Il punto di Arba e Cornacchia: il botta e risposta tra il Cagliari Calcio e Giuffredi

Il punto di Arba e Cornacchia: il botta e risposta tra il Cagliari Calcio e Giuffredi
Fitto dialogo tra i due colleghi di TuttoCagliari.net sul braccio di ferro tra Esposito, il suo entourage e la società rossoblù

Giancarlo Cornacchia. "Buonasera Vittorio! Mi fa piacere poter nuovamente conversare con te e con i nostri follower in un momento delicato per la società rossoblù: quella di sabato, infatti, è stata una giornata a dir poco infuocata, con il secco, quanto pessimo botta e risposta tra il Cagliari Calcio ed il procuratore di Sebastiano Esposito, Mario Giuffredi. Un maledetto vespaio scatenato dallo stesso Giuffredi, inizialmente ai nostri microfoni, poi a tante altre testate.

In tutto questo la domanda lecita è: chi ha ragione? E, soprattutto, chi sta facendo il bene di chi? Di certo è una situazione che non fa bene a nessuno, e probabilmente la frattura creata pare insanabile. La figura dell'agente oggi ha toccato 'vette' un tempo impensabili, ma le parole di Giuffredi sono state davvero forti, dififcile pensare che lo possa aver fatto senza una base solida su cui poggiarsi. 

Dal canto suo una gestione non mirabile di certo da parte del Cagliari Calcio: il giocatore aveva già un contratto valido fino al 2030, ergo altri quattro: che bisogno c'era di arrivare a questo? Del resto un calciatore che sa di essere valutato non meno di venti milioni, è ovvio che presto busserà alla tua porta per chiedere il cosiddetto adeguamento. Possibile che nell'arco degli ultimi due mesi non sia stato possibile trovare un accordo?

La cessione del giocatore pare inevitabile, anche perché la piazza ha già fatto intendere da che parte sta. Il rischio, però, è che il Cagliari possa cadere vittima di potenziali acquirenti che potrebbero speculare sulla situazione per ottenere il cartellino di Esposito a prezzo decisamente ridotto, e la società rossoblù dovrà anche riconoscere il 40% della rivendita alla stessa Inter. l'Atalanta sembra la società maggiormente interessata, e metterebbe sul piatto Daniel Maldini. Una storia non bella in cui nessuno, di fatto, ne uscirà vincitore. Cosa ne pensi?"

Vittorio Arba. "Beh, che dire, Giancarlo? Si è concretizzato lo scenario peggiore possibile: non più un semplice muro contro muro, ma una vera e propria rottura tra le parti. Si è passati da quello che la società aveva definito un "cinema mediatico" a una vera e propria "sceneggiata napoletana", considerando gli stracci volati nella mattinata di ieri. A questo punto il Cagliari difficilmente riuscirà a cedere il giocatore alle proprie condizioni, mentre l’ipotesi di un rinnovo appare ormai molto remota. Eppure, soltanto pochi giorni fa, l’adeguamento contrattuale sembrava la soluzione più plausibile e avrebbe potuto soddisfare sia la società sia il calciatore. A mio parere, la vicenda è stata gestita male da entrambe le parti.

Da un lato, l’entourage del giocatore ha scelto il pugno duro negli ultimi sette-dieci giorni, contribuendo ad alimentare una frattura che oggi sembra insanabile. Dall’altro, il Cagliari non poteva permettersi di arrivare a soli venti giorni dall’inizio del campionato con una simile bomba a orologeria tra le mani. Anche sul piano della comunicazione, probabilmente, la società avrebbe dovuto agire diversamente per evitare che la situazione degenerasse. Durante il ritiro di Ponte di Legno, quando sono intervenuti prima Giulini e poi Accardi, si è forse prestata maggiore attenzione a ciò che stava accadendo attorno alla vicenda, e in particolare ai colleghi che stavano semplicemente svolgendo il proprio lavoro documentando i fatti, piuttosto che alla necessità di trovare una soluzione concreta. Affrontando il problema in maniera più diretta già in quei giorni, probabilmente si sarebbe potuti arrivare a una definizione della vicenda, in un senso o nell’altro. Invece, dopo la rottura, la situazione non è stata ancora risolta e continua a rappresentare un elemento di forte instabilità per la squadra e per la piazza. Del rinnovo si parlava da circa due mesi, praticamente dalla fine della scorsa stagione.

Inoltre, era nota da tempo la clausola che riconosce all’Inter il 40% sulla futura rivendita. Per questo motivo la società avrebbe dovuto prevedere anche un’evoluzione del genere e muoversi con maggiore anticipo. Con una gestione differente, probabilmente si sarebbe potuti arrivare a una cessione soddisfacente oppure a un adeguamento contrattuale in grado di tutelare tutte le parti coinvolte. Adesso, invece, Accardi si trova ad affrontare la prima vera difficoltà da quando è diventato direttore sportivo del Cagliari. Il club dovrà soprattutto ricompattare il gruppo e limitare le conseguenze di questa vicenda a ridosso dell’inizio del campionato. Il rapporto con Esposito appare ormai compromesso, ma la priorità deve essere quella di restituire serenità alla squadra. Spero che si riesca comunque a trovare una soluzione, ma è evidente che una situazione del genere non ci voleva e non fa bene soprattutto al Cagliari".