Guglielmo Coppola: "Il Cagliari non ha ancora un'identità ben precisa: alterna ottime prestazioni a gare rivedibili. Però ottiene buoni risultati. Manca un centrocampista in grado di dare gli input in verticale: giochiamo troppo in orizzontale"
L’ex attaccante e funambolo del Cagliari Guglielmo Coppola, intervistato da Tuttocagliari.net, traccia un - provvisorio - bilancio della stagione vissuta dai rossoblù di Fabio Pisacane, sottolineandone con lucidità pregi e difetti.
Guglielmo, alcune volte quest’anno il Cagliari ha vinto e convinto. In altre circostanze, invece, ha lasciato la vivida sensazione di aver giocato al risparmio e “col misurino”: se avesse avuto un briciolo di coraggio in più probabilmente avrebbe ottenuto risultati più lusinghieri. Intanto però staziona a quota 30 punti in classifica, con la prospettiva di centrare presto un’agevole salvezza.
“Diciamo che il Cagliari non ha ancora un’identità ben precisa e riconoscibile: come rimarcava lei stesso, i rossoblù alternano prestazioni molto buone ad altre meno positive. Al netto del gioco che esprimono, però, stanno facendo punti e mettendo fieno in cascina. In più quando mi è capitato di vederli in azione mi sono piaciuti molto. Mister Pisacane è stato oggetto di critiche anche feroci, ma dobbiamo ricordarci che è un giovane rampante: bisogna dargli tempo, anche perché sono certo che il prossimo anno, forte di dodici mesi di esperienza in serie A, non ripeterà gli errori che forse ha commesso in questa stagione.
In linea generale il bilancio è positivo. Forse l’unica cosa che si può rimproverare a questo allenatore è il fatto di non aver sempre dato spazio ad alcuni promettenti e talentuosi ragazzi della Primavera isolana. Ma allo stesso tempo è doveroso riconoscere che il tecnico napoletano, nel complesso, è andato oltre le aspettative della vigilia.”
Dopodomani all’Unipol Domus andrà in scena la sfida tra Cagliari e Como: si affronteranno Pisacane e Cesc Fabregas, due degli allenatori più giovani della serie A.
“Io vorrei ricordare a tutti che nella gara di andata abbiamo fatto soffrire - e non poco - i lariani. Pisacane e Fabregas si conoscono e si stimano, anche se sono alfieri di due filosofie calcistiche diverse. Proprio per questo mi aspetto una gran bella partita, forse anche più bella di quello che ci si potrebbe immaginare. Più che azzardare dei pronostici o ipotizzare cosa dovrebbe fare il Cagliari per battere il Como, io mi accomoderei davanti alla tv e mi godrei serenamente il match. Tecnicamente i lombardi hanno qualcosa in più, e Fabregas è solito concedere grande libertà ai suoi calciatori: li stimola a creare e a inventare la giocata. Però si giocherà a Cagliari, e sono certo che Pisacane stia preparando la gara in maniera certosina.
Quanto ai rossoblù, ultimamente è mancato il centrocampista in grado di dettare il passaggio illuminante e di dare l’input in verticale. L’assenza di Gianluca Gaetano sta pesando parecchio: Mazzitelli non ha esattamente lo stesso piede del fantasista e regista partenopeo. A me pare che la squadra, proprio per questo motivo, giochi troppo spesso in orizzontale. E poi manca chiaramente il classico centravanti ‘d’antan’: Belotti è infortunato da tempo immemore, ed Esposito non è certo una punta centrale. Pisacane sta cercando in tutti i modi di sopperire a queste assenze pesanti, che inevitabilmente condizionano lo stile e la filosofia di gioco dei sardi.”