ESCLUSIVA TC - Prudenti (Helbiz): "Cagliari, squadra fragile e dall'insicurezza cronica. Ranieri? La firma su un contratto di due anni e mezzo significa aver visto una squadra che ha tutte le carte in regola per risalire in serie A e rimanerci"
Il Cagliari chiude una settimana concitata e il 2022, vero e proprio hannus orribilis, con una vittoria che grazie a una prestazione sofferta ma che accompagnata da quel pizzico di personalità in più che tanto si invocava, riporta i rossoblù a meno uno dalla zona playoff. Le fragilità permangono, c’è ancora tanto da lavorare ma l’arrivo in panchina di Claudio Ranieri apre a nuovi orizzonti. L’analisi e il giudizio di Gianluca Prudenti, telecronista di Helbiz Live, intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoCagliari.net.
Che partita è stata? Quali sono state le sue impressioni?
“Il Cagliari, secondo me, ha fatto meglio nel primo tempo. Soprattutto nella prima mezzora sembrava in grado di gestire con relativa tranquillità il Cosenza. Poi, però, le cose sono cambiate e si è visto il solito Cagliari: una squadra molto fragile che comincia bene ma che alle prime difficoltà tende a disunirsi. Ci sarà tantissimo da lavorare perché i nomi, i giocatori ci sono ma manca un po’ tutto il resto”.
Qual è stata, secondo lei, la mossa vincente? Ha visto dei miglioramenti?
“Non ho visto dei grandi miglioramenti. Chiaro che non prendere gol è sicuramente un aspetto positivo ma credo che manchi un raccordo non tanto tra centrocampo e attacco quanto nel far partire l’azione. Credo manchi un po’ di gioco, di idee e soprattutto di sicurezza. Credo che una squadra come il Cagliari, nel momento in cui passa in vantaggio, debba considerare la partita chiusa perché ha una rosa, una potenza di fuoco, una personalità, un blasone per cui non puoi sempre rincorrere. Ci sarà da lavorare molto in difesa ma anche in attacco: quando è entrato Pavoletti le cose sono andate meglio a livello offensivo. Non tanto, magari, per il giocatore in sé quanto per la personalità. Luvumbo non ha fatto male ma ogni tanto, vista l’inesperienza, tende un po’ a pasticciare. Lavorerei maggiormente sul centrocampo”.
La coppia Lapadula-Pavoletti con Falco alle loro spalle, dunque, risulta più efficace?
“Sì, con Falco, Pereiro ma anche Viola, secondo me, potrebbe giocare in quella posizione. Il Cagliari lì ha tante alternative ma Lapadula e Pavoletti, in Serie B, sono imprescindibili. Luvumbo è un’ottima prospettiva, è forte fisicamente, magari dovrà lavorare a livello di tecnica e lucidità ma è un giocatore esplosivo che quando entra al 65’ può fare la differenza”.
Ha parlato prima di insicurezza nel gioco e a livello di personalità: pensa possano essere queste le cause di un girone di andata al di sotto delle aspettative?
“Sì, un’insicurezza cronica. Non è facile scendere dalla A ed essere subito competitivi. Quest’anno sono avanti due squadre che l’anno scorso facevano la Serie B e la conoscono. Il Cagliari è in difficoltà, il Genoa stessa cosa. Secondo me, quando ti cali in questo tipo di realtà, devi metterti nell’ottica che anche se sulla carta sei il più forte devi comunque lottare, andare su ogni pallone. Se non hai quella sicurezza per cui non ti basta il nome ma serve anche un po’ di gioco diventa difficile”.
Quali sono i punti di forza di questa squadra?
“L’attacco, come dicevo prima. Ci sono giocatori esperti, giovani di prospettiva. Il vero punto di forza del Cagliari del 2023 sarà Ranieri: già il fatto che un profilo come il suo abbia accettato la dice lunga sulla profonda e sulla qualità della rosa. Firmare un contratto di due anni e mezzo significa aver visto che la squadra, nonostante qualche carenza strutturale e qualcosa da sistemare, ha tutte le carte in regola non solo per andare in Serie A ma anche per rimanerci”.
Parlando di Ranieri: da dove inizierà a lavorare secondo lei?
“Secondo me sulla testa, sulla mentalità. Questa è la cosa che fino a qui è mancata. Nelle ultime partite ho visto un Cagliari molto fragile a livello psicologico, che fa fatica a reagire. Bisogna migliorare da questo punto di vista, su quella solidità difensiva che dà più sicurezza e tranquillità per andare a giocare come il Cagliari dovrebbe essere in grado di fare”.
Quali saranno, secondo lei, i movimenti di mercato di gennaio?
“Credo ci sia bisogno di un innesto difensivo, un difensore centrale. I numeri dicono questo: a livello di gol subiti il Cagliari non faceva così male dalla stagione 2001/2022. Ho visto un po’ in difficoltà Makoumbou che però, magari, con il cambio dell’allenatore potrà rendere al doppio. Forse bisognerà sfoltire un po’ la rosa ma per il resto la squadra è completa”.
Con la vittoria di ieri il Cagliari si porta a meno uno dalla zona playoff. Crede possa esserci la possibilità di risalire la classifica e competere per i playoff?
“Assolutamente sì. Penso che questa debba essere una certezza per Cagliari e per il Cagliari. Sarà il campo a parlare ma una squadra come il Cagliari non può non competere per i playoff. Credo che il Cagliari debba lottare non solo per questo obiettivo ma anche per rientrare quantomeno tra le prime quattro”.
Si ringrazia Gianluca Prudenti per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.
