Canzi: "Sono emozionato di tornare qua, grazie al presidente Giulini"
11.00 - Ben ritrovati amici e amiche di TuttoCagliari.net, tra pochissimo alla Manifattura Tabacchi si terrà la conferenza stampa congiunta di presentazione del nuovo direttore sportivo Pietro Accardi e del nuovo responsabile tecnico del settore giovanile e del settore femminile Massimiliano Canzi. La redazione di TuttoCagliari è già sul posto ed è pronta a riportarvi qui in diretta tutte le parole di Max Canzi: segui la conferenza con noi!
11.30 - Mancano pochi minuti all'inizio della conferenza stampa
Parla Giulini. Mi fa piacere oggi essere qui insieme al direttore Accardi e Canzi. Siamo in un percorso di ringiovanimento della squadra che quest'anno ha avuto dei risultati importanti a livello di settore giovanile e di prima squadra. Vogliamo portare avanti questa filosofia e vogliamo ulteriormente migliorare. Migliorare la performance, usare le nuove tecnologie e poi c'è bisogno anche di cercare nuove professionalità e nuovi professionisti per accompagnarti in questo percorso. Accolgo il direttore Accardi, che ha una lunga esperienza con i giovani talenti, e mi fa piacere dare il bentornato a Canzi. Sono due figure indispendabili che ci permettono di proseguire in questo percorso e continuare l'unione tra prima squadra e settore giovanile. Mi fa piacere il ritorno di Max, il fatto che Pietro abbia scelto di collaborare con Roberto Muzzi. Credo che le figure di Max e Roberto possano essere di grande aiuto per la società.
Angelozzi? E' stato un anno soddisfacente, con una gestione complicata. La sua esperienza è stata molto utile al mister Pisacane nei primi mesi e ci ha permesso di fare arrivare giocatori importanti e non posso che ringraziarlo.
Parla Canzi: Devo ringraziare il club, il presidente Giulini che ha pensato per me ad un ruolo di questo genere. C'è stata alle spalle una lunga riflessione, per me è tornare a casa. Sono sinceramente emozionato per questo. Chi ha lavorato con me in questi sei anni, sa che il mio sogno era questo. Mi è stata data questa possibilità e una volta propostami questa cosa ho capito che era la mia strada. L'emozione è la parola giusta.
Il cambio di ruolo è stato una scelta importante, non semplice. Ho dovuto rifletterci. Ho fatto 41 stagioni da allenatore a vari livelli. Ci ho dovuto pensare seriamente, credo mi sia stata concessa questa opportunità nel momento giusto della carriera. Quello che potrò fare è mettere a disposizione la mia esperienza. Ho la fortuna di arrivare in un posto in cui non devo costruire da zero, ma c'è da migliorare quello che è stato fatto in questi anni. Mi mancherà il campo, è diverso, ma credo che potrò mettere a frutto ciò che ho fatto in questi anni.
Giulini. Nuovi soci sono interessati solo allo stadio o ci sarà investimento anche sulla sessione di mercato? Non posso che ringraziarli perché sono entrati quest'anno nel club, dando una prospettiva di ulteriore crescita. Io ho la responsabilità di migliorare il club e quello che ho imparato è che si migliora dalle fondamenta. Il vostro lavoro è parlare di calciomercato, però alla fine mi sono reso conto che i punti li portano l'organizzazione societarie, migliorare le infrastrutture e lavorare con professionisti sempre più preparati. Ogni anno tutto si deve evolvere. La mia responsabilità verso i nuovi investitori è quello di lasciargli un club moderno, con professionisti che stanno al passo. Oggi sono estremamente felice di essere qui. Max lo conosco da decenni, già all'epoca lo avrei voluto in quel ruolo, poi fu lui a consigliarmi Mario Beretta. E' una persona che stimo veramente tanto e che credo potrà essere fondamentale, sia che ci sia ancora Giulini tra cinque anni o un altro. Magari in questi 5 anni arriverà anche un progetto femminile più importanti, ma questi sono temi che discuterete con lui. Lo stesso riguarda il direttore Accardi. Tutto il suo periodo a Empoli, con la Sampdoria si è creato un percorso. Non ci sono tanti direttori sportivi giovani bravi, se ho la fortuna di essere qui vicino a Pietro è perché ha fallito alla Sampdoria. Per me è importante proseguire questo percorso per migliorarci ancora di più. Questi due signori al mio fianco ci aiuteranno a riempirle al 60% in questa prima stagione. Siamo consapevoli che questo percorso è solo agli inizi. Se continuiamo a lavorarci con coerenza, inserendo professionisti di alto livello, penso che possiamo solo migliorare. Me lo chiedono anche gli investitori. Il mercato sarà coerente, ma di gente che ha fame, che ha voglia. Gente da Cagliari e non magari nomi.
