Esclusive TC

Mirko Cudini: "Pisacane ha lavorato bene, ma l'anno prossimo la nuova proprietà potrebbe decidere di puntare su un tecnico più 'giochista' e dalla mentalità più offensiva. Mina e Palestra promossi, da Esposito mi aspettavo di più"

Mirko Cudini: "Pisacane ha lavorato bene, ma l'anno prossimo la nuova proprietà potrebbe decidere di puntare su un tecnico più 'giochista' e dalla mentalità più offensiva. Mina e Palestra promossi, da Esposito mi aspettavo di più"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 02:15Primo piano
di Matteo Bordiga

L’ex difensore del Cagliari Mirko Cudini, intervistato da Tuttocagliari.net, passa in rassegna la stagione vissuta dai rossoblù di Fabio Pisacane e azzarda un bilancio finale che, alla luce del risultato ottenuto, “non può che essere sostanzialmente positivo”.

Mirko, il Cagliari quest’anno da un lato ha raggiunto la salvezza - e quota 40 punti - con una giornata d’anticipo sulla conclusione del campionato; dall’altro ha mostrato notevoli lacune sul piano del gioco e dell’espressione calcistica che, forse, ne hanno frenato la crescita. Lei è d’accordo?

“Direi di sì. Il bilancio nel complesso deve essere giocoforza positivo: se la stagione va per il verso giusto e si raggiunge l’obiettivo prefissato la valutazione non può certo essere negativa. Da un lato è vero che il Cagliari raramente ha espresso un calcio convincente, ma per contro bisogna sottolineare che Caprile e compagni non sono mai stati concretamente a rischio retrocessione. Forse solo la settimana che precedeva la sfida alla Cremonese è stata ad alta tensione. E allora rendiamo merito a mister Pisacane, il quale al suo debutto in serie A come allenatore credo proprio che di più non potesse fare, e a tutti i calciatori: sono stati bravi ad accumulare un margine rassicurante di vantaggio sulla cosiddetta ‘zona calda’. Poi magari con qualche punto in più in classifica il giudizio finale sarebbe stato ancora più lusinghiero.”

C’è secondo lei un giocatore del Cagliari che quest’anno si è particolarmente distinto, giocando un ruolo determinante nel raggiungimento anticipato della salvezza? E, al contrario, c’è stato qualcuno che ha tradito le attese?

“Sarebbe fin troppo scontato indicare in Marco Palestra il motore - e la vera rivelazione - della formazione isolana. Per contro, personalmente da Sebastiano Esposito mi aspettavo qualcosa di più, anche se l’attaccante campano è stato decisivo con le reti che ha segnato nella parte finale della stagione. Tra i più positivi mi viene in mente Yerry Mina, soprattutto per il suo contributo in termini di carisma e di personalità. Per il resto francamente non ho visto grandi individualità: ha prevalso la forza del collettivo. Tra l’altro il Cagliari presentava diversi volti nuovi ai nastri di partenza di questo campionato: Pisacane è riuscito ad assemblarli nel modo migliore.”

A giugno la società rossoblù dovrebbe cambiare profondamente, con l’acquisizione della quota di maggioranza da parte della cordata americana. Secondo lei Pisacane verrà confermato o si opterà per un tecnico dalle idee più offensive, magari con l’obiettivo di aspirare a una stagione meno tribolata rispetto alle ultime vissute in A?

“Quando subentrano proprietà straniere spesso e volentieri le scelte societarie tendono a premiare un’idea di calcio, come si suol dire oggi, di tipo ‘giochista’. Insomma, agli imprenditori esteri piacciono il calcio spettacolo e la mentalità propositiva. Di conseguenza, al riassetto societario potrebbe accompagnarsi un avvicendamento sulla panchina del Cagliari. Se l’obiettivo sarà quello di alzare l’asticella si potrebbe puntare su un tecnico che dia maggior risalto alla fase offensiva. Proprio per questo motivo mi aspetto che Fabio Pisacane, nonostante il buon lavoro svolto quest’anno, non venga riconfermato.”