarda la possibile sorpresa del campionato, occhio a Lecce e Verona, che hanno iniziato col piglio giusto. Anche se entrambe mirano a salvarsi il prima possibile, sostenute dall’entusiasmo di questi risultati positivi potrebbero diventare delle avversarie scorbutiche anche per le big e, magari, scalare più di una posizione in classifica, ridefinendo i loro obiettivi.”

Luigi, come può essere letto questo avvio di campionato zoppicante del Cagliari di Claudio Ranieri? Sotto il profilo del gioco gli isolani sembrano avere ancora ampi margini di crescita…

“Prima di tutto Ranieri è una garanzia per il presente e per il futuro. Credo che molti giocatori stiano iniziando a capire cos’è la serie A, dopo averla conquistata l’anno scorso in modo meritato ma anche con grande sofferenza. Tuttavia la squadra sarda secondo me ha in rosa degli elementi che le consentiranno di trovare la propria strada e di fare bene alla distanza, collocandosi in una posizione di classifica consona alle sue potenzialità.

C’è chi deve entrare in condizione e chi deve ancora recepire fino in fondo le indicazioni tattiche di Ranieri, ma osservando il Cagliari in campo vedo una formazione con delle qualità. Il che mi porta a pensare che, in prospettiva, possa crescere partita dopo partita. Alla ripresa dopo la sosta in Sardegna arriverà l’Udinese: sarà una gara tosta e complicata, ma da vincere. Ranieri ha a disposizione una decina di giorni per trasmettere la giusta mentalità al gruppo e per calarlo appieno nella dimensione ultracompetitiva della serie A. Ottenere un buon risultato coi friulani significherà fare un pieno di fiducia e di entusiasmo e dare una scossa all’ambiente. I rossoblù hanno tutti i mezzi per riuscirci.”

Una riflessione sull’atteggiamento tattico dei sardi. Nelle prime gare la squadra ha spesso pensato più a spezzare il gioco avversario che a costruire e a proporre iniziative, schierando un centrocampo più quantitativo che qualitativo. Secondo lei è stata una scelta determinata dalla filosofia di fondo del tecnico romano o, piuttosto, dettata dalle esigenze contingenti del momento?

“Domanda difficile. Per rispondere bisognerebbe avere il polso della situazione così come lo ha Ranieri. Secondo me finora lui ha optato per questo atteggiamento perché l’ha ritenuto adeguato in base a quelle che erano le partite e gli avversari da affrontare di volta in volta. Ma, come dicevamo prima, magari i calciatori più muscolari in questo periodo non sono ancora al top della condizione: ingraneranno tra uno o due mesi. In avvio di stagione il mister ha fatto giocare chi gli dava maggiori garanzie, anche se poi non è stato ripagato dai risultati. Ha scelto gli elementi a suo avviso più pronti e più adatti, in base a quello che gli offriva la rosa a sua disposizione, a calarsi nella mischia.

Non penso che l’assetto tattico adottato dal Cagliari nelle prime tre gare fosse figlio di un imprinting specifico dell’allenatore votato al contenimento e alla ripartenza. Credo piuttosto che dipendesse dall’assenza di alcuni elementi importanti e, magari, dal ritardo di condizione di altri. Per cui Ranieri ha dovuto fare di necessità virtù.

Detto questo, a Cagliari basta poco per accendere l’entusiasmo della tifoseria e di tutto l’ambiente. La gente deve incitare i giocatori anche quando le cose non vanno per il verso giusto, per spronarli a dare il cento per cento e per aiutarli a non demoralizzarsi. Quello è l’importante: scongiurare il rischio di sprofondare in una spirale di negatività. Ed è proprio così che il pubblico si trasforma veramente nel dodicesimo uomo in campo: del resto a Cagliari questa è la specialità della casa.”