Canzi. Situazione settore giovanile, l'anno prossimo che tipo di stagione sarà? Chi me lo ha fatto fare? Sicuramente la passione per il calcio. Il fatto di poterlo fare a Cagliari, la squadra di cui sono diventato tifoso. Riguardo agli obiettivi, mi viene da dire che sicuramente il core business è quello di costruire giocatori per la prima squadra e quello è un obiettivo che è stato stra-centrato. Chiaro che bisogna cercare di riprodurre il più possibile questa situazione. Grazie tra l'altro anche al lavoro di Pisacane è stato fatto. Cercare di riprodurre questo modello. Anche se poi, chiaramente, l'obiettivo primario è quello, ma bisogna cercare di rendere appetibile anche il settore giovanile del Cagliari con i risultati. Bisogna cercare di tenere la categoria, cercando di fare sempre meglio e bisogna fare tutto anche con le altre categorie. Gli step sono vari. L'obiettivo primario è costruire uomini e calciatori e bisogna cercare di fare meglio possibile per avvicinarsi, anche lentamente, all'importanza del risultato.
Giulini. Credo che durante la mia gestione è la prima volta che facciamo un contratto triennale al direttore sportivo, a Muzzi ed eventualmente lo faremo anche ad altri del suo staff. C'è un ragionamento non di corta durata con il direttore Accardi.
Canzi. Assurde le retrocessioni in primavera? Nel momento in cui 8 anni fa è stata fatta la riforma dei tre gironi, a quel punto non sta a me giudicare se è giusto sbagliato lo stato dell'arte. E' un campionato che ha tre retrocessione, inevitabilmente l'importanza del risultato acquisisce un livello superiore. Penso si possa discutere per giorni. E' così, dobbiamo comportarci di conseguenza, cercando di mantenere la categoria.
Giulini. Questione stadio? Ci tengo ad approfondire la risposta. Come probabilmente sapete per tanti anni questo progetto è passato al vaglio di tanti, probabilmente anche troppi. Ci sono tanti enti che devono vagliare tutto. Di tutto questo percorso dove abbiamo trovato tanti ostacoli, abbiamo dovuto varie volte rivedere il progetto anche per motivi futili, in tutto questo percorso si è parlato anche poco. L'opinione pubblica non era al corrente degli ostacoli affrontati. Alla fine siamo arrivati a questa conferenza dei servizi decisoria. Quando si è cominciato a parlare di milioni, allora ha iniziato a riempire le pagine dei giornali. Ma di denaro si parla da meno di un anno. Da quando abbiamo presentato il PEF, da quando non c'era più il percorso tecnico degli enti. Oggi non siamo lontani e credo che i tempi che l'amministrazione comunale ha prospettato, andare con il progetto entro giugno e bandire la gara entro luglio, non siano impossibili da rispettare. Penso che sia normale quando un progetto così importante passa al vaglio di vari validatori possa subire dei ritardi. Questi 10 anni ne abbiamo passati 6-7 a rivedere gli aspetti tecnici. Perdere due mesi per gli aspetti economico finanziari, credo sia l'ultimo dei problemi rispetto al percorso di cui si è parlato poco e che ha richiesto quasi 10 anni. Ho voluto dare un quadro un po' più ampio. Ora siamo in dirittura d'arrivo, quello che non è normale è quello che è successo in questi 10 anni precedenti. Se il governo non fa qualcosa, il percorso per il calcio italiano diventa sempre più complicato. Eravamo un calcio importante, ora rischiamo di finire dietro a molti altri. La Francia nel 2016 ha ospitato da sola l'Europeo. Quando li ha ottenuti nel 2011 la Francia ne ha finanziati 7 con fondi pubblici e 2 con partenariati pubblici e privati. Gli altri sono stati interamente pubblici. Mi auguro di ospitare gli Europei a Cagliari nel 2032, ma mi auguro che ci riesca l'Italia. A oggi c'è solo lo Juventus Stadium.
