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Giuseppe Giannini: "In zona retrocessione il Cagliari corre meno rischi rispetto a Lecce e Cremonese. I sardi hanno un calendario impegnativo, ma sei punti di vantaggio sono tanti. Per alzare l'asticella l'anno prossimo servirà..."

Giuseppe Giannini: "In zona retrocessione il Cagliari corre meno rischi rispetto a Lecce e Cremonese. I sardi hanno un calendario impegnativo, ma sei punti di vantaggio sono tanti. Per alzare l'asticella l'anno prossimo servirà..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Matteo Bordiga

Il “Principe” Giuseppe Giannini, interpellato da Tuttocagliari.net, ritiene che il Cagliari abbia “tutte le carte in regola” per centrare la salvezza. Tra le pericolanti, infatti, secondo Giannini “Lecce e Cremonese corrono maggiori rischi rispetto all’undici di Pisacane. Al netto di un calendario, quello dei rossoblù, sicuramente complicato e impegnativo.”

Giuseppe, lo sprint salvezza è ormai giunto alle battute conclusive. A poco più di un mese dalla fine del campionato qual è la compagine maggiormente indiziata a lasciare la serie A?

“Secondo me Lecce e Cremonese sono le due squadre più a rischio. Il Cagliari infatti attualmente ha sei punti di vantaggio sul terzultimo posto, che a questo punto della stagione sono tanti. È vero che i ragazzi di Pisacane devono fare i conti con un calendario complicato, ma va anche detto che affronteranno alcune formazioni che sono relativamente tranquille e/o con la testa altrove: penso al Bologna, al Torino e all’Udinese. Inoltre credo che i sardi abbiano tutte le risorse tecniche e morali per tagliare il traguardo. E francamente mi auguro che ci riescano il prima possibile, perché è importante che la Sardegna mantenga una squadra in serie A. E poi confesso candidamente che il Cagliari mi è sempre stato particolarmente simpatico.”

Dove e come andrà puntellata la squadra isolana, in vista del prossimo campionato, per puntare a vivere una stagione più tranquilla e più gratificante?

“Per alzare l’asticella serviranno soprattutto risorse economiche fresche, che consentano alla società di acquistare elementi di un livello un po’ più alto. Se invece le finanze a disposizione del club dovessero rimanere invariate dovrà essere brava la proprietà a muoversi in anticipo, cercando due o tre giovani di sicuro talento che in sette-otto mesi siano in grado di far compiere alla squadra un piccolo salto di qualità. Per poi eventualmente generare delle importanti plusvalenze, venendo magari ceduti a dei club di primissima fascia.”