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Giulini: "Sarò ancora presidente nella prossima stagione. Verrà allungato il contratto di Pisacane. Angelozzi? Ci dobbiamo confrontare. Pavoletti lo vedrei bene in un ruolo da dirigente"

Giulini: "Sarò ancora presidente nella prossima stagione. Verrà allungato il contratto di Pisacane. Angelozzi? Ci dobbiamo confrontare. Pavoletti lo vedrei bene in un ruolo da dirigente"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 19:15Primo piano
di Maria Laura Scifo
Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini è ospite del programma di Radiolina "Il Cagliari in diretta"

Tra pochissimo prenderà il via la trasmissione "Il Cagliari in diretta" che avrà come ospite il presidente del Cagliari Tommaso Giulini. Tanti i possibili temi di discussione, a partire dal futuro della società, lo stadio e soprattutto la stagione appena conclusa.

Si aspettava i 43 punti? Ci speravo, è un percorso solido perché viene da lontano. Lavoriamo da quando Pisacane è entrato nello staff di Liverani, poi ha iniziato il suo percorso nel settore giovanile. Viene da lontano perché ci si è conosciuti da giocatore prima e allenatore poi. Ci tengo a ringraziare tutti quelli che appoggiavano questa scelta. E' tutto il club che ha scelto Fabio e da anni lavorava per unire il lavoro fatto dal settore giovanile con un'esplosione in prima squadra. Se non conosci da dentro il club, al primo anno in Serie A è difficile fare il lavoro che ha fatto.

Pisacane confermato? C'è una condivisione di valori di fondo, reciproca stima e riconoscenza. Il contratto credo sia l'ultimo dei problemi. Sicuramente gli verrà allungato e faremo un biennale con opzione per una terza stagione. L'importante è capire come migliorare, ci sono tante aree in cui possiamo farlo. Andremo ad allargare lo staff del mister, possiamo migliorare su tante cose e ne siamo convinti entrambi. Sono fiducioso che questo percorso possa continuare. Avevamo sottolineato che volevamo vedere sempre il Cagliari lasciare sempre tutto sul campo e questo è stato un grande orgoglio, soprattutto contro le grandi abbiamo dimostrato di essere sempre in partita. La partita con il Milan, già contro l'Inter nel primo tempo tutti si erano accorti di cosa poteva essere il Cagliari a San Siro. Poi dopo c'era stata una disattenzione e abbiamo perso la partita di mano, ma già lì si vedeva che potevamo fare questa partita.

Il Cagliari ha sempre puntato su una squadra giovane e italiana. Sicuramente il lavoro a livello di settore giovanile è un lavoro sugli anni, poi noi abbiamo subito un cambiamento sulla metodologia. Quando si lavora da sotto ci si mette anni a raccoglie i frutti, a portare i Cavuoti o gli Idrissi a giocare partite importanti. C'è grande soddisfazione. Gli italiani? Da sempre ritengo che sia importante, è importante portare avanti i quattro mori e anche il Paese in cui siamo. Ho sempre cercato di lavorare con tanti italiani, poi ci sono anni in cui hai bisogno di integrare con qualche straniero, anni in cui c'è qualche sardo in più. Siamo riusciti a portare dei giovani quest'anno e ci sono state delle intuizioni come quella di Angelozzi su Palestra che hanno aiutato.

La fiducia verso Pisacane nei momenti difficili. Il mister è una persona estremamente umile che impara molto velocemente. Sa come possiamo migliorare. Ero abbastanza convinto vedendolo lucido ed era quello che gli dicevo, perché ne ho visti tanti allenatori perdere la bussola nella tempesta. Lui questa bussola non l'ha mai persa e penso di averlo un po' aiutato in questo. Ha questa grande qualità che ho visto in pochissimi allenatori.