Canzi. Modifica del campionato da U19 a U20. Sarebbe meglio accorciare età massima? E' stato un tema molto dibattuto. Portare un giocatore a giocare fino a 20 anni in primavera che limiti la crescita, credo che in parte sia così ma che vada analizzato tutto in modo individuale. Ci sono giocatori che hanno bisogno di anni nel settore giovanile e giocatori che devono confrontarsi con qualcosa di più importante. Questo cambio di regolamento ha consentito di inserire un biennio dopo il campionato U18. Altrimenti si aveva un anno solo. Chiaro che le squadre che hanno un U23, per loro il campionato U20 si rischia di andare più in la. Va analizzato di volta in volta, per tutte le cose ci sono pro e contro.
Giulini. Segnale di programmazione e saldatura con gli investitori? Sui giovani quello che mi fa piacere dire è che poi in Italia fino ai 24-25 anni sembra che siano tutti giovani. In realtà giocatori come Esposito e Gaetano che da noi sono esplosi lo scorso anno, sono giocatori che ai miei occhi sono giocatori esperti. Secondo me dobbiamo anche noi rivedere la nostra definizione di giovani. Il direttore Carta e il direttore Accardi stanno lavorando per un 2007 che arriva dall'Inghilterra. Pensavo si parlasse per la Primavera, ma sono ragazzi che in realtà vengono perché pensano di venire a giocare in prima squadra. All'estero è cambiato il calcio. Dobbiamo rivedere tutto questo e noi lo stiamo provando a fare, cercando di valutare quella che è la situazione. C'è una forte volontà da parte loro di programmare, entrambi hanno fatto una call con Maurizio. C'è una volontà di programmare da parte di tutti. Dobbiamo avere la lucidità di coltivare questa fortuna e proseguire in un percorso che ci ha reso più appetibile davanti ai giovani. Ogni giorno il direttore mi dice un nome nuovo. Siamo una società appetibile per i giovani per crescere. Dobbiamo essere bravi a rimanerlo e a scegliere i giovani giusti, i giovani che hanno l'umiltà di crescere. Che non si vede Cagliari come una piazza dove venire un anno e andarsene. Penso che a tutti faccia piacere vedere Palestra con la maglia del Cagliari su tutti i giornali. A me non fa piacere, non fa piacere poter costruire un percorso. Non è il modo in cui vorremmo lavorare.
Canzi. Settore femminile? Sicuramente è uno degli obiettivi della società, a medio termine penso sia uno dei motivi per cui la scelta è ricaduta su di me. Abbiamo un settore giovanile che sta facendo bene. Abbiamo una squadra che è arrivata alle finali nazionali di calcio a 5, manca una prima squadra di calcio a 11. Ci vorrà del tempo per fare le cose fatte bene. Sicuramente è una visione del club. Il movimento femminile sta assumendo una crescita inarrestabile e mi viene da dire finalmente. La Sardegna ha una grande tradizione in questo senso e sono convinto che il calcio femminile possa avere un grandissimo seguito. Siamo orientati in quella direzione.
