ESCLUSIVA TC – Telese: “Eravamo arrivati a un tunnel: nessuna identità, nessuna alchimia. Nel calcio non c’è mai un successo se non c’è una storia. Ranieri arriva per restituire a Cagliari la dignità perduta. Nainggolan? Magari”
Inizia oggi la settimana di allenamenti che porterà alla prima partita del girone di ritorno contro il Como, la prima sfida con Claudio Ranieri sulla panchina del Cagliari. Per l'occasione, la redazione di TuttoCagliari.net ha intervistato in esclusiva Luca Telese, noto giornalista e grande tifoso rossoblù.
Sabato la prima sfida del girone di ritorno. Tracciamo un bilancio di ciò che è successo in questi mesi. Cosa non ha funzionato?
“Non ha funzionato l’alchimia, la cosa più importante. C’è stato un incredibile fenomeno di regressione: giocatori che abbiamo visto e che sapevamo cosa potevano dare e che hanno reso molto peggio. Da un lato affiora un fantasma di questi anni: la rivolta nello spogliatoio, i piccoli golpe, quel dubbio che da Maran in poi si è rivelato vero: quando la squadra non ha voluto un allenatore ha giocato contro. Secondo me, poi, non c’è stata un’identità chiara, una fisionomia, un Cagliari che impostava il gioco bensì un Cagliari che teneva la palla. Non c’era una formazione titolare e questo lo capisco: se hai la fiducia del presidente, provi a cambiare i pezzi ma invertendo i fattori il risultato non è mai cambiato. Eravamo arrivati a un tunnel, con la squadra esausta. Non c’era più niente da provare, era chiaro che la storia fosse finita”.
I giocatori, quindi, hanno mollato la presa?
“Assolutamente sì, i giocatori sono sempre i primi a mollare la presa”.
Cosa pensa della soluzione Ranieri?
“È fantastica. In questi anni abbiamo avuto dei rifiuti eccellenti e ora, invece, un allenatore di standard superiore che in nome di una memoria, per certi versi lontanissima, dice “Torno perché la mia priorità è tornare”. Qual è la condizione migliore per tornare a vincere? Che ci sia una storia perché nel calcio non c’è mai un successo se non c’è una storia. Ranieri arriva qui con la storia bellissima del Leicester, con la storia bellissima del Cagliari che parte dall’inferno e ritorna nella gloria”.
Per scrivere una nuova storia.
“È bellissimo che lui scelga di chiudere questa memoria di trofei, di vittorie bellissime e che la metta a rischio per chiudere la sua carriera non con un ottimo campionato alla Sampdoria ma con un ritorno di fiamma per restituire a Cagliari la dignità perduta in questi anni. Si va all’Unipol Domus non più e non solo per tifare una squadra ma a vedere un grande romanzo del Novecento. Questa è una storia novecentesca fatta non di ingaggi, di clausole rescissorie. È l’ultima grande storia di un secolo che è finito".
Come cambierà il Cagliari?
“Non so se giocherà a quattro o a tre. Francamente, mi sembra un falso problema. Credo che il Cagliari di Ranieri cambierà perché diventerà una squadra un po’ più anglosassone. Come Manzoni risciacquò i Promessi Sposi nell’Arno, lui risciacquerà il campionato della serie B italiana nell’essenzialità anglosassone, senza fronzoli ma con grande capacità di lavoro sulle persone. Penso che Ranieri sarà questo qualunque cosa accada, la squadra non si perderà mai. Io credo molto nella forza del racconto, non abbiamo di fronte dei ciclopi bensì delle squadre a volte diligenti e ordinate ma che non hanno questo. Laddove c’è il racconto, c’è la vittoria e sono sicuro che Ranieri tutto questo lo farà”.
Si è parlato molto spesso di un Cagliari senza leader. Crede nel ritorno di Nainggolan?
“Io non faccio testo, sono un nainggolomane. Io credo che Nainggolan varrebbe più di cinque altri messi insieme anche con una gamba ingessata. E poi, dai, siamo in Serie B. Magari”.
Si ringrazia Luca Telese per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.