Angelozzi? E' stato importante, le operazioni sono sempre molto critiche. Abbiamo dei valori di fondo, abbiamo una coerenza e vogliamo lavorare in un certo modo. Trovare questo tipo di società non è semplice. Io su Palestra ero molto negativo perché prendere un giocatore senza diritto di riscatto, chi me lo fa fare di puntare su un giovane che non è del Cagliari. Angelozzi è stato fondamentale nel convincermi. E' stato fondamentale anche quando il club aveva bisogno di fare cassa e cedere Luperto. Per noi era fondamentale dare partite a Rodriguez, non poterlo far giocare e non potergli dare l'opportunità di giocare perché davanti c'era un giocatore esperto accanto a un altro giocatore esperto, Mina, chiaro che è stato un altro momento in cui il direttore ha fatto la differenza, nella diffidenza più totale. Alla fine quando fai le cose in modo coerente, rimanendo sempre verticali, poi il calcio ti premia vincendo a Milano 2-1 con gol di Rodriguez.

La situazione societaria? Intanto voglio ringraziare Fiori che ci hanno dato fiducia, hanno creduto in quello che gli abbiamo raccontato e hanno deciso di comprare il 49% del club. Li abbiamo ripagati con i risultati che speravano. Qui c'è un progetto che è molto più grande di noi e coinvolge la Sardegna e l'Italia, che è la costruzione dello stadio. Da solo come azionista in maggioranza sarebbe stata una responsabilità troppo grossa. Per me gli investitori sono stati fondamentali per arrivare a questo obiettivo prima o poi. Sono convinto che in comune stanno lavorando giorno e notte per i prossimi step. Prima o poi sarà fisiologico che questi investitori passeranno alla maggioranza quando questi step si verificheranno. Speriamo che io possa rimanere per tanto tempo e toglierci soddisfazioni, ma anche che questo stadio si faccia. Le tempistiche sono legate a quelli che saranno gli step della capitalizzazione della società veicolo per costruire lo stadio nuovo. C'è la certezza che sarò il presidente anche nella prossima stagione e che cercherò di migliorare ancora la squadra. L'obiettivo l'anno prossimo è quello di migliorare la classifica di quest'anno.

Confermato anche Angelozzi? Ci vedremo domani perché andiamo a vedere Monza-Catanzaro. Ci dobbiamo confrontare sugli obiettivi della prossima stagione per alzare il livello. Serenamente lo decideremo assieme. Il direttore ha un mercato, è  giusto che ci confrontiamo e valutiamo.

Situazione stadio? Stanno lavorando in comune per portare tutto il dossier per l'approvazione. Auspicano di farlo entro giugno per rispettare a luglio le tempistiche date dall'UEFA. Poi ci sarà il bando e vedremo chi parteciperà. Tempistiche? E' 10 anni che racconto tempistiche, vengo spesso preso in giro, ma c'è una tale burocrazia che non me la sento di dare io tempistiche.

Tempi lunghi? Non avrei mai pensato di dover aspettare così tanto. L'anno prossimo sarà la mia tredicesima stagione e la più grande delusione dopo la retrocessione di Venezia è di non essere riuscito ad arrivare rapidamente a questo obiettivo. Quando abbiamo fatto l'Unipol Domus si pensava di giocarci dentro 5 stagioni al massimo. Questa è una frustrazione. Non poter dare ai tuoi tifosi quattro lati coperti, in una cornice che è sempre piena. Il nostro per fortuna è un club sano e sostenibile, potete immaginare se riuscissimo ad avere tutto ciò che ruota attono ad uno stadio vero e ai ricavi. Avremmmo maggiore appeal.