Giulini. Sono molto felice di essere qui e avere l'onore e il privilegio di essere il presidente del Cagliari. Veniamo da tre stagioni in cui abbiamo piano piano costruito qualcosa. Credo che ciò che abbiamo fatto l'anno scorso sia stato qualcosa di straordinario e adesso dobbiamo stare attenti. Ho avuto la fortuna nella mia vita di poter sempre scegliere. Dopo la retrocessione di Venezia c'è stato un pensiero negativo, la voglia di abbandonare. Da lì poi dopo qualche settimana si è deciso di ripartire e costruire. Stiamo cercando di proiettarci nel futuro e migliorarci sempre di più. Finché ci sarà questa voglia e questa possibilità, conta poco che resti uno, due tre anni. L'importante è che si facciano le cose sensate. Spero di rimanere il più possibile.
Canzi. Ho la fortuna di arrivare in un settore giovanile molto strutturato. Dobbiamo continuare su quella linea, migliorando i dettagli, cercando di rendere il nostro settore giovanile sempre più moderno e al passo con i tempi, cercando di dare una linea identitaria specifica. Lo si fa solo costruendo una squadra di allenatori, che lavorino tutti insieme per la crescita dei ragazzi e del Cagliari calcio. Se non ci fosse stato alle spalle questo lavoro, non avrei potuto accettare questo incarico.
Giulini. Unipol Domus? Era uno stadio provvisorio costruito per 4-5 stagioni, non come quelle attuali. Chiaro che si porta dietro anche dei costi. In realtà quello che più da fastidio è che in questi anni avremmo potuto alzare anche le curve di 2mila posti, che ci avrebbe portato più ricavi, più spettatori, più diritti tv. Se avessimo saputo fin dall'inizio che ci dovevamo rimanere 10-15 anni, avremmo ampliato. Questa è la cosa che più pesa sul bilancio del club. Certamente quello che speriamo, sul femminile lo ha già detto prima il direttore Canzi, speriamo che si possa aumentare il movimento e magari fare anche una Serie A femminile. Se pensi ad un Cagliari, quel campo è ideale. Ieri chiedevo a Max, ma quale squadra ha fatto più spettatori, mi diceva la Roma che ne faceva 2mila. In una realtà con fortissima territorialità come la nostra, potremmo avere la fortuna di avvicinarci ai numeri della Roma. E se così fosse quello stadio sarebbe perfetto per ospitare il calcio femminile. Stessa cosa credo ci possa aiutare a crescere per il campionato primavera. La finale quest'anno è stata tra due squadre che non hanno l'U23. Parma e Fiorentina, come noi, devono spingere per la Primavera. Per me l'obiettivo il prossimo anno è fare i playoff. Un Cagliari primavera che va a fare i playoff e che riesce a far capire a giocatori come Mendy e Raterink che anche il percorso in primavera è importante. Prima era qualcosa di impossibile pensare che un giocatore arrivato per la prima squadra andasse in primavera. Noi vogliamo cambiare ancora di più la mentalità della squadra. C'è sempre più disponibilità per giocare.
Canzi. L'anno del covid avevamo fatto un campionato meraviglioso, eravamo tre punti sotto l'Atalanta e poi è stato assegnato lo scudetto all'Atalanta. Ancora non l'ho digerito. E' stato un bel ricordo, anche perché poi è stato l'ultimo momento alla primavera con il Cagliari.
Giulini. Da cosa dipende il passaggio della proprietà? Sulla presidenza dipende dalla volontà di entrambe le parti. Noi ancora non abbiamo profondamente discusso di quello che sarà il futuro. Sulla presidenza, ad un certo punto ci siederemo nella prossima stagione e bisognerà capire se è qualcosa che andrà avanti o se una delle due parti vorrà cambiare qualcosa. La proprietà che è diversa rispetto alla presidenza, c'è un iter stadio che interessa agli investitori, che è il motivo principale che spinge gli investitori che governa anche quello che può essere il passaggio della società.
Canzi. Cosa si porta dietro dagli anni a Torino? Mi porto dietro una grandissima esperienza all'interno di un top club di livello mondiale e di una grandissima azienda. Ho avuto modo di apprezzare la grandissima organizzazione del lavoro e della cura del dettaglio sotto ogni aspetto. E' stata una grandissima esperienza.
Termina la conferenza stampa
