Festa: "Cagliari, contro l'Inter devi dare il massimo. Mina? Non mi piacciono suoi atteggiamenti, ma è fondamentale"

Festa: "Cagliari, contro l'Inter devi dare il massimo. Mina? Non mi piacciono suoi atteggiamenti, ma è fondamentale"TUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba

Gianluca Festa, ex difensore di Cagliari e Inter, ha parlato ai microfoni di Radio Sportiva del momento del club rossoblù, impegnato domani sul campo dei nerazzurri. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net. 

Partiamo dal Cagliari: quanto deve preoccuparsi per questo finale di stagione e per questa tendenza verso il basso in classifica la squadra di Pisacane?

"Diciamo che con la vittoria contro la Cremonese ha fatto un bel salto. È stata una partita molto delicata e importante. Nonostante non sia stata una grande prestazione dal punto di vista della qualità, soprattutto nel primo tempo, i tre punti erano fondamentali. È chiaro che i giochi non sono fatti e ci sono ancora tante partite da giocare, anche difficili, però i tre punti contro la Cremonese e la sconfitta delle dirette concorrenti hanno messo il Cagliari in una situazione psicologica molto migliore".

Cosa non sta funzionando? Può starci anche il fattore inesperienza dell’allenatore, perché è la sua prima stagione alla guida di una prima squadra in Serie A. Non so se questo influisce o meno.

"Ma non credo. Fino ad adesso ha fatto il suo. È chiaro che qualche errore si commette, ma gli errori li fanno anche quelli con tanta esperienza. Secondo me c’è stato un calo dal punto di vista psicologico e poi qualche infortunio, soprattutto negli attaccanti, che ha fatto sì che la squadra calasse un po’ in intensità e in prestazione. È chiaro che adesso la partita contro l’Inter è difficile e devi cercare di fare il massimo, però queste non sono le partite in cui sei obbligato a vincere. La partita contro la Cremonese era quella da vincere obbligatoriamente".

Da allenatore ed ex difensore, uno come Yerry Mina lo vuole in squadra? Perché è sempre molto discusso per come “maltratta” gli attaccanti avversari.

"Allora, non rispondo direttamente a questa domanda perché non sarebbe corretto. Diciamo però che assolutamente non mi piacciono i suoi atteggiamenti, questo è sicuro. Non mi piace quando fa il provocatore, non mi piace quando viene toccato e fa due capriole buttandosi per terra. Questo non mi piace. Però è un giocatore che per il Cagliari è stato molto importante e determinante, perché dà esperienza e personalità in campo. E poi so che è un bravissimo ragazzo, veramente un bravo ragazzo. Io gli direi sinceramente: evita di fare certe scenate, perché non è più come una volta. Adesso ci sono centomila telecamere dappertutto e non fai una bella figura quando usi certi atteggiamenti e certe provocazioni".

Andando dall’altra parte della barricata di questa partita, ormai è più di un mese che Alessandro Bastoni è al centro delle polemiche per l’episodio contro la Juventus. Oggi Chivu è tornato a difenderlo, ha detto “ci ha messo la faccia, finiamola” e ha annunciato anche la sua assenza per problemi fisici. Da giocatore come si gestisce una situazione del genere? E da allenatore, come si gestisce un tuo elemento in difficoltà?

"Da giocatore devi essere bravo ad andare avanti, nel senso che ci vuole personalità. Qui si vede il vero carattere: è facile quando vinci, quando tutto va benissimo e ti dicono che sei un gran campione. È facile gestire la tua giornata e la tua vita. Adesso, in un momento di difficoltà, ha commesso un errore tecnico, un errore di decisione. Ha sbagliato e doveva accompagnare l’azione. È un errore e ci può stare. Il problema è che è costato la qualificazione al Mondiale, perché errori di questo tipo se ne vedono tanti in Serie A, tante fesserie, soprattutto dai difensori che guardano solo la palla. Lì ha sbagliato l’intervento, ha sbagliato il tempo, era ultimo uomo. Però ci sta, tutti sbagliano. È chiaro che l’allenatore lo deve difendere, è giusto difenderlo. Non si può dare addosso a un ragazzo che è un valore importante per l’Inter. È un super professionista, non ha mai dato problemi ed è una persona che merita rispetto. Ha sbagliato come possono sbagliare tutti, non è giusto massacrarlo".

Da sardo a sardo, e visto che Barella è passato anche dal Cagliari (importante per poi il passaggio all’Inter): come stai vedendo Barella quest’anno?

"Passaggio al Cagliari e passaggio al Como, perché al Cagliari l’ho fatto esordire io contro il Parma. A Como l’ho portato io quando ero allenatore del Como. Diciamo che quest’anno c’è stata un po’ di flessione. Ho visto partite fatte molto bene e altre un po’ meno bene. Però è comunque sempre un giocatore molto importante. Quando è in condizione fisica è fortissimo. Le sue caratteristiche sono quelle di uno che corre tantissimo (in genere è quello che corre di più in campo) e quando sta bene mette anche qualità. Quando invece dal punto di vista fisico non è al top fa un po’ fatica anche a dettare le giocate".

Possiamo metterci dentro anche una questione tattica dell’Inter, o magari anche della Nazionale, sul motivo per cui Barella quest’anno è meno performante rispetto al passato? O non c’entra niente?

"Ma no, lui dove lo metti è un jolly".

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