Michele Fini: "Cagliari, Pisacane ha fatto un grande lavoro. Palestra bella pubblicità per i giovani italiani"

Michele Fini: "Cagliari, Pisacane ha fatto un grande lavoro. Palestra bella pubblicità per i giovani italiani"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 23:00Primo piano
di Vittorio Arba
Michele Fini a Radio Sportiva esalta Palestra, difende la scelta Pisacane al Cagliari e analizza la salvezza, Cremonese di Giampaolo e Milan di Allegri

Michele Fini, ex centrocampista del Cagliari e attuale tecnico del Latte Dolce, ha parlato ai microfoni di Radio Sportiva. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Fini su Palestra e sui giovani

"È stata una sorpresa per tutto il calcio italiano"

Palestra va di diritto, no, tra i migliori prospetti della Serie A, per quanto non sia più magari un campionato per giovani il nostro?

"Sicuramente ha dimostrato sul campo di avere un motore importante, motore da giocatore di squadra importante. È stata una fortuna per il Cagliari averlo lì a disposizione quest’anno. Ha meravigliato tutti, diciamo. Dai, è stata una sorpresa non solo per il Cagliari, ma per tutto il calcio italiano. Quindi ben vengano questi ragazzi con quella voglia, con quella dedizione, applicazione e serietà che ha avuto questo ragazzo".

"A tratti ha dimostrato di essere devastante"

È già pronto per il grande salto o l’ideale sarebbe una tappa intermedia per la sua carriera?

"Secondo me, per quanto mi riguarda, a tratti ha dimostrato di essere devastante, no? Ci sono stati momenti del campionato, soprattutto nelle prime partite, dove veramente è stata una furia, una cosa inarrestabile quasi, no? Difficile da marcare, ti attacca la profondità, sul lungo tragitto, sul corto lui non fa differenza, nel senso che è un giocatore che lo puoi mettere da esterno basso, esterno alto e ti lavora bene le due fasi. In più ha dimostrato di avere quella qualità nel piede che poi, per fare un determinato ruolo, devi avere. Quindi non è solo corsa, non è solo potenza, ma anche qualità proprio delle giocate che fa. Quindi secondo me sì, secondo me è un giocatore che, se pensiamo al fatto di voler far giocare i giovani, non puoi non pensare a lui in una grande squadra, perché altrimenti tutte le chiacchiere che si fanno sui giovani stanno a zero. Se non metti un Palestra, cioè, se neanche Palestra può giocare titolare...

"I giovani bisogna rischiarli e metterli"

Allora è inutile parlare di giovani, dice lei?

No, no, no, allora mi metto in campo pure io a 50 anni e quindi diciamo dai, torniamo molto indietro se non pensiamo di poterlo mettere in una grande squadra. Quindi secondo me il problema o la domanda potrebbe andare in una grande squadra non si pone neanche, nel senso che lo pensi già lì, lo pensi già in una squadra che l’anno prossimo farà la Champions e sarà protagonista anche lì, perché lo diventerà sicuramente. Anche perché le squadre estere lo fanno con i ragazzi giovani, come anzi anche più giovani, magari di Palestra, di dare fiducia. Secondo me anche Palestra, adesso, in questo caso qua, è un bell’esempio, una bella pubblicità per tutti gli altri giovani che verranno, perché comunque se si vuole pensare a un cambiamento, come si dice da tante parti, no, di cosa bisogna fare per cambiare questo calcio in Italia, secondo me un giovane che ha quelle capacità, quel talento lì, quelle potenzialità lì, ha bisogno solo di una cosa: di essere messo in campo. Quindi, che sia in una piccola squadra, in una grande squadra, secondo me i giovani bisogna rischiarli e metterli e farli andare, perché il futuro è loro. Quindi, se il futuro è loro, bisogna iniziare a metterceli dentro".

Fini su Pisacane e sulla salvezza del Cagliari

"La società ha voluto dare continuità a Fabio"

E comunque il patron del Cagliari, una piazza che Michele Fini conosce molto bene, Giulini, aveva scelto Fabio Pisacane proprio nell’ottica anche di valorizzare i giovani che ci sono in rosa. Era stata una scelta rischiosa, ponderata? Ecco, tornando a inizio stagione, quando il Cagliari ha scelto di promuovere il tecnico della Primavera, lei era preoccupato da magari comunque vicino alle vicende dei rossoblù, oppure era convinto che avrebbe fatto bene?