Caprile? Per provare a migliorarci si ruota attorno ad aspetti meno visibili, al fatto che ci sarà un anno di esperienza in più. Però credo che per aspirare a risultati migliori ci sia anche un aspetto determinante, cioè che tutto ciò che è stato fatto quest'anno e la mentalità che è stata trasferita alla squadra, bisogna cercare di trattenere tutti quelli che quest'anno hanno fatto bene e che sono stati un valore aggiunto. Sappiamo che arriveranno le offerte per Esposito, Caprile, Gaetano, Ze Pedro, Adopo, Mendy... Dobbiamo essere bravi a tenerne il più possibile. Cederne 3-4 significherebbe ripartire da una situazione in cui sarà più complicato migliorarsi. Poi se arriveranno offerte e i giocatori vorranno andare via, li sostituiremo adeguatamente.

Riscatti? Ci sono giocatori con ingaggi molto importanti che se li sono meritati. Oggi il Cagliari se è una società sostenibile è perché è riuscita a contenere il monte ingaggi. Hai citato tre giocatori che come parametri nessuno rientra nei parametri del Cagliari (Folorunsho, Kiliçsoy e Mazzitelli)

E' arrivato un grazie dall'Atalanta per Palestra? Sono arrivati tanti grazie da parte di Marco Palestra e del suo agente. Per il suo club... la ruota gira. L'anno prima abbiamo ceduto loro Sulemana e avevamo preso Zortea e Piccoli e Adopo. Penso che in quello scambio ci abbia guadagnato il Cagliari, in questo l'Atalanta. C'è una buona collaborazione.

Pavoletti? Con Leo ci dobbiamo vedere, aspetto che sommatizzi l'addio al calcio e capire se sarà un addio. Io lui lo vedo bene in un ruolo di dirigente, poi è da capire che scrivania, per capire le sue ambizioni e aspirazioni. Poi si dovrà formare. 

Chi le ha dato più soddisfazioni? Faccio un nome per farti capire la condivisione a 360° tra prima squadra e primavera. Raterink. Viene per giocare in prima squadra perché il ds aveva visto qualcosa di Palestra. Raterink ha avuto un'umiltà disarmante ad andare ad aiutare la primavera nelle ultime giornate con prestazioni importanti. Vedere un giocatore così con il sorriso sulle labbra che poi va anche a giocare al TST. Raterink è l'esempio dei calciatori che vogliamo avere a Cagliari come mentalità.

Elezioni FIGC? Il Cagliari sostiene Malagò con decisione, crediamo sia un dirigente sportivo di grandissima esperienza. E' un uomo forte e con le idee chiare con tante connessioni. Qualcuno che magari potrebbe mettere d'accordo gli interessi degli allenatori, dei calciatori, della Lega Pro, della Serie B e dei dilettanti. Speriamo che ce la faccia.

Cosa è cambiato rispetto all'inizio? L'esperienza e il fatto che oggi intorno a me ci sono molte più persone che vogliono bene a questa maglia e non a loro stessi e per i quali il Cagliari viene prima di tutto. Abusiamo spesso del termine valori e bisogna a volte vedere i fatti. 

Emozione? Quando vedi ragazzi come Kingstone e Mendy farcela, non puoi che emozionarti.

Quanto è più solido il Cagliari oggi? Abbiamo la fortuna da due o tre sessioni di mercato di poterle fare liberamente e questo ti aiuta. Vuol dire che se noi al 3 di luglio vogliamo prendere un giocatore non siamo costretti a cederne uno prima. Ci portiamo dietro debiti pesanti bancari dal covid, ma come tutti i club italiani. Poi siamo stati anche fortunati con Rodriguez e Ze Pedro, perché ci vuole anche quello. Non penso che Hatzidiakos e Wieteska fossero scarsi, c'è tutto un lavoro da fare di cui tenere conto. 

Chi sarà il capitano del Cagliari? Deiola. Per me ha un significato enorme. E' come il nostro allenatore. Mi ricordo ancora quando avevo dovuto firmare il suo trasferimento al Tuttocuoio. So che persona è, so quali sono i suoi valori e quanto è stato massacrato. Oggi penso che venga riconosciuto dai più come un vero leader e che è giusto che porti quella fascia. Credo che le caratteristiche sue siano meravigliose.

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