"Ma no, no, preoccupato no, perché anche comunque Fabio, e io l’ho avuto da giocatore lì quando abbiamo fatto l’esperienza con Diego Lopez a Cagliari, ha fatto un percorso importante nelle giovanili del Cagliari. Quindi sicuramente chi ha deciso di puntare su Fabio come allenatore ha visto capacità, ha visto leadership sicuramente nel modo di allenare già con la Primavera, dove ha ottenuto dei risultati importanti. Quindi secondo me la società ha voluto dare continuità a Fabio all’interno della società stessa, quindi dandogli la responsabilità maggiore, che è quella di allenare la prima squadra.

"La salvezza è già un risultato importante"

E secondo me, nonostante la gente sempre si aspetti che il Cagliari possa salvarsi con 10 giornate in anticipo, raggiungere posizioni di chissà quale tipo, il risultato l’ha ottenuto. Il risultato per Cagliari, per la Sardegna, la salvezza, è già un risultato importante. Ovviamente uno vuole ottenerla magari con qualche giornata d’anticipo, con meno patemi d’animo e rischiando meno. Ma il risultato è arrivato e secondo me ha fatto un grande lavoro".

Fini su Giampaolo e sulla Cremonese

Il rapporto con Marco Giampaolo

A proposito di salvezza, hai avuto a che fare più volte, credo due volte, con Marco Giampaolo, giusto?

"Sì, sì, l’ho avuto per diversi anni. L’ho avuto due anni ad Ascoli, poi l’ho avuto a Cagliari anche. L’ho avuto a Cagliari un periodo e poi l’ho avuto a Siena un altro periodo".

"In una partita ti giochi tutto"

Ecco, è arrivato in una situazione delicatissima a Cremona. Al di là che ci riesca o che non ci riesca a salvare la Cremonese, insomma, come ha visto questo scorcio di stagione della Cremonese?

"Diciamo che, sentendo il mister quando parla, sa ed è consapevole di tutto, nel senso che la difficoltà che ci sono nel salvare una squadra presa a campionato in corso e in così poco tempo trovare le giuste contromisure per poter affrontare un periodo di campionato così delicato non è facile, non è facile. Io sono sicuro e certo che lui ci sta mettendo tutto quello che ha a disposizione come conoscenze per poter raggiungere questo obiettivo, perché non è semplice, no, non è semplice. Perché poi non dipende solo da te, ci sono anche le altre squadre, quindi è complicato, è complicato. Adesso nell’ultima giornata difficile si decide, si decide tutto. Però ha le percentuali che può avere qualsiasi altra squadra in quella situazione di salvarsi. Quindi lui diciamo che poteva fare poco di più di quello che sta facendo in questo momento qua, anche se in alcune partite magari poteva ottenere qualche risultato diverso. E sicuramente avevano calcolato di fare qualche punto in più. Ovviamente poi il campo parla e lì i fatti magari dicono altro. Quindi ora questa vittoria di Udine li ha tenuti, diciamo, tra virgolette, a galla fino a questa partita di domenica. E quindi in una partita ti giochi tutto".

Fini su Allegri e sul Milan

"Allegri è il numero uno nel farsi scivolare addosso tutto"

Un altro tuo ex allenatore come Massimiliano Allegri invece anche lui si ritrova, no, a dover sgomitare fino all’ultima giornata, anche se sembrava una situazione più tranquilla fino a qualche settimana fa. Che idea ti sei fatto di questa stagione del Milan?

"Il mister allena una squadra dove non puoi sbagliare niente, dove tutto quello che fai è tutto amplificato 10 volte di più che in un’altra piazza. Però lui è un allenatore esperto, un allenatore che tanti anni ormai che allena squadre importanti, di spessore, ed è abituato a tutto, anche a sopportare i carichi di critiche che molte volte gli cadono addosso, no? Perché è un allenatore molto chiacchierato, che faccia bene, che faccia male. Però per me lui è il numero 1 nel fatto di farsi scivolare addosso tutto. Cioè, non si carica di nessun tipo di critica, non se la porta dietro, non se la fa pesare. Lui ha quella forza lì che riesce a farsi scivolare tutto e va avanti per la sua strada.

L’obiettivo Champions e la sfida contro il Cagliari

L’obiettivo da raggiungere è ancora lì a portata di mano. Dipende da loro sicuramente, perché dovranno vincere l’ultima partita contro il Cagliari per poter raggiungere un obiettivo che per il Milan è sempre, tra virgolette, dico, perché la verità è di vitale importanza anche dal punto di vista economico".

© Tuttocagliari.net - Trascrizione a cura della nostra redazione. Riproduzione del virgolettato consentita solo previa citazione della fonte Tuttocagliari.net